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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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557 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Opposizione a precetto: motivi inammissibili in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due debitori contro un istituto di credito. L'originaria opposizione a precetto, basata su vizi formali, era stata ampliata in corso di causa con una domanda di risoluzione del contratto di mutuo. Le corti di merito avevano respinto le domande per motivi procedurali, quali la tardività della nuova domanda e l'errata impugnazione della qualificazione giuridica data dal primo giudice. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che i ricorrenti non hanno contestato la specifica 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, rendendo i loro motivi di ricorso inammissibili.
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Onere della prova: la Cassazione e le cause bancarie
Due clienti hanno citato in giudizio un istituto di credito per usura e anatocismo su diversi contratti bancari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La sentenza sottolinea l'importanza dell'onere della prova a carico del cliente: le contestazioni devono essere specifiche, dettagliate e provate. Non è possibile utilizzare richieste di perizie tecniche (CTU) o ordini di esibizione documentale per sopperire a carenze nelle proprie allegazioni.
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Nullità atti notarili: il caso del complesso residenziale
La Corte di Cassazione esamina un caso di nullità atti notarili relativi ad aree pertinenziali di un complesso residenziale. Una società immobiliare ha impugnato le sentenze di merito che avevano annullato la vendita, effettuata dal commissario di una cooperativa in liquidazione, per difetto di potere e autorizzazioni. La Suprema Corte, ravvisando questioni di particolare importanza giuridica, tra cui l'efficacia del giudicato e l'esecuzione di un concordato fallimentare, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza emettere una decisione finale.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, avendo omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese a favore del difensore. L'ordinanza chiarisce che il rimedio corretto in questi casi è la procedura di correzione dell'errore materiale e non l'impugnazione, accogliendo il ricorso della cittadina contro l'ente previdenziale e disponendo l'aggiunta della clausola di distrazione delle spese.
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Litisconsorzio necessario: terzo pignorato sempre parte
La Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale nelle procedure esecutive: il litisconsorzio necessario del terzo pignorato. In un caso di opposizione a un pignoramento di crediti, la Corte ha annullato la sentenza di merito perché il terzo, detentore dei fondi, non era stato citato in giudizio. La sua partecipazione è indispensabile per la validità del processo, a prescindere dal tipo di opposizione. La causa è stata quindi rinviata al primo grado per essere celebrata correttamente.
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Ricorso in Cassazione: il deposito degli atti
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile un ricorso in Cassazione perché i ricorrenti non hanno depositato la prova della notifica della sentenza d'appello entro il termine previsto. La Corte ribadisce che il termine è perentorio e non sanabile, a tutela della certezza del diritto e della ragionevole durata del processo.
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Opposizione terzo esecuzione: termini e sospensione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per tardività nell'ambito di un'opposizione di terzo all'esecuzione. Il caso riguardava un terzo che rivendicava la proprietà per usucapione di un immobile pignorato. La Corte ha ribadito che ai giudizi di opposizione all'esecuzione forzata non si applica la sospensione feriale dei termini processuali, a causa delle esigenze di speditezza che caratterizzano tali procedure. Di conseguenza, il termine di sei mesi per l'impugnazione non è stato sospeso, rendendo il ricorso depositato oltre la scadenza inammissibile.
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Trasferimento d’azienda: obblighi del nuovo titolare
Un lavoratore ha citato in giudizio il padre, suo ex datore di lavoro, e il fratello, a cui era stata ceduta l'attività, per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna solidale di entrambi. L'ordinanza chiarisce che nel trasferimento d'azienda il nuovo titolare risponde dei debiti pregressi. Inoltre, ha stabilito che la prescrizione dei crediti da lavoro non decorre se il rapporto è stato mascherato da contratti a termine fittizi, considerandolo come un unico rapporto continuativo fino alla sua effettiva cessazione.
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Azione revocatoria: inammissibile ricorso non motivato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che confermava l'azione revocatoria di una donazione immobiliare. Il motivo principale è stata la mancata specificità dei motivi di ricorso, che non hanno criticato la ratio decidendi della Corte d'Appello, ma si sono concentrati su aspetti irrilevanti. La Corte ha ribadito che, nel giudizio di revocatoria, l'accertamento del credito avviene solo in via incidentale.
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Rimborso sisma: diritto per chi ha pagato le tasse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8276/2025, ha stabilito che un contribuente residente in un'area colpita dal sisma del 2016 ha diritto al rimborso parziale delle imposte versate, anche se non aveva usufruito della sospensione dei pagamenti. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che il pagamento volontario dimostrasse l'assenza di difficoltà economiche, escludendo il diritto al rimborso. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che una legge successiva che riduce il debito d'imposta (ius superveniens) rende indebito quanto pagato in eccesso. Negare il rimborso al contribuente diligente violerebbe i principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza rispetto a chi, non pagando, ha beneficiato pienamente della riduzione.
