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Art. 366 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Civile

Plusvalenza da Cessione d’Azienda: Guida Completa
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della plusvalenza da cessione d'azienda, chiarendo due principi fondamentali. Primo, il valore accertato per l'imposta di registro non può essere usato automaticamente per determinare la plusvalenza per le imposte sui redditi; l'Agenzia delle Entrate deve fornire prove aggiuntive. Secondo, la plusvalenza è tassabile al momento della cessione (principio di competenza), indipendentemente dal fatto che il prezzo venga effettivamente incassato. Il mancato pagamento da parte dell'acquirente non riduce l'imponibile iniziale.
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Chiamata del terzo: l’errore della citazione diretta
La Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale: nell'opposizione a decreto ingiuntivo, la chiamata del terzo in causa non può avvenire con citazione diretta. L'opponente deve chiedere l'autorizzazione al giudice. In un caso riguardante una garanzia bancaria, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito che aveva erroneamente utilizzato la citazione diretta, confermando la consolidata giurisprudenza in materia. La costituzione del terzo non sana questo vizio procedurale.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
Una società immobiliare ha ottenuto la restituzione di un immobile occupato senza titolo. L'occupante ha proposto ricorso in Cassazione, il quale è stato dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha evidenziato gravi vizi formali, tra cui una narrazione dei fatti confusa e il tentativo di ottenere un riesame delle prove, non consentito in sede di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti di forma per evitare una declaratoria di inammissibilità ricorso cassazione.
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Onere della prova del danno: il dovere del creditore
Un istituto di credito ha citato in giudizio un notaio per un errore in una relazione ipotecaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della banca, confermando che il creditore ha l'onere della prova del danno e deve dimostrare di aver agito con ordinaria diligenza per evitare o limitare il pregiudizio, ad esempio escutendo tempestivamente i garanti del finanziamento. La mancata azione del creditore ha interrotto il nesso di causalità tra l'errore del professionista e il danno finale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un ex amministratore condannato per mala gestio. L'amministratore aveva tentato di eccepire in compensazione un proprio controcredito, derivante da un pagamento effettuato come garante della società, ma non era riuscito a provarlo nei gradi di merito. L'ordinanza sottolinea come l'inammissibilità del ricorso in Cassazione derivi dalla mancata specificità dei motivi e dall'applicazione della regola della 'doppia conforme', ribadendo che la Suprema Corte non può riesaminare i fatti.
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Contributi consortili: autostrade obbligate a pagare
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di pagamento per contributi consortili, sostenendo di non trarre alcun beneficio dalle opere del consorzio di bonifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'inclusione dell'immobile nel perimetro consortile e nel piano di classifica genera una presunzione di beneficio. Tale beneficio, anche indiretto, consiste nella gestione delle acque meteoriche che, pur raccolte dai sistemi autostradali, defluiscono nella rete del consorzio. Spetta quindi alla società contribuente fornire la prova contraria dell'assenza di vantaggio, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Ricorso inammissibile: limiti e conseguenze
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una pretesa per contributi previdenziali. La decisione si basa sull'impossibilità di riesaminare le prove di notifica e sulla tardività di alcune censure, evidenziando i rigidi limiti procedurali dell'appello.
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Valore probatorio: la Cassazione chiarisce i limiti
Una richiesta di risarcimento per aggressione viene respinta in tutti i gradi di giudizio. La Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso, chiarisce il corretto valore probatorio da attribuire a filmati e referti medici, sottolineando che la diagnosi in essi contenuta è liberamente apprezzabile dal giudice. Viene inoltre ribadito il limite della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi.
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Obblighi informativi banca: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni risparmiatori contro un istituto di credito in una causa relativa all'acquisto di obbligazioni rischiose. I ricorrenti lamentavano la violazione degli obblighi informativi da parte della banca. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e proceduralmente viziati, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano già escluso la responsabilità dell'intermediario, avendo quest'ultimo fornito tutte le informazioni necessarie sulla rischiosità dell'investimento. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche e pertinenti nei ricorsi per cassazione.
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Validità transazione: la Cassazione chiarisce i requisiti
Una società contesta la validità di una transazione siglata con una banca per chiudere una disputa su contratti derivati. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accordo, stabilendo che per definire l'oggetto della lite ('res dubia') è sufficiente l'elenco dei contratti contestati, senza necessità di dettagliare ogni specifica doglianza. La Corte ha inoltre precisato che la mancata firma di una parte può essere sanata dal suo comportamento successivo, che dimostri la volontà di avvalersi dell'accordo. Entrambi i ricorsi sono stati respinti.
