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Art. 380 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

26 provvedimenti

Altri anni per Art. 380 Codice di Procedura Civile

Giudicato esterno: stop alle doppie richieste previdenziali
Il caso riguarda l'opposizione mossa da una contribuente contro un avviso di addebito dell'Ente Previdenziale per contributi relativi alla Gestione commercianti dal 2006 al 2012. La contribuente eccepiva l'esistenza di un giudicato esterno, derivante da una precedente sentenza definitiva che aveva già annullato un altro avviso per lo stesso periodo, accertando l'insussistenza dell'obbligo di iscrizione. La Corte d'Appello aveva respinto l'eccezione ritenendo che le somme richieste nei due avvisi non fossero identiche. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che l'accertamento definitivo sulla mancanza dei requisiti di iscrizione per un determinato periodo si estende a tutte le pretese contributive relative a quel medesimo arco temporale, impedendo all'Ente Previdenziale di richiedere ulteriori somme per gli stessi anni.
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APE sociale: scontro tra INPS e collaboratori in Cassazione
Un collaboratore a progetto iscritto alla Gestione separata chiede l'accesso all'APE sociale dopo la cessazione del suo rapporto con una cooperativa. L'INPS nega il beneficio, sostenendo che l'anticipo pensionistico spetti solo ai lavoratori dipendenti licenziati. La Corte d'Appello dà ragione al lavoratore, assimilando la fine del contratto di collaborazione al licenziamento. L'INPS ricorre in Cassazione. I giudici di legittimità, rilevando la novità e l'importanza della questione sul piano nazionale, decidono con ordinanza interlocutoria di non decidere subito, ma di rinviare la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Fallimento inesistente: la Cassazione dichiara la cessazione del contendere
Una banca vedeva contestato il proprio credito, garantito da ipoteca, nel fallimento di un consorzio. Altri creditori ne chiedevano la revoca. Tuttavia, durante il giudizio, un'altra sentenza della Cassazione ha dichiarato 'inesistente' la dichiarazione di fallimento originaria, risalente al 1994. Questo evento imprevisto ha fatto crollare il presupposto stesso della lite. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, annullando le sentenze precedenti. A causa della natura eccezionale della vicenda, non imputabile a nessuna delle parti, le spese legali sono state compensate: ognuno ha pagato i propri avvocati.
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Delega su conto di terzi: non basta per l’accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali. La semplice esistenza di una delega su conto di terzi non è sufficiente per l'Agenzia delle Entrate per presumere che le somme movimentate appartengano al delegato. L'Amministrazione Finanziaria ha l'onere di fornire prove aggiuntive che dimostrino la reale disponibilità dei fondi da parte del contribuente. Nel caso specifico, un contribuente era stato accusato di evasione sulla base di movimenti su conti di una società e di familiari, sui quali aveva solo una delega. La Corte ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione precedente e affermando che senza prove concrete, la presunzione del Fisco è illegittima.
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Estinzione del giudizio tributario: lite finita grazie alla rottamazione
Un'azienda e i suoi soci avevano un contenzioso fiscale con l'Agenzia delle Entrate. Durante il processo, hanno aderito alla 'rottamazione-quater', una definizione agevolata dei debiti. Hanno pagato le somme richieste e presentato la documentazione in tribunale, rinunciando al proseguimento della causa. La Corte di Cassazione, verificato il corretto adempimento di tutti i passaggi previsti dalla legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La sentenza stabilisce che l'adesione a una sanatoria fiscale, se perfezionata correttamente, pone fine alla lite in corso, con la conseguenza che ogni parte paga le proprie spese legali.
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Decadenza contributi previdenziali: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza contributi previdenziali di due anni, previsto per le azioni dei lavoratori negli appalti, non è applicabile alle pretese degli enti previdenziali. La decisione conferma l'autonomia del rapporto contributivo rispetto a quello lavorativo, chiarendo che l'ente pubblico può agire entro i normali termini di prescrizione senza subire il limite biennale stabilito dalla normativa sui contratti di appalto.
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Opposizione decreto ingiuntivo avvocato: rito errato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso da un avvocato per compensi relativi a una difesa penale, anche se erroneamente proposta con il rito previsto per le cause civili, non è inammissibile. Il giudice ha il dovere di riqualificare l'atto e applicare il rito corretto, come quello sommario ex art. 702-bis c.p.c., garantendo il principio di conservazione degli atti giuridici. La decisione chiarisce un punto fondamentale sull'opposizione decreto ingiuntivo avvocato.
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Presunzione utili soci: la Cassazione rinvia il caso
In un caso riguardante la presunzione utili soci di una società a ristretta base, l'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento ai soci per utili extracontabili, nonostante la società fosse già estinta. Le commissioni tributarie hanno confermato la legittimità degli atti. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ritenuti indispensabili per la decisione finale.
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Notifica cartella esattoriale: nulla se a indirizzo errato
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo la prescrizione dei crediti per vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella esattoriale è invalida se effettuata presso un vecchio indirizzo di residenza, nonostante il contribuente si fosse trasferito da anni e avesse fornito prova del cambio anagrafico. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione sulla base di questo principio.
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Compenso avvocato fase istruttoria: sempre dovuto
Un avvocato ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per i suoi compensi professionali. Il tribunale di merito aveva escluso il compenso per la fase istruttoria, ritenendola non svolta in una causa documentale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il compenso avvocato per la fase istruttoria è sempre dovuto, in quanto parte di un compenso unitario per la fase di trattazione. La Corte ha inoltre confermato che, ai fini del privilegio, ogni grado di giudizio costituisce un incarico autonomo.
