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Art. 360 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

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436 provvedimenti

Altri anni per Art. 360 Codice di Procedura Civile

Prova di resistenza: la Cassazione chiarisce i limiti
Le Sezioni Unite della Cassazione intervengono per chiarire i requisiti della cosiddetta 'prova di resistenza' in ambito tributario. La sentenza stabilisce che, in caso di mancata attivazione del contraddittorio preventivo per i tributi armonizzati (come l'IVA), non è sufficiente per il contribuente allegare ragioni 'non pretestuose'. Per ottenere l'annullamento dell'atto, deve dimostrare, con una valutazione prognostica ex ante, che la sua partecipazione al procedimento avrebbe potuto concretamente portare a un 'risultato diverso', e non meramente fittizio o strumentale.
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Giurisdizione ipoteca tributaria: decide il giudice
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria e un fermo amministrativo per debiti di natura fiscale, sostenendo la competenza del giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione ipoteca tributaria spetta al giudice tributario quando la contestazione riguarda la pretesa fiscale sottostante, come nel caso della mancata notifica degli atti prodromici.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: limiti del sindacato
Una società energetica ha impugnato la misura di un canone aggiuntivo imposto da una Regione per la prosecuzione di concessioni idroelettriche scadute. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la competenza regionale nella determinazione del canone e specificando che il sindacato giurisdizionale è limitato alla verifica di ragionevolezza e proporzionalità, senza poter entrare nel merito delle scelte discrezionali dell'amministrazione.
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Giurisdizione Giudice Ordinario: garanzie pubbliche
Un'ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione stabilisce la giurisdizione del Giudice Ordinario nelle controversie sulla revoca di garanzie pubbliche. Il caso riguardava una banca che si era vista negare l'efficacia di una garanzia da un fondo pubblico, a causa della presunta mancanza di requisiti da parte dell'impresa beneficiaria. La Corte ha chiarito che, una volta concessa la garanzia, la successiva verifica dei requisiti attiene all'esecuzione del rapporto e non a un potere discrezionale della P.A., configurando una questione di diritto soggettivo.
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Concessione acque irrigue: il consorzio rappresenta tutti
Una società agricola contesta una concessione acque irrigue congiunta con un consorzio. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che, in presenza di un'unica presa d'acqua, si applica il regime dell'utenza unica complessiva (art. 58 R.D. 1775/1933). Il consorzio ha quindi il diritto di rappresentare tutti gli utenti, anche quelli non aderenti, nel procedimento di concessione.
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Risarcimento danni: inammissibile senza atto lesivo
Un imprenditore ittico ha chiesto un risarcimento danni a una società energetica, sostenendo che la sola richiesta di concessione idroelettrica da parte di quest'ultima avesse bloccato la vendita della sua azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: senza un provvedimento amministrativo finale che autorizzi l'attività contestata, non esiste un fatto illecito. Di conseguenza, manca il presupposto essenziale per poter richiedere un risarcimento danni.
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Giurisdizione revoca garanzia: decide il giudice civile
La Corte di Cassazione stabilisce che la controversia sulla revoca di una garanzia pubblica, concessa da un fondo statale a una banca, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la revoca è avvenuta per la mancata dichiarazione di una garanzia preesistente, configurando un inadempimento contrattuale e non un esercizio di potere discrezionale della P.A. La questione, pertanto, riguarda un diritto soggettivo e non un interesse legittimo, escludendo la competenza del giudice amministrativo. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso della banca, confermando la giurisdizione civile sulla revoca della garanzia.
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Autorizzazione unica: il potere della Regione
Un Comune ha contestato una autorizzazione unica rilasciata da una Regione per un impianto idroelettrico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il provvedimento era legittimo. Decisivo è stato un sopralluogo congiunto con la Soprintendenza, che ha accertato l'assenza di valore monumentale delle opere interessate, superando così i dubbi iniziali sulla tutela culturale.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti del G.A.
Una società ha accusato il Consiglio di Stato di eccesso di potere giurisdizionale per aver confermato la legittimità della richiesta di un Comune di un accordo con i confinanti per derogare alle distanze. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il Giudice Amministrativo non invade la giurisdizione civile quando, per valutare la legittimità di un atto, interpreta norme urbanistiche locali sulle distanze dai confini, senza decidere la controversia tra privati.