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Responsabilità della banca e successioni: il caso
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della banca che aveva eseguito un ordine di vendita di titoli impartito da un'erede presentatasi con un atto notorio formale, nonostante fosse stata informata in via non ufficiale dell'esistenza di un testamento a favore di un'altra persona. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, confermando che la banca aveva agito con prudenza, depositando il ricavato sul conto del defunto e non su quello dell'erede apparente.
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Stabilizzazione pubblico impiego: quando sana l’abuso
Una lavoratrice, dopo anni di contratti precari con un Ministero, è stata assunta a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa stabilizzazione nel pubblico impiego rappresenta un rimedio adeguato per l'abuso passato di contratti a termine, escludendo così il diritto a un ulteriore risarcimento. La Corte ha anche precisato che i contratti di somministrazione nulli non si convertono e che l'inquadramento professionale è determinato dal concorso pubblico, non dai precedenti rapporti di fatto.
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Estinzione associazione: quando è valida la prova?
Un ex socio di un'associazione non riconosciuta ha ricevuto un assegno come restituzione del suo contributo. L'assegno è risultato scoperto. La Cassazione ha confermato la condanna al pagamento, ritenendo inammissibile il motivo di ricorso basato sulla formale estinzione associazione non riconosciuta, poiché sollevato per la prima volta in sede di legittimità. La decisione si fonda sulla cessazione di fatto dell'attività sociale, provata da testimoni.
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Responsabilità professionale CAF: la Cassazione decide
Una contribuente ha citato in giudizio un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) per un'errata consulenza che ha causato un avviso di accertamento fiscale. Il CAF si è difeso sostenendo che il servizio era stato fornito da una società controllata distinta. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo la piena responsabilità professionale CAF, poiché la legge prevede che il centro di assistenza risponda direttamente per l'operato delle società di servizi che agiscono sotto il suo controllo.
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Impugnazione inammissibile: motivi di ricorso generici
La Corte di Cassazione dichiara l'impugnazione inammissibile in un caso di inadempimento contrattuale relativo a un trasporto internazionale. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano generici, non coglievano la vera ratio decidendi della sentenza d'appello e miravano a un inammissibile riesame dei fatti. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche e pertinenti in sede di legittimità.
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Responsabilità extracontrattuale: onere della prova
Un'azienda importatrice ha perso il suo ricorso in Cassazione per un danno a container avvenuto in un terminal portuale. La Corte ha confermato che si tratta di responsabilità extracontrattuale (art. 2043 c.c.), con onere della prova a carico del danneggiato, il quale non è riuscito a dimostrare la colpa del gestore, dato che il danno fu causato da un forte vento, qualificabile come caso fortuito.
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Tassazione per enunciazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, confermando la legittimità della tassazione per enunciazione di un contratto di fornitura menzionato in un decreto ingiuntivo. La Corte ha chiarito che, se un atto sottoposto a registrazione menziona un altro negozio giuridico non registrato, anche quest'ultimo è soggetto all'imposta di registro, senza che ciò costituisca una duplicazione d'imposta. La valutazione sulla sussistenza dei requisiti dell'enunciazione è considerata un accertamento di fatto riservato al giudice di merito.
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Doppia imposizione: Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha impugnato diversi avvisi di liquidazione e una cartella di pagamento, lamentando una presunta doppia imposizione tra IVA e imposta di registro su decreti ingiuntivi, oltre a vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tassare l'atto giudiziario (decreto ingiuntivo) con l'imposta di registro non costituisce una doppia imposizione rispetto all'IVA applicata alla prestazione sottostante, in quanto si tratta di due presupposti impositivi distinti. Ha inoltre respinto le censure sulla notifica e sulla motivazione degli atti.
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Prelazione agraria: limiti e onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i confini del diritto di prelazione agraria. Nel caso esaminato, un affittuario pretendeva di esercitare il proprio diritto sull'intero compendio immobiliare messo in vendita, e non solo sulla porzione di terreno da lui coltivata. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la prelazione agraria è un diritto limitato per legge al solo fondo affittato. Qualsiasi estensione di tale diritto deve basarsi su un accordo specifico e provato, non potendo essere dedotta dalla mera comunicazione di vendita dell'intero lotto. La decisione sottolinea anche il rigore con cui vanno formulate le censure in sede di legittimità, specialmente riguardo alle valutazioni tecniche.
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Responsabilità del legislatore: no a risarcimento
Una società agricola, dopo l'annullamento del suo permesso per un impianto a biogas a causa dell'incostituzionalità della legge regionale di riferimento, ha citato in giudizio la Regione per ottenere un risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando il principio di non giustiziabilità dell'attività legislativa. Secondo la Corte, non è dovuto alcun risarcimento per i danni derivanti da una legge dichiarata incostituzionale, escludendo così la responsabilità del legislatore in questo ambito, a differenza dei casi di violazione del diritto UE.
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