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Art. 385 Codice Penale — Anno 2025

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277 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Prescrizione reato evasione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per evasione, dichiarando il reato estinto. Il caso chiarisce il corretto calcolo della prescrizione del reato di evasione in presenza dell'aggravante della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che l'aumento di pena va calcolato sul massimo edittale del reato base (tre anni) e non sul termine minimo di prescrizione (sei anni), anticipando così la data di estinzione del reato e rendendo la condanna d'appello illegittima.
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Resistenza a pubblico ufficiale e evasione: il caso
Due individui vengono condannati per reati commessi durante un servizio televisivo. Uno, ai domiciliari, è colpevole di evasione e resistenza a pubblico ufficiale per essere uscito e aver affrontato la polizia. L'altro è condannato per violenza privata e lesioni per aver aggredito un operatore. La Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili, confermando le condanne e chiarendo i limiti delle difese basate su autorizzazioni, stato di necessità e provocazione putativa.
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Ingiusta detenzione: evasione riduce l’indennizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennizzo per ingiusta detenzione deve essere ridotto per il periodo in cui la detenzione in carcere è stata causata dalla stessa condotta dolosa dell'imputato, come l'evasione dagli arresti domiciliari. In questo caso, un individuo, successivamente assolto, aveva visto la sua misura cautelare aggravata a seguito di un'evasione. La Corte ha chiarito che il 'surplus di afflizione' derivante dal ritorno in carcere è riconducibile alla sua scelta consapevole e, pertanto, l'indennizzo per quel periodo deve essere proporzionalmente diminuito in base al principio di equità.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi, relativi alla pena, erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La decisione sulla pena è discrezionale e non arbitraria, quindi non sindacabile in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). L'imputato sosteneva che un suo grave deficit uditivo avrebbe dovuto escludere il reato e contestava l'applicazione della recidiva. La Suprema Corte ha ritenuto che le motivazioni della Corte d'Appello fossero logiche, coerenti e puntuali, respingendo il ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione sottolinea come il giudizio di legittimità non possa riesaminare il merito dei fatti già valutati dai giudici precedenti se la loro motivazione è esente da vizi logici.
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Reato di evasione: prova e motivazione della condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione basata sulla localizzazione del cellulare dell'imputato, ritenuta prova sufficiente del suo allontanamento dal domicilio. La Corte chiarisce che l'assoluzione da un reato connesso (incendio) per insufficienza di prove non inficia la colpevolezza per l'evasione, data la diversa natura delle due fattispecie e delle prove necessarie per accertarle.
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Attenuanti generiche: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per evasione dai domiciliari. Pur confermando la colpevolezza dell'imputato, la Corte ha rilevato che i giudici d'appello avevano omesso di valutare la richiesta di applicazione delle attenuanti generiche, ritenendola erroneamente rinunciata. La sentenza è stata quindi annullata su questo specifico punto, con rinvio a un'altra sezione della Corte d'appello per una nuova valutazione.
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Revisione sentenza per evasione: i limiti del riesame
Un soggetto condannato per evasione ha richiesto la revisione della sentenza, sostenendo che la misura a cui era sottoposto (obbligo di dimora) non potesse configurare tale reato e che il controllo fosse avvenuto all'indirizzo sbagliato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la revisione della sentenza non può essere usata per correggere errori di diritto, i quali devono essere contestati con i mezzi di impugnazione ordinari, né per una nuova valutazione di prove già presenti nel fascicolo processuale.
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Violenza sulle cose: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per tentato furto. Il ricorrente contestava l'aggravante della violenza sulle cose, sostenendo di aver semplicemente spinto una porta. La Corte ha respinto il motivo come generico, poiché l'appellante non ha fornito elementi processuali specifici per smentire quanto affermato nella sentenza impugnata, ovvero la presenza di un danno visibile alla serratura. La decisione sottolinea l'onere del ricorrente di presentare un ricorso dettagliato e autosufficiente.
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Misure alternative: contraddittoria la motivazione
Un detenuto, con un percorso carcerario positivo, si vede negare le misure alternative alla detenzione. Il Tribunale di Sorveglianza, pur riconoscendo i progressi, rigetta l'istanza ritenendola 'troppo anticipata' a causa della gravità dei reati passati. La Corte di Cassazione annulla questa decisione, giudicando la motivazione illogica e contraddittoria, poiché non valuta adeguatamente gli elementi favorevoli emersi, specialmente a fronte di un residuo di pena inferiore a un anno.
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Evasione arresti domiciliari: il ritardo ingiustificato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione arresti domiciliari nei confronti di una donna rientrata con quattro ore di ritardo dopo un permesso per visita medica. La sentenza sottolinea che spetta all'imputato fornire prove concrete che giustifichino il ritardo, non essendo sufficiente una generica comunicazione alle autorità.
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Falsa attestazione: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione e falsa attestazione. La Corte chiarisce che il reato di falsa attestazione si consuma con la semplice dichiarazione mendace, essendo sufficiente il dolo generico e irrilevante il fine ultimo dell'agente. Viene inoltre negata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità complessiva della condotta.
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Danneggiamento aggravato: recinzione esclude reato
Un individuo, condannato per vari reati tra cui danneggiamento aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha parzialmente accolto il ricorso, annullando la condanna per il danneggiamento. È stato stabilito che la Corte d'Appello dovrà riesaminare il caso per verificare se la presenza di una recinzione attorno alla proprietà escluda l'aggravante della 'esposizione alla pubblica fede', elemento cruciale per la configurabilità del reato. Le condanne per gli altri reati sono state confermate e sono diventate definitive.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per evasione. La decisione si basa sulla assoluta genericità dei motivi e sull'introduzione di un motivo nuovo, non sollevato in appello, ritenendo l'atto finalizzato unicamente a ritardare la condanna definitiva. Questa pronuncia sull'inammissibilità ricorso cassazione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi.
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Stato di necessità: non giustifica l’evasione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che, evaso per tre mesi dai domiciliari, ha invocato lo stato di necessità per la presunta depressione del figlio. La motivazione è generica, non documentata e non integra la scriminante.
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Ricorso inammissibile evasione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era meramente ripetitivo degli stessi argomenti già respinti dalla Corte d'Appello, la quale aveva basato la condanna sulle dichiarazioni dell'imputato e sulla mancanza di valide giustificazioni per l'allontanamento. Il ricorso inammissibile per evasione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la non occasionalità della condotta, dimostrata da due precedenti condanne per lo stesso reato, rappresenta un elemento ostativo alla concessione del beneficio, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di appello, i quali non contestavano puntualmente la logica motivazione della corte di merito riguardo al diniego delle attenuanti generiche e alla quantificazione della pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Revoca affidamento: no divieto per reati precedenti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una nuova richiesta di affidamento in prova. La Corte ha stabilito che la revoca affidamento, se motivata da una condanna per un reato commesso prima dell'inizio della misura, non fa scattare il divieto triennale di riproporre l'istanza previsto dall'art. 58-quater Ord. Pen. Tale divieto si applica solo in caso di revoca per comportamenti incompatibili tenuti durante la prova.
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Continuazione reato: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per violazioni delle misure di prevenzione, il quale chiedeva il riconoscimento della continuazione reato con altre sentenze. L'inammissibilità è stata motivata dalla genericità dei motivi di ricorso, ritenuti meramente confutativi e privi di elementi fattuali specifici in grado di dimostrare un'unica programmazione criminosa.
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