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Art. 380 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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241 provvedimenti

Altri anni per Art. 380 Codice di Procedura Civile

Vizio motivazionale: limiti del ricorso in Cassazione
Un contribuente, ritenuto gestore di fatto di una società, ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che dopo la riforma del 2012, il vizio motivazionale di una sentenza è censurabile solo se la motivazione è totalmente assente, apparente o irriducibilmente contraddittoria. Il semplice difetto di sufficienza non è più un valido motivo di ricorso. Il ricorrente è stato anche condannato per abuso del processo.
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Riscossione frazionata: titolo esecutivo caducato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di riscossione frazionata di imposta di registro. La pretesa si basava su sentenze di primo grado che erano state successivamente annullate in appello e cassate con rinvio. La Corte ha stabilito che, venendo meno il titolo esecutivo (le sentenze di primo grado), la pretesa di riscossione basata su di esse è caducata, rendendo il ricorso dell'Agenzia privo di fondamento.
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Definizione agevolata: sanzioni incluse nei versamenti
In un caso di accertamento fiscale basato sul redditometro, un contribuente si è visto negare la definizione agevolata perché l'Agenzia delle Entrate aveva escluso dal calcolo le somme già versate per le sanzioni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiave: ai fini della definizione agevolata, si devono considerare tutti i versamenti effettuati durante la pendenza del giudizio, inclusi quelli per le sanzioni. Di conseguenza, la lite è stata dichiarata estinta.
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Giudicato interno: la CTR non può ignorarlo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che non aveva rispettato un precedente giudicato interno. Il caso riguardava un accertamento IRPEF già annullato in via definitiva da una precedente pronuncia della stessa Corte. La decisione sottolinea come un punto della controversia, una volta deciso, non possa più essere messo in discussione nelle fasi successive dello stesso giudizio.
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Procura speciale cassazione: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso tributario per vizi della procura speciale. La procura era stata rilasciata prima della pubblicazione della sentenza impugnata o dopo la notifica del ricorso, violando i requisiti di specialità. Il ricorrente è stato condannato anche per abuso del processo.
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Dichiarazione di esonero: i requisiti secondo la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che, ai fini della dichiarazione di esonero dalle spese di lite nei giudizi previdenziali, non è necessario specificare l'importo numerico del reddito. È sufficiente che il cittadino dichiari di rientrare nei limiti di legge, firmando personalmente l'autodichiarazione. La Corte ha accolto il ricorso di una cittadina, la cui dichiarazione era stata rigettata in appello per mancanza di dettagli, riaffermando il principio di semplificazione dell'accesso alla giustizia.
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Giudicato esterno e fusione: la Cassazione decide
Una società, nata da una fusione, contesta un accertamento fiscale sostenendo l'esistenza di un precedente giudicato esterno favorevole, formatosi su una causa identica che coinvolgeva una delle società incorporate. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione sull'estensione degli effetti del giudicato esterno in caso di fusione societaria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Percentuale di ricarico: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo all'accertamento di maggiori ricavi di un'impresa individuale basato sulla percentuale di ricarico. L'imprenditrice aveva ammesso in sede di verifica una certa percentuale, ma i giudici di merito avevano annullato l'accertamento ritenendo errato il calcolo che non escludeva le vendite in saldo e a stock. La Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado, affermando che l'ammissione del contribuente ha valore di confessione stragiudiziale. Pertanto, il giudice non può annullare totalmente l'atto, ma deve, al più, ricalcolare la pretesa tributaria tenendo conto di tale percentuale come base di partenza, anche in presenza di vendite a prezzo ridotto.
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Partecipazione qualificata: conta la nuda proprietà?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per determinare una partecipazione qualificata, ai fini della tassazione dei dividendi, si devono sommare le azioni detenute in piena proprietà con quelle in nuda proprietà. Anche se il nudo proprietario non percepisce i dividendi, la sua posizione complessiva nella società rileva per definire l'aliquota fiscale da applicare ai soli dividendi effettivamente incassati.
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Donazione di modico valore: quando è nulla?
Una donazione di buoni postali, inizialmente classificata come di modico valore, è stata dichiarata nulla per mancanza della forma notarile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il valore complessivo di oltre 116.000 euro non poteva considerarsi 'modico', nonostante il cospicuo patrimonio del donante. La sentenza chiarisce i criteri oggettivi e soggettivi per valutare una donazione di modico valore e la distingue dalla donazione remuneratoria, anch'essa soggetta a requisiti di forma.
