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Art. 366 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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2456 provvedimenti

Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Civile

Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una condomina contro il proprio Condominio per il pagamento di spese dovute a infiltrazioni d'acqua. La Corte chiarisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare vizi di legittimità. Viene inoltre respinta la doglianza su un presunto pagamento non riconosciuto, poiché la ricorrente non ha provato un'ammissione chiara da parte della controparte.
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Ricorso per Cassazione: inammissibile senza i fatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione a causa della mancata esposizione sommaria dei fatti di causa, come richiesto dal codice di procedura civile. Il caso riguardava una complessa vicenda immobiliare nata da un contratto preliminare non adempiuto. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Ricusazione giudici: quando la richiesta è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di ricusazione giudici presentata da una società agricola. La società sosteneva la mancanza di imparzialità di tre magistrati, poiché avevano già deciso su ricorsi connessi alla stessa vicenda immobiliare. La Corte ha chiarito che decidere su cause diverse, seppur collegate, non costituisce motivo di ricusazione, e che l'inimicizia grave non può essere desunta dal contenuto di precedenti provvedimenti sfavorevoli. L'istanza è stata respinta con condanna a una sanzione pecuniaria.
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Contratto a progetto pubblico: niente conversione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un lavoratore con un contratto a progetto illegittimo stipulato con un ente pubblico non economico. La Corte ha confermato che, nonostante l'illegittimità del contratto, il rapporto di lavoro non può essere convertito in uno a tempo indeterminato a causa delle specifiche norme che regolano l'accesso al pubblico impiego. Al lavoratore spetta unicamente una tutela risarcitoria, escludendo la possibilità di stabilizzazione.
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Errore revocatorio: quando non si può impugnare
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'errore revocatorio, un rimedio eccezionale contro le sentenze definitive. In un caso riguardante un dirigente pubblico che lamentava la mancata assegnazione di un incarico, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. La richiesta si basava sulla presunta errata supposizione da parte dei giudici che al dirigente fosse stato offerto un incarico di studio. La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio può riguardare solo la percezione di un fatto incontestato tra le parti, non una questione che è stata oggetto di dibattito nel corso del processo. Poiché l'esistenza dell'offerta era un punto controverso, non si configura la 'svista materiale' richiesta dalla legge.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: i requisiti
Un contribuente si oppone a una richiesta di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo la prescrizione del debito. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione non per il merito della questione, ma a causa di un vizio procedurale: il ricorrente non ha trascritto nel suo atto i documenti essenziali a sostegno della sua tesi, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Produzione documentale tardiva: i limiti per il terzo
Un istituto di credito interviene in un'azione revocatoria, ma la sua domanda viene respinta perché la prova del credito è viziata da produzione documentale tardiva. La Cassazione conferma che l'interveniente accetta la causa nello stato in cui si trova, comprese le preclusioni istruttorie già maturate.
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Ripetizione indebito accise: il diritto al rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto degli ex soci di una società estinta di agire per la ripetizione dell'indebito nei confronti del fornitore di energia per un'addizionale provinciale sulle accise, successivamente dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che la declaratoria di incostituzionalità ha effetto retroattivo, legittimando l'azione di rimborso direttamente verso il fornitore che ha incassato le somme, entro il termine di prescrizione decennale, anche se il credito era stato ceduto a una società di factoring.
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Contratti a termine e prescrizione: la Cassazione decide
Un lavoratore impiegato per anni con contratti a termine presso un ente pubblico chiedeva la conversione del rapporto e differenze retributive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i contratti a termine illegittimi nel pubblico impiego non si convertono in tempo indeterminato e che la prescrizione dei crediti retributivi decorre durante il rapporto, non dalla sua cessazione, data l'assenza di 'metus' (timore) del dipendente verso la pubblica amministrazione.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione e il pubblico
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti di lavoro nel pubblico impiego decorre dal momento in cui il diritto sorge, e non dalla cessazione del rapporto. La sentenza chiarisce che la stabilità del rapporto di lavoro pubblico esclude il "metus" (timore reverenziale) del dipendente, giustificando la decorrenza immediata della prescrizione crediti lavoro. Un lavoratore ha così perso il diritto a differenze retributive perché richieste oltre il termine quinquennale, nonostante fosse stato accertato il suo diritto all'assunzione.
