Un uomo condannato per vari reati commessi tra il 2015 e il 2021 (spaccio di droga, furto ed evasione) ha chiesto il riconoscimento del reato continuato e tossicodipendenza in fase esecutiva. Il Giudice dell'Esecuzione ha accolto la richiesta riducendo la pena complessiva, ritenendo le condotte avvinte da un unico programma criminoso dettato dalla dipendenza da sostanze mai debellata, nemmeno durante la carcerazione. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione sostenendo che la detenzione intermedia e la diversità dei reati avessero interrotto il disegno unitario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, confermando che la tossicodipendenza persistente può giustificare la continuazione tra reati diversi e commessi a distanza di tempo, quando le azioni risultano strumentali all'approvvigionamento della droga.
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