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Nullità donazione: procura invalida e conseguenze
Una proprietaria di un immobile contesta con successo una donazione del suo bene, eseguita a sua insaputa tramite un procuratore. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della donazione, poiché la procura, formata presso un consolato italiano all'estero, presentava gravi vizi sia formali che sostanziali, tra cui una firma incompleta e un mandato eccessivamente generico. La sentenza ribadisce inoltre la giurisdizione italiana per le controversie su beni immobili situati in Italia, anche quando l'atto presupposto è stato creato all'estero.
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Concessione idroelettrica: la decisione della Cassazione
Una società ha impugnato l'assegnazione di una concessione idroelettrica a un concorrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della procedura amministrativa seguita dalla Provincia. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica della P.A. nella valutazione comparativa dei progetti, basata su criteri come il miglior utilizzo della risorsa idrica e l'impatto ambientale. Inoltre, ha negato il risarcimento del danno da ritardo procedurale, ribadendo la necessità di una prognosi favorevole sull'esito della richiesta.
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Accettazione tacita giurisdizione: quando non vale
La Cassazione ha stabilito che un convenuto straniero non manifesta un'accettazione tacita della giurisdizione italiana se le sue difese nel merito sono espressamente subordinate all'eccezione di difetto di giurisdizione. Nel caso, una banca estera, pur chiedendo misure cautelari, aveva sempre basato le sue istanze sulla fondatezza della sua eccezione principale, escludendo così una volontà di sottomettersi al giudice italiano.
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Diritto fornitura gratuita: no a diritti senza concessione
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. Un., n. 34469 del 27/12/2019, la Corte Suprema ha stabilito che un presunto diritto fornitura gratuita di energia, derivante da antichi diritti di derivazione d'acqua, non può essere opposto alle attuali società energetiche. La Corte ha chiarito che, dopo l'entrata in vigore del Testo Unico sulle Acque del 1933, qualsiasi diritto sull'uso delle acque pubbliche deve fondarsi su un provvedimento di concessione amministrativa. Gli accordi tra privati, anche se transattivi, non sono sufficienti a creare un diritto reale opponibile a terzi, e il ricorrente non ha provato di aver mai ottenuto tale riconoscimento formale.
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Immunità giurisdizionale: licenziamento e consolato
La Corte di Cassazione, con la sentenza Sez. U n. 34474/2019, affronta il tema dell'immunità giurisdizionale di uno Stato estero in una controversia di lavoro. Una dipendente di un Consolato, licenziata per giusta causa, ha impugnato il provvedimento chiedendo la reintegrazione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che, sebbene il giudice italiano abbia giurisdizione sulle richieste patrimoniali (es. indennità), non può ordinare la reintegrazione nel posto di lavoro, poiché tale atto inciderebbe sui poteri sovrani di organizzazione dello Stato estero, protetti dall'immunità ristretta.
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Prescrizione crediti tributari: la giurisdizione
La sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 34447 del 24/12/2019 risolve un contrasto sulla giurisdizione in materia di prescrizione crediti tributari. Il caso riguarda un'opposizione allo stato passivo fallimentare in cui la curatela eccepiva la prescrizione di debiti erariali maturata dopo la notifica della cartella di pagamento. Le Sezioni Unite stabiliscono che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario (e quindi al giudice fallimentare), e non a quello tributario. La notifica della cartella segna il discrimine: le questioni successive, come la prescrizione, attengono alla fase esecutiva e sono di competenza del giudice ordinario, garantendo piena tutela al debitore.
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Rappresentante fiscale: giurisdizione e contratto
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 7620 del 18/03/2019, la Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia tra una società estera e il suo rappresentante fiscale italiano, relativa a un rimborso per sanzioni fiscali pagate, rientra nella giurisdizione italiana. La Corte ha chiarito che, sebbene l'obbligazione tributaria verso lo Stato sia di natura legale, il rapporto tra la società e il suo rappresentante fiscale è di natura contrattuale (mandato). Pertanto, si applica il foro speciale previsto dall'art. 5 della Convenzione di Lugano per le obbligazioni contrattuali, radicando la competenza nel luogo di esecuzione della prestazione, cioè l'Italia.
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