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Effetto devolutivo appello: come non perdere il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un accertamento fiscale. La decisione si basa su un principio processuale cruciale: l'effetto devolutivo dell'appello. La società, pur avendo vinto in primo grado, non aveva riproposto correttamente le proprie eccezioni sulla nullità della notifica nel giudizio d'appello mediante un appello incidentale. Di conseguenza, tali questioni sono state considerate rinunciate e non potevano essere esaminate dalla Suprema Corte. La sentenza sottolinea l'onere della parte, anche se vittoriosa nel merito, di impugnare specificamente le questioni pregiudiziali o preliminari su cui è risultata soccombente.
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Compensazione spese legali: motivazione obbligatoria
In un caso tributario, un contribuente vince contro l'Agenzia delle Entrate ma il giudice dispone la compensazione spese legali senza motivazione. La Cassazione interviene, stabilendo che la compensazione è possibile solo in presenza di "gravi ed eccezionali ragioni" che devono essere esplicitamente indicate in sentenza, pena la nullità della decisione sul punto. La Corte ha quindi cassato la sentenza, rinviando per una nuova pronuncia sulle spese.
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Definizione agevolata: stop al ricorso per carenza d’interesse
Una società impugna il rigetto di un'istanza per disapplicare la normativa sulle società di comodo. Mentre il ricorso è pendente in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata per l'avviso di accertamento conseguente. La Corte dichiara inammissibile il primo ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la lite principale è stata definita.
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Irreperibilità assoluta: quando la notifica è valida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17272/2025, ha confermato la validità di una notifica fiscale in un caso di irreperibilità assoluta del contribuente. La Corte ha stabilito che, se il messo notificatore effettua adeguate ricerche nel comune di residenza fiscale, accertando che il destinatario non ha più abitazione, ufficio o azienda, la notifica si perfeziona con il deposito dell'atto presso la casa comunale e l'affissione dell'avviso all'albo, senza necessità di inviare una raccomandata informativa.
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Notifica ricorso Cassazione: quando è nulla?
Una contribuente ha impugnato un avviso di intimazione fino in Cassazione. La Corte Suprema ha rilevato un vizio procedurale cruciale: la notifica del ricorso per cassazione era stata effettuata al difensore dell'ente della riscossione del precedente grado di giudizio, anziché al nuovo ente succedutogli per legge. Richiamando un principio delle Sezioni Unite, la Corte ha dichiarato la notifica nulla, in quanto il mandato al precedente difensore non si estende automaticamente al nuovo soggetto giuridico. Di conseguenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria che ordina alla ricorrente di rinnovare la notifica direttamente al nuovo ente entro 60 giorni.
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Notifica posta privata: quando è valida in giudizio?
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale utilizzando un corriere privato per la notifica posta privata del ricorso. I giudici, a ogni livello di giudizio, hanno dichiarato il ricorso inammissibile poiché il corriere privato non possedeva l'autorizzazione necessaria per certificare la data di spedizione. La Corte di Cassazione ha confermato che, sebbene la notifica non fosse inesistente, la sua tempestività non poteva essere provata, portando al rigetto definitivo del ricorso.
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Motivazione apparente: no se il ritardo è abnorme
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, stabilendo che il riferimento a un ritardo abnorme di 45 anni nel pagamento di un'indennità non costituisce una motivazione apparente. La Corte ha ritenuto che tale riferimento fosse sufficiente a individuare la responsabilità dell'ente pubblico e a giustificare la decisione, rispettando il "minimo costituzionale" richiesto per la motivazione di una sentenza.
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Partecipazione qualificata e nuda proprietà: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17775/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di tassazione dei dividendi e partecipazione qualificata. La Corte ha chiarito che, per determinare se una partecipazione in una società di capitali sia 'qualificata', devono essere sommate sia le azioni detenute in piena proprietà sia quelle in nuda proprietà. Se la somma supera le soglie di legge, la partecipazione è qualificata. Tuttavia, la maggiore aliquota fiscale si applica esclusivamente sui dividendi effettivamente percepiti dal contribuente, ovvero quelli derivanti dalle azioni in piena proprietà, escludendo così una tassazione su redditi non incassati.
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Deducibilità TFM: Cassazione esclude il limite del TFR
Una società si è vista contestare la deducibilità degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori. L'Amministrazione finanziaria riteneva applicabile il limite quantitativo previsto per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità del TFM non è soggetta ai limiti dell'art. 2120 c.c. e segue il principio di competenza, a patto che l'emolumento sia stabilito da un atto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce le regole per il calcolo dei termini di appello in materia tributaria, analizzando il cumulo tra la sospensione termini processuali speciale (ex D.L. 98/2011) e quella feriale. La Corte ha stabilito che un appello dell'Agenzia delle Entrate, inizialmente ritenuto tardivo, era in realtà tempestivo. La decisione evidenzia che la sospensione feriale del 2011 era assorbita da quella speciale, mentre quella del 2012, successiva, andava aggiunta, prorogando ulteriormente il termine finale.
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