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Art. 360 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

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436 provvedimenti

Altri anni per Art. 360 Codice di Procedura Civile

Reclamo elettorale avvocati: la sede di deposito
Un gruppo di avvocati impugna la proclamazione degli eletti al Consiglio dell'Ordine locale. Il Consiglio Nazionale Forense dichiara il reclamo inammissibile perché depositato direttamente presso la sua sede anziché presso il Consiglio dell'Ordine locale, come previsto da una vecchia norma. I legali ricorrono in Cassazione, sostenendo la prevalenza di una legge più recente. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti rinunciano al ricorso, avendo ottenuto sentenze favorevoli in altre cause connesse. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo.
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Impugnazione COA: dove depositare il ricorso?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha chiarito che l'impugnazione di un provvedimento del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati (COA) deve essere depositata presso la segreteria dello stesso COA e non direttamente al Consiglio Nazionale Forense (CNF). Un avvocato, cancellato dall'albo, aveva presentato ricorso direttamente al CNF, vedendoselo dichiarare inammissibile. La Suprema Corte ha confermato la decisione, specificando che la procedura, pur essendo datata, è stata esplicitamente richiamata dalla nuova legge professionale forense. Tale modalità è essenziale per garantire il corretto avvio del contraddittorio. L'errato deposito rende l'impugnazione COA proceduralmente viziata e quindi inammissibile.
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Illecito disciplinare avvocato: la prescrizione
Un avvocato veniva sanzionato con la sospensione per 18 mesi per gravi violazioni deontologiche, tra cui la mancata restituzione di fondi ai clienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione: per un illecito disciplinare avvocato di natura permanente, il termine di prescrizione non decorre dal momento del fatto, ma dalla data della decisione del Consiglio di disciplina di primo grado, che 'cristallizza' la condotta illecita continuata nel tempo.
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Giurisdizione giudice tributario: la Cassazione decide
Un automobilista ha contestato un fermo amministrativo sul proprio veicolo per presunti debiti tributari. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione del giudice tributario si estende a tutte le questioni relative al debito fiscale, inclusa la prescrizione maturata dopo la notifica della cartella. Tuttavia, ha chiarito che le domande di risarcimento danni per l'illegittimità del fermo rientrano nella competenza del giudice ordinario. La sentenza impugnata è stata cassata perché il giudice d'appello aveva omesso di pronunciarsi proprio su tali richieste risarcitorie.
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Concessione idroelettrica: limiti del sindacato
Una società agricola ha perso una gara per una concessione idroelettrica e ha fatto ricorso, lamentando vizi procedurali e valutazioni tecniche errate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando i ristretti limiti del sindacato giudiziario sulla discrezionalità tecnica della Pubblica Amministrazione e sottolineando i rigorosi requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione.
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Limiti giurisdizione: Cassazione su Corte dei Conti
Una ex docente contesta il collocamento a riposo forzato, basato sulla totalizzazione dei contributi italiani ed esteri. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiarendo i propri limiti giurisdizionali. La Suprema Corte ha ribadito di poter sindacare solo la violazione dei limiti esterni della giurisdizione dei giudici speciali, come la Corte dei Conti, e non gli eventuali errori di giudizio commessi nell'esercizio delle loro funzioni.
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Competenza livelli lago: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la competenza a regolare i livelli di un grande lago, anche se controllato da una diga di sbarramento, spetta all'Autorità di Bacino distrettuale e non allo Stato. La sentenza chiarisce che la competenza statale è limitata alla sicurezza strutturale della diga, mentre la gestione della risorsa idrica, inclusa la determinazione dei livelli dell'invaso per bilanciare i vari interessi (turismo, agricoltura, ambiente), rientra nelle attribuzioni regionali e locali. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni enti locali che lamentavano danni al turismo a causa dell'innalzamento sperimentale dei livelli del lago, confermando la legittimità dell'operato dell'Autorità di Bacino.
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Giurisdizione Corte dei Conti: società in house
Una società di trasporto pubblico, qualificata come "società in house", ha citato in giudizio l'agente della riscossione per i danni derivanti dalla prescrizione di alcuni crediti non riscossi. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato la giurisdizione della Corte dei Conti, poiché il caso riguarda un "agente contabile" che gestisce denaro pubblico, configurando una questione di contabilità pubblica e non una semplice controversia contrattuale.
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Giurisdizione Corte dei Conti: il caso società in house
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione della Corte dei Conti in una controversia tra una società di trasporti pubblici 'in house' e un'agenzia di riscossione. La causa, intentata per il mancato recupero di crediti, è stata ritenuta di natura contabile e non civile, poiché riguarda la gestione di denaro pubblico da parte di un agente contabile. La decisione sottolinea che la natura pubblica della società creditrice e dei fondi gestiti è determinante per radicare la giurisdizione contabile.
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Rifiuto della giurisdizione: quando è inammissibile
