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Art. 380 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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26 provvedimenti

Altri anni per Art. 380 Codice di Procedura Civile

Motivi aggiunti inammissibili nel processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi aggiunti presentati da un contribuente in primo grado, poiché non erano stati riportati nel ricorso per cassazione, impedendo la verifica della loro novità. La Corte ha confermato la legittimità della cartella di pagamento, chiarendo che i giudici d'appello si erano correttamente pronunciati anche sul merito del ricorso originario, respingendolo.
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Indennità sostitutiva ferie: onere prova del datore
La Corte di Cassazione ha stabilito che per negare l'indennità sostitutiva ferie a un dirigente apicale non è sufficiente la sua autonomia decisionale. Il datore di lavoro deve dimostrare di averlo messo nelle condizioni effettive di fruire delle ferie. Nel caso esaminato, un dirigente aveva ottenuto in appello il diritto all'indennità per ferie non godute. La società datrice di lavoro ha fatto ricorso, sostenendo che il ruolo apicale del dipendente lo escludesse dal diritto. La Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza precedente perché la Corte d'Appello non aveva verificato se il datore di lavoro avesse adempiuto al proprio onere probatorio e aveva omesso di pronunciarsi su altre eccezioni, come la prescrizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Ricorso inammissibile: i vizi procedurali non bastano
Una società dichiarata fallita presenta ricorso in Cassazione lamentando numerosi vizi procedurali, tra cui la presunta illegittima composizione dei collegi giudicanti nelle fasi di merito. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che le censure sollevate sono generiche e mirano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea come i presunti vizi, inclusa la gestione delle istanze di ricusazione, non fossero sufficienti a invalidare il giudizio di merito, che ha correttamente riesaminato la causa dopo un precedente annullamento con rinvio.
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Azione revocatoria fallimentare: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce importanti principi in materia di azione revocatoria fallimentare. In caso di impossibilità di restituzione del bene, è legittima la condanna al pagamento dell'equivalente monetario. La Corte ha inoltre ribadito che il terzo acquirente, che subisce la revoca, non può compensare il prezzo già versato con la somma da restituire, ma deve insinuare il proprio credito al passivo fallimentare. L'analisi si basa sulla reiezione di ricorsi che contestavano tali principi.
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Cessazione materia del contendere: le spese legali
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce la gestione delle spese legali in caso di cessazione materia del contendere a seguito di annullamento in autotutela da parte dell'Agenzia delle Entrate. Se l'annullamento non deriva da un'illegittimità manifesta, ma da un comportamento leale dell'Amministrazione, la Corte può compensare integralmente le spese tra le parti.
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Inquadramento lavorativo: mansioni e qualifica corretta
Un lavoratore svolgeva mansioni dirigenziali pur essendo inquadrato a un livello inferiore a causa delle difficoltà economiche dell'azienda. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al corretto inquadramento lavorativo basato sulle mansioni reali è inderogabile e non può essere oggetto di accordi. La sentenza del giudice di merito è stata annullata, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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