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Rinvio in pubblica udienza: Cassazione decide per caso INPS
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio in pubblica udienza di un ricorso presentato da un ente previdenziale nazionale. La decisione è stata motivata dalla particolare rilevanza delle questioni giuridiche sollevate, che necessitano di un approfondito dibattito pubblico per garantire una corretta e uniforme interpretazione della legge, in linea con la funzione nomofilattica della Corte. La causa, quindi, non è stata decisa in camera di consiglio ma sarà discussa pubblicamente in una data futura.
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Minimi tariffari: inderogabili nella liquidazione spese
Una cittadina vince una causa contro l'Agenzia della Riscossione per multe stradali, ma il giudice liquida spese legali inferiori ai minimi di legge. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, affermando che i minimi tariffari previsti dal D.M. 37/2018 sono inderogabili e che il compenso per la fase istruttoria è sempre dovuto se è stata svolta attività. La sentenza viene cassata con rinvio per una nuova liquidazione.
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Equo compenso appalti: diritto preesistente al 2000
Una ditta appaltatrice ha citato un Comune per danni da sospensione lavori. La Cassazione ha stabilito che il diritto all'equo compenso appalti per varianti eccedenti un quinto del valore era già previsto dalla normativa del 1962, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte d'Appello che lo considerava introdotto solo nel 2000. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Operazioni inesistenti: quando la buona fede non basta
La Corte di Cassazione, in un caso di operazioni inesistenti, ha annullato una sentenza favorevole al contribuente, stabilendo che elementi come pagamenti regolari e prezzi equi non bastano a provare la buona fede. È necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indizi di frode. L'Amministrazione Finanziaria deve provare che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode, dopodiché spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Nullità contratto ente locale: senza impegno di spesa
Un professionista ha fatto ricorso contro un Comune per il mancato pagamento di un incarico di progettazione. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto con l'ente locale, poiché l'incarico era stato conferito senza un formale impegno di spesa registrato nel bilancio comunale. La Corte ha specificato che la previsione di una copertura con fondi esterni non sana questa nullità, data la natura imperativa delle norme di contabilità pubblica.
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Interruzione prescrizione: quando non è permanente
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interruzione della prescrizione ha solo effetto istantaneo, e non permanente, se il processo si conclude con una pronuncia di incompetenza e il successivo giudizio non viene tempestivamente riassunto, estinguendosi. In un caso riguardante la richiesta di compenso di un professionista contro un Comune, il suo diritto è stato dichiarato prescritto perché l'azione per arricchimento senza causa è stata intentata oltre il termine decennale, non potendo beneficiare della sospensione per la durata del precedente, lungo e infruttuoso, contenzioso.
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Compenso arbitri: quando è dovuto anche con lodo nullo
Un'azienda sanitaria negava il compenso a un collegio arbitrale sostenendo la nullità del lodo per un vizio di nomina. La Corte di Cassazione chiarisce che il diritto al compenso arbitri sussiste anche in caso di lodo nullo, rigettando quasi integralmente il ricorso. Tuttavia, la Corte cassa la sentenza d'appello per omessa pronuncia su un punto specifico: la liquidazione delle spese per la segreteria del collegio, rinviando la causa per una nuova valutazione su tale aspetto.
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Cessazione materia del contendere: serve il consenso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un giudice non può dichiarare la cessazione della materia del contendere se una delle parti in causa, in questo caso un'Amministrazione Pubblica, non ha firmato la transazione raggiunta dagli altri soggetti. La Corte ha chiarito che l'adesione di tutte le parti è un presupposto indispensabile e che la volontà della Pubblica Amministrazione deve essere espressa per iscritto, non potendosi desumere da un comportamento passivo. Di conseguenza, il processo deve proseguire per la parte non transigente.
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Tremonti Ambiente: no agevolazioni per chi vende energia
Una società operante nella produzione di energia fotovoltaica si è vista negare dalla Corte di Cassazione il diritto al rimborso IRES basato sull'agevolazione "Tremonti Ambiente". La Corte ha stabilito che il beneficio fiscale è riservato esclusivamente alle imprese che investono per ridurre l'impatto ambientale del proprio ciclo produttivo e non a quelle il cui core business consiste nella produzione e vendita di energia pulita a terzi.
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Responsabilità direttore lavori: i confini del ruolo
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un direttore dei lavori e del suo studio di progettazione per danni strutturali causati a un edificio adiacente. La sentenza ribadisce che la responsabilità direttore lavori va oltre la mera sorveglianza, includendo un dovere di alta competenza tecnica, controllo attivo sull'esecuzione e l'obbligo di intervenire per correggere carenze progettuali o esecutive, anche sospendendo i lavori se necessario. Viene rigettata la tesi difensiva che lo qualificava come semplice esecutore di ordini.
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