Una società sanitaria ha proposto ricorso per cassazione lamentando un presunto rifiuto della giurisdizione da parte del Consiglio di Stato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo la fondamentale distinzione tra il 'rifiuto della giurisdizione', che si verifica quando un giudice nega la propria competenza, e il 'cattivo esercizio' della stessa, che riguarda errori di merito non sindacabili sotto questo profilo. La decisione si fondava sul fatto che il giudice amministrativo aveva esaminato la domanda, concludendo che la sentenza da ottemperare, essendo meramente processuale, non generava obblighi per l'amministrazione.
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Procedimento disciplinare e patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista contro una sanzione disciplinare. La Corte ha confermato che il procedimento disciplinare è autonomo da quello penale e che i fatti accertati in una sentenza di patteggiamento possono costituire la base per una sanzione deontologica, senza violare il principio del 'ne bis in idem'. Viene inoltre chiarito che le nuove norme sull'inutilizzabilità del patteggiamento non sono retroattive.
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Indennizzo vincolo ambientale: Giurisdizione Ordinaria
Alcuni proprietari di terreni situati in un parco nazionale hanno richiesto un indennizzo per vincolo ambientale che limita il loro diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia per l'indennizzo, basata sulla lesione di un diritto soggettivo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello amministrativo, poiché non si contesta l'atto impositivo del vincolo.
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Ineleggibilità avvocati: il mandato breve conta?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito il principio di diritto sull'ineleggibilità degli avvocati al terzo mandato consecutivo. La sentenza chiarisce che anche un mandato molto breve, interrotto da dimissioni volontarie, deve essere considerato come un mandato completo ai fini del calcolo. Inoltre, la Corte ha precisato che la Commissione Elettorale non ha il potere di dichiarare un candidato ineleggibile dopo lo scrutinio dei voti, potendo solo verificare i requisiti prima delle elezioni. Questa decisione ha importanti implicazioni per le regole elettorali degli ordini professionali.
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Danno da omessa manutenzione: la PA paga i danni
Un proprietario di un immobile ha citato in giudizio una Regione e un Comune per i danni subiti dalla sua abitazione a causa dell'erosione costiera, attribuita a un'omessa manutenzione del litorale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, il quale può condannare la Pubblica Amministrazione non solo al risarcimento economico, ma anche all'esecuzione dei lavori necessari per eliminare la causa del danno. La decisione si fonda sul principio che la PA, quando non esercita poteri autoritativi ma gestisce beni pubblici, è tenuta a rispettare il dovere generale di non recare danno a terzi, proprio come un privato cittadino.
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Risarcimento del danno locazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 4892/2025, stabilisce un importante principio sul risarcimento del danno locazione in caso di inadempimento del conduttore. Se l'inquilino restituisce l'immobile prima della scadenza, il locatore può chiedere il risarcimento per i canoni non percepiti, ma deve dimostrare di essersi attivato tempestivamente per trovare un nuovo affittuario. Viene quindi respinta la tesi dell'automatismo: il danno non equivale all'intero ammontare dei canoni residui, ma va provato e quantificato tenendo conto del dovere del locatore di mitigare il pregiudizio.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione non riesamina
La Corte di Cassazione, con la sentenza 5079/2025, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un professionista sanzionato in sede disciplinare. Il caso verteva su accuse di appropriazione indebita e induzione a falsa testimonianza. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame dei fatti o una diversa valutazione delle prove, compiti che spettano esclusivamente ai giudici di merito. L'appello è stato giudicato carente dei requisiti di specificità richiesti dalla legge, portando alla sua reiezione.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un Ente Provinciale contro una società concessionaria autostradale. La controversia riguardava la giurisdizione in materia di sanzioni per occupazione di suolo pubblico. La Corte ha stabilito che la sentenza del Consiglio di Stato, che aveva affermato la giurisdizione amministrativa, doveva essere impugnata immediatamente. Non avendolo fatto, la questione era divenuta definitiva, rendendo tardiva e quindi inammissibile l'impugnazione successiva.
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Impugnazione sentenza giurisdizione: i termini
Una società concessionaria autostradale viene sanzionata da un'amministrazione provinciale per l'occupazione di suolo pubblico. Nasce una controversia sulla giurisdizione. Il Consiglio di Stato la attribuisce al giudice amministrativo. L'ente locale non impugna subito questa decisione, ma solo insieme alla sentenza finale di merito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso sulla giurisdizione, affermando che la relativa sentenza doveva essere oggetto di impugnazione immediata, essendo ormai passata in giudicato.
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Difetto di giurisdizione: l’appello deve essere tempestivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per difetto di giurisdizione perché non è stato proposto tempestivamente. Una società concessionaria autostradale ha atteso la sentenza di merito prima di impugnare anche la precedente decisione sulla giurisdizione, ma la Corte ha stabilito che tale decisione, essendo definitiva, andava appellata subito. Questo caso sottolinea l'importanza di rispettare i termini procedurali per le questioni pregiudiziali.
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Difetto di giurisdizione: quando impugnare la sentenza
Una società concessionaria autostradale contesta una sanzione di un'Amministrazione Provinciale per l'occupazione di suolo pubblico con pontoni autostradali. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ente locale per difetto di giurisdizione, poiché la precedente sentenza del Consiglio di Stato che aveva affermato la giurisdizione amministrativa non era stata impugnata tempestivamente, diventando così definitiva e non più contestabile.
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