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Art. 366 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

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466 provvedimenti

Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Civile

Clausola risolutiva espressa: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso relativo a un'opposizione a decreto ingiuntivo derivante da un accordo transattivo. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione di una clausola risolutiva espressa, ma non ne aveva riportato il contenuto specifico né dimostrato di aver sollevato correttamente la questione nei precedenti gradi di merito. La decisione ribadisce che il mancato rispetto del principio di autosufficienza e la novità delle questioni di fatto precludono il vaglio di legittimità.
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Stato di insolvenza e criteri di fallibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore contro la dichiarazione di fallimento della propria società. Il ricorrente contestava genericamente il superamento delle soglie dimensionali e lo stato di insolvenza, ma la Corte ha stabilito che i motivi erano privi della necessaria specificità. L'insolvenza è stata confermata come una condizione di impotenza strutturale e non meramente transitoria, derivante dall'impossibilità di operare proficuamente sul mercato.
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Inammissibilità dell’appello: i criteri di specificità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'appello proposto da una ditta individuale contro un istituto bancario in merito alla nullità di un contratto di conto corrente. La controversia riguardava l'anatocismo e le commissioni di massimo scoperto, ma l'appello è stato giudicato carente di specificità. La Suprema Corte ha ribadito che l'impugnazione deve contenere una chiara individuazione dei punti contestati e una parte argomentativa che confuti le ragioni del primo giudice. Il ricorso per cassazione è stato rigettato per difetto di autosufficienza, non avendo il ricorrente riportato con precisione le motivazioni della sentenza di primo grado necessarie per valutare la fondatezza delle critiche mosse.
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Autonoma organizzazione: quando il medico paga l’IRAP
Un medico pediatra ha contestato il pagamento dell'IRAP per gli anni 1998-2000, sostenendo la mancanza di autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'imposta era dovuta. La decisione si è basata sulla presenza di beni strumentali di valore ingente e sull'impiego di collaboratori esterni, elementi ritenuti eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio della professione. L'ordinanza ribadisce che l'onere di provare l'assenza di tale organizzazione spetta al contribuente che chiede il rimborso.
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Disconoscimento cartelle esattoriali: ricorso inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione in tema di disconoscimento cartelle esattoriali. La decisione è dovuta al mancato rispetto degli oneri di specificazione ed allegazione previsti dalla procedura civile, che non ha permesso di valutare l'errore denunciato sulla genericità del disconoscimento delle fotocopie degli avvisi di ricevimento.
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Motivazione apparente: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14112/2019, rigetta il ricorso degli eredi di un contribuente contro un accertamento fiscale. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato una posta passiva di bilancio come sopravvenienza attiva non dichiarata. La Corte chiarisce che per denunciare una motivazione apparente non basta un generico dissenso sulla valutazione delle prove, ma occorre indicare un fatto storico preciso e decisivo che il giudice di merito avrebbe omesso di esaminare, provandone la decisività.
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