LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 393-bis Codice Penale — Anno 2025

72 provvedimenti

Altri anni per Art. 393-bis Codice Penale

Correzione errore materiale e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per manifesta infondatezza dei motivi relativi a recidiva e attenuanti. Accoglie, tuttavia, l'istanza per la correzione di un errore materiale, riducendo la pena da 20 a 10 mesi di reclusione e affermando la prevalenza della motivazione sul dispositivo quando il calcolo della pena è chiaramente ricostruibile. Viene confermata la misura di sicurezza dell'espulsione basata sulla pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Causa di giustificazione: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza e lesioni a un pubblico ufficiale. Il ricorrente invocava la causa di giustificazione per reazione ad un atto arbitrario, ma la Corte ha stabilito che tale scriminante non si applica al reato di lesioni personali, confermando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Inammissibilità ricorso: quando le censure sono generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia penale, sottolineando che le critiche relative alla valutazione delle prove sono di competenza esclusiva dei giudici di merito. Inoltre, la Corte ha ritenuto generica la doglianza sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per reazione ad atto arbitrario, in assenza di prove concrete. Tale inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando le censure sono generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che si limitavano a contestare la valutazione dei fatti e la dosimetria della pena senza evidenziare vizi logici specifici nella motivazione del giudice di secondo grado. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
Due individui ricorrono in Cassazione contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, ma il loro ricorso viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che i motivi erano generici e semplici ripetizioni di doglianze già esaminate, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza d'appello.
Continua »
Reato di resistenza: quando l’appello è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha ritenuto le doglianze generiche e ha confermato la decisione di merito che escludeva le cause di non punibilità per reazione ad atto arbitrario e per particolare tenuità del fatto, data la gravità della condotta violenta.
Continua »
Ricorso inammissibile ricettazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per ricettazione, ribadendo che i motivi di appello non possono mirare a una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha confermato che la prova del dolo nella ricettazione può derivare da elementi indiretti, come la mancata giustificazione della provenienza del bene, e che la determinazione della pena è discrezionale del giudice di merito.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi non consentiti e costi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi addotti erano una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti nei gradi di merito e, pertanto, non consentiti in sede di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi generici e rinunciati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati giudicati in parte rinunciati nel precedente grado di giudizio e in parte generici e manifestamente infondati. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato in appello per evasione e violenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano basati su una rilettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che le argomentazioni erano manifestamente illogiche a fronte della puntuale ricostruzione probatoria effettuata dalla corte di merito.
Continua »
Resistenza a pubblico ufficiale: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva di aver reagito a un atto arbitrario degli agenti, ma i giudici hanno ritenuto la sua condotta 'particolarmente aggressiva' e la sua difesa generica, confermando che la causa di non punibilità non si applica in assenza di una reale e ingiusta condotta persecutoria da parte delle forze dell'ordine.
Continua »
Ricorso generico: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'appello di un imputato condannato per minaccia aggravata. La decisione si fonda sulla natura del ricorso generico presentato, che non specificava elementi concreti a supporto della tesi difensiva relativa a una causa di non punibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Atto arbitrario: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista che sosteneva di aver reagito a un presunto atto arbitrario durante un controllo stradale. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che un normale controllo non è un atto arbitrario, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. I motivi sono stati giudicati generici, volti a una non consentita rivalutazione dei fatti, e privi di specificità riguardo la pena. La Corte ha quindi confermato la logicità della decisione d'appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda, e ha respinto la richiesta di liquidazione delle spese della parte civile.
Continua »
Prescrizione del reato: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per tentata violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. La sentenza affronta temi cruciali come la procedibilità d'ufficio in caso di reato commesso da più persone e, soprattutto, respinge la richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla disciplina della prescrizione del reato applicabile ai fatti commessi tra il 2017 e il 2019, confermando l'interpretazione delle Sezioni Unite.
Continua »
Rifiuto alcoltest: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un conducente condannato per rifiuto alcoltest. La decisione si basa su un principio procedurale fondamentale: le tesi difensive non possono essere presentate per la prima volta in Cassazione, ma devono essere state sollevate nei precedenti gradi di giudizio. In questo caso, né la tesi della reazione ad un atto arbitrario né la richiesta di non punibilità per tenuità del fatto erano state correttamente formalizzate nell'atto di appello, rendendo il ricorso nullo.
Continua »
Commissario straordinario pubblico ufficiale: la Cassazione
Un sindacalista è stato condannato per violenza nei confronti di un commissario straordinario per costringerlo a revocare la risoluzione di un contratto. La Cassazione ha confermato la condanna, specificando che, sebbene la risoluzione del contratto sia un atto di natura privatistica, la fase decisionale che la precede rientra nella funzione pubblica. Pertanto, ai fini del reato di cui all'art. 336 c.p., il commissario straordinario è considerato pubblico ufficiale quando la condotta illecita mira a influenzare le sue scelte gestionali dettate da finalità pubblicistiche.
Continua »
Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva spintonato un agente di polizia per avventarsi contro una terza persona. La Corte ha stabilito che la motivazione vendicativa è irrilevante e ha escluso la causa di non punibilità, confermando che l'azione della polizia era legittima e non arbitraria, essendo volta a tutelare l'ordine pubblico.
Continua »
Atto arbitrario: quando la reazione è giustificata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per aver reagito contro le forze dell'ordine. La Corte ha chiarito la fondamentale distinzione tra un semplice atto illegittimo e un vero e proprio atto arbitrario del pubblico ufficiale, unico caso che può giustificare la reazione del privato. Poiché l'operato degli agenti non presentava i caratteri dell'arbitrarietà, ma rientrava in un legittimo intervento in un contesto complesso, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Furto con strappo: la violenza sulla cosa qualifica il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto con strappo. L'ordinanza ribadisce che strappare un cellulare di mano integra tale reato, e non il più lieve furto con destrezza, a causa della violenza esercitata sulla cosa. Inoltre, il reato si considera consumato, e non solo tentato, anche se l'autore viene fermato poco dopo, poiché ha avuto la disponibilità del bene.
Continua »