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Art. 385 Codice Penale — Anno 2025

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277 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Appello inammissibile: no a impugnazioni diverse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo essere stato prosciolto in un giudizio abbreviato, aveva presentato appello per ottenere una diversa formula assolutoria. La Suprema Corte ha confermato che la legge, a seguito di una riforma del 2006, non consente più questo tipo di impugnazione. Di conseguenza, l'appello inammissibile è stato correttamente rigettato in secondo grado e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Richiesta trattazione orale: sentenza nulla se negata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello poiché il giudizio di secondo grado si era svolto senza la partecipazione del difensore, nonostante quest'ultimo avesse presentato una formale richiesta di trattazione orale. Secondo la Suprema Corte, ignorare tale istanza, prevista dalla normativa emergenziale Covid-19, determina una nullità assoluta e insanabile per violazione del diritto di difesa, imponendo la celebrazione di un nuovo processo d'appello.
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Incompetenza territoriale e rito abbreviato: la scelta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La sentenza chiarisce un punto cruciale di procedura: la richiesta di giudizio abbreviato preclude definitivamente la possibilità di sollevare l'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte ha inoltre confermato la correttezza del diniego della sospensione condizionale della pena, data la gravità della condotta e i precedenti dell'imputato.
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Improcedibilità appello: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'improcedibilità dell'appello penale. In un caso di evasione, la Corte ha stabilito che il termine decorre non dal deposito del ricorso, ma dalla ricezione degli atti in appello. Di conseguenza, il ricorso basato sulla presunta scadenza del termine biennale è stato dichiarato inammissibile, applicando invece il termine triennale previsto per gli atti pervenuti dopo una certa data.
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Ricorso inammissibile: come motivare l’appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per il reato di evasione, poiché il motivo di appello, relativo al bilanciamento delle attenuanti generiche, era formulato in modo generico e non si confrontava con la motivazione logica e puntuale della sentenza impugnata. La decisione sottolinea la necessità di presentare critiche specifiche e non generiche nei motivi di ricorso.
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Dolo generico evasione: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il motivo, incentrato sulla presunta assenza del dolo generico evasione, è stato giudicato generico e meramente reiterativo di argomenti già respinti in appello. La Corte conferma che per l'evasione è sufficiente la consapevolezza di allontanarsi senza autorizzazione, indipendentemente dalle motivazioni.
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Appello generico: l’inammissibilità in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa della sua natura di appello generico. L'imputato, condannato per evasione, aveva contestato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), limitandosi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che un ricorso non può essere una mera enunciazione apodittica, ma deve indicare specifici elementi trascurati dal giudice precedente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. L'imputato invocava l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero una mera riproposizione di censure già respinte dalla Corte d'Appello, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno ritenuto le argomentazioni meramente riproduttive di censure già respinte dalla Corte d'Appello, la quale aveva correttamente evidenziato la gravità della condotta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso 599-bis cpp: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di appello emessa con 'concordato'. L'ordinanza chiarisce che il ricorso 599-bis cpp è limitato a vizi specifici dell'accordo, escludendo doglianze sulla mancata motivazione per il proscioglimento o sulla misura della pena, poiché l'accordo stesso implica una rinuncia ai motivi di appello.
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Ricorso inammissibile: evasione e prove insufficienti
Un soggetto condannato per evasione ha presentato ricorso in Cassazione, adducendo un errore sul giorno di permesso e vizi nella determinazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la giustificazione del ricorrente manifestamente infondata e del tutto improbabile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
Un individuo condannato per il reato di evasione ha presentato appello alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché i motivi erano generici, miravano a una nuova valutazione dei fatti e risultavano infondati. La decisione sottolinea come la recidiva venga valutata anche in base all'inefficacia delle precedenti condanne. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione: quando non si applica l’attenuante
Un soggetto condannato per evasione ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di aver diritto all'attenuante per essersi costituito volontariamente. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che recarsi in carcere al solo scopo di ritirare effetti personali non equivale a una volontaria sottomissione alla detenzione, elemento necessario per l'applicazione del beneficio.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. La decisione si fonda sulla genericità del motivo, che si limitava a riproporre le stesse argomentazioni dell'appello senza un confronto critico con la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che l'impugnazione del patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448 c.p.p., tra cui non rientra il vizio di motivazione sulla mancata assoluzione. La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: ubriachezza non scusa la violazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il delitto di evasione di un soggetto trovato lontano dai luoghi autorizzati e in stato di ubriachezza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la violazione era palese e minava l'autorità della giustizia, escludendo così l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha stabilito che la sua condizione di recidivo reiterato e specifico impedisce la concessione del beneficio, in quanto il comportamento non può essere considerato episodico.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per evasione. Il motivo del rigetto risiede nella manifesta infondatezza e genericità dell'impugnazione, la quale si limitava a riproporre questioni sulla recidiva già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza un confronto critico con le motivazioni delle sentenze. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la sentenza
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per evasione. Il motivo, incentrato sulla valutazione della pena, è ritenuto non consentito, poiché la determinazione del trattamento sanzionatorio costituisce un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica. Questa decisione ribadisce i confini dell'appello alla Suprema Corte e le conseguenze economiche dell'inammissibilità ricorso Cassazione per il ricorrente.
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Particolare tenuità del fatto: no se si fugge in auto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La richiesta di applicare l'esimente per particolare tenuità del fatto è stata respinta poiché allontanarsi dalla propria abitazione a bordo di un'auto è una condotta ritenuta di per sé grave, che non può essere considerata di lieve entità. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della pena inflitta.
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