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Dichiarazione integrativa: sì alla modifica tardiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può presentare una dichiarazione integrativa tardiva per correggere un errore e beneficiare di un'agevolazione fiscale (nella specie, la "Tremonti Ambiente") non richiesta in precedenza a causa di incertezza normativa. La Corte ha chiarito che la dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di scienza, sempre emendabile se l'errore ha causato un pregiudizio al contribuente. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per non aver applicato questo principio e per motivazione apparente sulla valutazione delle prove.
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Invasione di terreni e comproprietà: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di invasione di terreni e edifici. Il caso riguardava un individuo accusato di aver occupato illecitamente un terrazzo parcheggiandovi l'auto. La difesa sosteneva che il terrazzo fosse in comproprietà con il querelante, come accertato da una sentenza civile definitiva. I giudici di merito avevano ignorato tale prova, ma la Cassazione ha ritenuto la loro motivazione contraddittoria e carente, sottolineando che l'elemento dell'"altruità" del bene è fondamentale per configurare il reato. Il processo è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Tassazione dipendente ambasciata: la Cassazione chiarisce
Un cittadino italiano, dipendente dell'ambasciata indonesiana presso la Santa Sede, ha contestato un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo le regole sulla tassazione dipendente ambasciata. Sebbene la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Indonesia sia applicabile e prevalga sulla legge nazionale, il reddito è tassabile in Italia. La Corte ha stabilito che, essendo il dipendente un cittadino italiano residente e prestando servizio in Italia (poiché l'ambasciata, pur godendo di immunità, si trova sul territorio italiano), si applica l'eccezione che prevede l'imponibilità nello Stato di residenza.
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Presunzione distribuzione utili: no al giudicato
Un socio di una società a ristretta base azionaria è stato oggetto di un accertamento IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione di utili non dichiarati. Il ricorso del contribuente, fondato su una sentenza favorevole per un'annualità successiva, è stato respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha ribadito il principio di autonomia dei periodi d'imposta, chiarendo che i diversi presupposti di fatto (le operazioni contestate) per ciascun anno impediscono l'estensione del giudicato, anche se gli avvisi derivano dalla stessa verifica fiscale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una contribuente ha impugnato diversi estratti di ruolo relativi a cartelle esattoriali, lamentando la mancata notifica dei titoli e la prescrizione dei tributi. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha dichiarato l'appello inammissibile, applicando una nuova normativa (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un interesse concreto e attuale ad agire. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso e sottolineando che l'impugnazione non è più un'azione autonoma, ma richiede la prova di un pregiudizio specifico derivante dall'iscrizione a ruolo.
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Legittimo affidamento: quando è escluso in dogana
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda importatrice, stabilendo che il principio del legittimo affidamento non si applica in presenza di dichiarazioni doganali fraudolente sull'origine delle merci. La Corte ha chiarito che tale tutela è invocabile solo in caso di errore attivo dell'autorità doganale, e non quando l'errore è causato dal comportamento doloso del contribuente. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata al pagamento dei dazi antidumping, delle sanzioni e a un risarcimento per lite temeraria.
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Giudicato esterno: come chiude una lite sulle distanze
In una complessa vicenda giudiziaria relativa al mancato rispetto delle distanze legali nella costruzione di un garage, la Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi presentati. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno: una precedente sentenza, divenuta definitiva in un procedimento parallelo tra le stesse parti e sullo stesso oggetto, aveva già risolto irrevocabilmente la questione. Di conseguenza, ogni ulteriore dibattito è stato dichiarato inammissibile, portando alla compensazione delle spese legali per soccombenza reciproca.
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Giudicato tributario: effetti su annualità successive
La Cassazione ha chiarito l'efficacia del giudicato tributario. Un contribuente ha ottenuto l'annullamento di un accertamento IRPEF per il 2013 su canoni di locazione non percepiti, poiché una precedente sentenza definitiva aveva già accertato la cessazione del contratto di locazione nel 2011. La Corte ha stabilito che la fine del contratto è un fatto permanente, il cui accertamento in un giudicato tributario si estende alle annualità successive, facendo venire meno il presupposto stesso dell'imposta.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
L'Agenzia delle Entrate contesta a una società la deducibilità di alcuni costi. Dopo due sentenze favorevoli alla società, l'Agenzia ricorre in Cassazione. Nel frattempo, la società aderisce alla definizione agevolata, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, verificato il perfezionamento della procedura di sanatoria, dichiara l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
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Litisconsorzio necessario: obblighi di notifica
In un caso di accertamento fiscale a una società di persone e, di conseguenza, a una socia, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Rilevando che il ricorso non era stato notificato a tutte le parti necessarie (la società, l'altra socia e l'agente di riscossione), la Corte ha sospeso il giudizio. Ha ordinato l'integrazione del contraddittorio, ribadendo il principio del litisconsorzio necessario in materia tributaria per le società di persone, dove la decisione deve essere unica per tutti i soggetti coinvolti.
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