LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 29 di 40

962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
Una società e il suo socio impugnavano due avvisi di accertamento fiscale. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione, che ha accolto le loro ragioni. La Suprema Corte ha annullato la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', poiché i giudici di secondo grado avevano giustificato la loro decisione in modo troppo generico e superficiale, senza analizzare le specifiche critiche sollevate dai contribuenti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Accertamento sintetico: quando è valido senza preavviso
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento basato sul metodo sintetico. La Commissione Tributaria Regionale lo ha annullato per un presunto vizio di motivazione, applicando una norma abrogata. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che per l'accertamento sintetico, basato sull'art. 38 del D.P.R. 600/1973, non è obbligatorio un contraddittorio preventivo con il contribuente. La validità dell'atto si fonda sulla sussistenza dei presupposti di legge e il contribuente può fornire la prova contraria in sede di giudizio.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento sintetico. Dopo un complesso iter giudiziario giunto fino alla Corte di Cassazione, il processo è stato dichiarato estinto. La Corte ha preso atto dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata, con il relativo pagamento delle somme dovute, che ha posto fine alla controversia.
Continua »
Sospensione termini appello: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha confermato che la sospensione dei termini per l'appello, prevista per le liti fiscali suscettibili di definizione agevolata, non opera se il valore della singola controversia eccede la soglia di 20.000 euro. Nel caso esaminato, l'Agenzia delle Entrate ha visto il suo ricorso respinto poiché l'appello era stato presentato tardivamente, dato che gli importi contestati in due distinti avvisi di accertamento superavano individualmente tale limite, rendendo inapplicabile la sospensione.
Continua »
Probatio diabolica: prova attenuata con dante causa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7539/2024, chiarisce un importante principio in materia di prova della proprietà. In un'azione di rivendicazione, la rigorosa "probatio diabolica" a carico di chi agisce è attenuata se entrambe le parti derivano il loro titolo da un dante causa comune. In questo caso, il rivendicante deve solo provare la validità del proprio titolo di acquisto e di quello dei suoi predecessori fino al comune autore, senza dover risalire a un acquisto a titolo originario. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente richiesto la prova piena, riaffermando un principio consolidato. Ha inoltre rigettato il ricorso incidentale volto a far riconoscere un vincolo pertinenziale non chiaramente stabilito.
Continua »
Usucapione interruzione: azione amministrativa e termini
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa sulla questione dell'usucapione interruzione. Il caso riguarda la possibilità che una domanda di demolizione di un'opera abusiva, presentata al giudice amministrativo, possa interrompere il termine necessario per acquisire un diritto per usucapione. Riconoscendo la complessità e la rilevanza della questione, i giudici hanno ritenuto opportuno un approfondimento in pubblica udienza prima di emettere una decisione finale.
Continua »
Accertamento sintetico: onere della prova del ricorso
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico per l'anno 2007, sostenendo che mancasse il requisito dello scostamento reddituale biennale, poiché un accertamento per il 2008 era stato annullato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che il contribuente non ha fornito la prova che la sentenza relativa al 2008 fosse passata in giudicato. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento sintetico, ribadendo che l'onere della prova dei fatti a proprio favore grava sul ricorrente.
Continua »
Frazionamento domanda: inammissibile dopo la pensione
Un ex dipendente pubblico ha citato in giudizio la sua precedente amministrazione per ottenere una dichiarazione di illegittimità riguardo alla sua esclusione da incarichi dirigenziali, riservandosi di richiedere il risarcimento dei danni in un secondo momento. Poiché l'azione legale è stata avviata dopo il suo pensionamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire, aggravata dal frazionamento della domanda, che trasforma l'azione in una richiesta di mero accertamento di fatti senza un'utilità giuridica concreta e attuale.
Continua »
Accertamento sintetico: la prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7497/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di accertamento sintetico. La Corte ha confermato che il contribuente aveva correttamente assolto al suo onere della prova, dimostrando che le maggiori spese (per l'acquisto di un'auto e un immobile) erano state sostenute con fondi di provenienza non reddituale, come la vendita di un altro veicolo e l'aiuto finanziario di un familiare. La decisione ribadisce che, una volta fornita una prova adeguata dal contribuente, l'accertamento basato sulla capacità di spesa deve essere annullato.
Continua »
Onere della prova e retribuzione: chi deve dimostrare?