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Impugnazione rendiconto fallimentare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune Amministrazioni pubbliche creditrici in una procedura fallimentare. Le Amministrazioni contestavano gli acconti liquidati al curatore e ai legali, ma hanno utilizzato lo strumento dell'impugnazione del rendiconto fallimentare in modo errato. La Corte ha stabilito che il rendiconto serve a contestare gli atti di gestione del curatore, non i provvedimenti, seppur provvisori, del giudice delegato, i quali devono essere impugnati con specifici rimedi procedurali. Il ricorso è stato giudicato una mera riproposizione di argomenti già respinti, senza una critica specifica alla decisione della Corte d'Appello.
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Ricorso inammissibile: come evitare l’errore fatale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi di appello erano confusi e mescolavano diverse censure. La sentenza sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso per evitare sanzioni pecuniarie. Il caso riguardava una controversia bancaria su un conto corrente e un mutuo.
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Diritto di regresso TARI: la Cassazione decide
Un soggetto che paga l'intera TARI per un immobile co-occupato ha diritto di chiedere il rimborso della quota all'altro occupante. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30167/2025, ha confermato il diritto di regresso TARI, respingendo il ricorso di un co-obbligato che contestava la propria legittimazione passiva. La Corte ha stabilito che la detenzione di fatto dell'immobile è sufficiente a creare l'obbligazione solidale, legittimando l'azione di regresso di chi ha saldato l'intero debito tributario.
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Revocatoria pagamenti terzo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una procedura fallimentare che chiedeva la revocatoria di alcuni pagamenti eseguiti in favore di una banca. Il punto centrale della decisione riguarda la natura di tali versamenti: non provenivano dalla società fallita, ma da terzi debitori in virtù di una precedente cessione di credito. La Corte ha stabilito che, in questi casi, l'atto potenzialmente revocabile è la cessione del credito stessa, non i singoli pagamenti successivi. Poiché il ricorso non ha contestato la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello su questo specifico punto, è stato giudicato inammissibile per carenza di critica specifica.
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Valore probatorio verbale INPS: Cassazione chiarisce
Una società contesta un accertamento per contributi non versati. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo il valore probatorio del verbale INPS. Si afferma che il verbale ha fede privilegiata solo per i fatti attestati in presenza del funzionario, mentre le altre circostanze sono liberamente valutabili dal giudice insieme alle altre prove. La Corte sottolinea anche l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso, che deve essere specifico e non generico.
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Responsabilità condominio: tubature private e danni
Un professionista cita in giudizio il condominio per danni da infiltrazioni d'acqua. I tribunali respingono la richiesta perché la perizia tecnica (CTU) ha accertato che la rottura è avvenuta in un tratto di tubazione di proprietà privata. La Cassazione conferma, escludendo la responsabilità del condominio quando il danno non origina da una parte comune dell'edificio.
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Onere della prova: Cassazione su risarcimento danni
Una società commerciale, dopo un incendio nei locali da cui era stata sfrattata, ha richiesto un risarcimento alla propria assicurazione. La richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio a causa della mancata dimostrazione dell'esistenza e del valore dei beni distrutti. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, sottolineando l'importanza dell'onere della prova a carico dell'assicurato e la necessità di specificità nei motivi d'appello.
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Prescrizione risarcimento reato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per il calcolo della prescrizione risarcimento reato. In un caso di lesioni, ha stabilito che il giudice civile deve qualificare autonomamente il reato per determinare il termine di prescrizione, senza essere vincolato dalle valutazioni del giudice penale. Si applica il termine di prescrizione in vigore al momento del fatto, non eventuali norme successive più favorevoli. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando che l'azione di risarcimento non era prescritta.
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Indipendenza economica figlio e casa coniugale
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'assegnazione della casa coniugale al padre, poiché il figlio maggiorenne convivente è stato ritenuto economicamente indipendente dopo aver avviato una propria attività imprenditoriale. La sentenza sottolinea che l'ingresso nel mondo del lavoro è il fattore decisivo per l'indipendenza economica del figlio, a prescindere dal successo dell'attività, facendo venir meno il presupposto per il mantenimento del diritto all'abitazione.
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Accertamento bancario soci: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale basato su indagini bancarie estese ai conti correnti personali dei soci di una società in accomandita semplice. La Corte ha stabilito che se l'Agenzia delle Entrate fornisce prove del collegamento tra i conti personali e l'attività aziendale, scatta una presunzione legale di maggiori ricavi. L'onere di provare la natura extra-aziendale delle movimentazioni spetta quindi ai contribuenti. Il ricorso è stato respinto in quanto i motivi sono stati giudicati generici e miranti a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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