Un ex dipendente delle ferrovie, trasferito a un Comune, ha rivendicato il valore economico di un precedente benefit. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sull'onere della prova: una volta che un precedente giudicato ha accertato il diritto del lavoratore a mantenere il trattamento economico, spetta al datore di lavoro (il Comune) dimostrare che nessuna differenza retributiva è dovuta, e non al lavoratore provarne l'esistenza.
Continua »
Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7446/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione per la rivalutazione contributiva da esposizione ad amianto. Un lavoratore si era visto negare il beneficio dalla Corte d'Appello, la quale aveva fatto decorrere il termine decennale di prescrizione dalla data del pensionamento. La Cassazione ha cassato la sentenza, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto effettiva conoscenza o poteva avere conoscenza del suo diritto, ovvero dell'esposizione nociva. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »
Retribuzione accessoria: no risarcimento senza criteri
Un segretario comunale ha citato in giudizio un Comune per ottenere un risarcimento del danno, sostenendo che l'ente non avesse attivato le procedure per riconoscergli la retribuzione accessoria legata a incarichi aggiuntivi. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione favorevole al dipendente, chiarendo che la concessione della retribuzione accessoria (sia di posizione che di risultato) è una facoltà discrezionale della Pubblica Amministrazione, vincolata alle risorse di bilancio, e non un diritto soggettivo del lavoratore. Di conseguenza, la mancata adozione dei criteri di determinazione non costituisce un inadempimento contrattuale risarcibile.
Continua »
Legittimazione ad agire: Riscossione e Crediti INPS
L'Agente della Riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti alcuni crediti previdenziali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7372/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo fondamentale è la carenza di legittimazione ad agire dell'agente: solo l'ente impositore (in questo caso l'Ente Previdenziale) è titolare del diritto e può quindi discutere nel merito della pretesa, inclusa l'eccezione di prescrizione. L'agente è un mero esattore e non può sostituirsi al creditore.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese in Cassazione
Un'azienda pubblica, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro alcuni dipendenti per differenze retributive, ha deciso di rinunciare all'impugnazione. I dipendenti hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che, in virtù dell'accettazione, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese legali. Inoltre, la Corte ha specificato che in caso di rinuncia non è dovuto il versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato'.
Continua »
Giurisdizione lavoro NATO: la parola al giudice locale
Una lavoratrice civile di un contingente italiano NATO in Bosnia ha citato in giudizio il Ministero della Difesa in Italia per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la carenza di giurisdizione del giudice italiano. Secondo la Corte, per le controversie di lavoro del personale locale assunto da forze NATO all'estero, la competenza spetta ai tribunali dello Stato in cui si svolge l'attività lavorativa (in questo caso, la Bosnia Erzegovina), in applicazione della Convenzione di Londra del 1951.
Continua »
Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7373/2024, ha confermato la prescrittibilità del diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Il termine decennale di prescrizione decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza dell'esposizione, momento che la Corte ha identificato con la presentazione della domanda di certificazione all'INAIL. Una successiva domanda all'INPS, presentata oltre dieci anni dopo tale data, è stata quindi ritenuta tardiva.
Continua »
Definizione Agevolata Controversie: Estinzione Giudizio
Una società impugnava una cartella di pagamento per imposte relative al 2001. Dopo un lungo iter giudiziario, giunto fino in Cassazione, il contenzioso si è concluso grazie alla presentazione di una domanda di definizione agevolata delle controversie pendenti. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura e del relativo pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla lite.
Continua »
Indennizzo contratti a termine: prova del danno non serve
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che dichiarava inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica. Il caso riguarda un lavoratore che ha ottenuto un indennizzo per la reiterazione abusiva di contratti a termine. La Suprema Corte ha ribadito che l'indennizzo previsto dall'art. 32, comma 5, L. n. 183/2010 costituisce una forma di danno presunto, di natura sanzionatoria (definito "danno comunitario"), che esonera il lavoratore dall'onere di provare la perdita di chance o qualsiasi altro pregiudizio specifico.
Continua »
Rapporto di lavoro subordinato: i criteri decisivi
Una società cooperativa ha contestato la qualificazione del rapporto di lavoro di due socie come subordinato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la valutazione degli elementi fattuali che definiscono un rapporto di lavoro subordinato, come l'orario predeterminato e il controllo gerarchico, spetta ai tribunali di primo e secondo grado e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente.
Continua »
Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto in quanto prescritta. La Corte d'Appello aveva fissato l'inizio del termine di prescrizione alla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la prescrizione della rivalutazione contributiva decorre solo dal momento in cui il lavoratore acquisisce effettiva consapevolezza del danno, un fatto che deve essere accertato in concreto e non presunto.
Continua »