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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni, in assenza di una specifica norma di legge. Confermando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha stabilito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge e ha ribadito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo solidarietà cassa: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo solidarietà cassa sulle pensioni è illegittima senza una specifica norma di legge. L'autonomia regolamentare dell'ente non è sufficiente, poiché tale contributo è una prestazione patrimoniale soggetta alla riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9553/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro un suo iscritto. La Corte ha confermato che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni da parte di un ente previdenziale privato è illegittima, poiché tale prelievo ha natura di prestazione patrimoniale imposta e rientra nella riserva di legge statale (art. 23 Cost.). L'autonomia regolamentare della cassa non può estendersi fino a introdurre trattenute di questo tipo. È stato inoltre confermato che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme è decennale.
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Contributo solidarietà illegittimo per le Casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza che aveva imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, gli enti previdenziali privatizzati non hanno l'autonomia per introdurre tale prelievo. La richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un mero atto regolamentare dell'ente, ma necessita di una base legale specifica, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. La sentenza ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, le Casse non hanno il potere di imporre tali prelievi, che configurano una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La prescrizione per la restituzione è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica norma di legge e non può essere introdotto in via regolamentare dall'ente, il cui potere autonomo è limitato ad altri aspetti gestionali. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9547/2025, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che una simile trattenuta, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotta autonomamente dalla Cassa ma richiede una specifica base legale, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, il ricorso dell'ente è stato respinto e si è confermato il diritto del pensionato al rimborso delle somme, con un termine di prescrizione decennale.
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Indennità di coordinamento: no se manca il posto vacante
La Corte di Cassazione ha negato a un'infermiera il diritto a percepire l'indennità di coordinamento dopo un trasferimento in un nuovo reparto. Anche se di fatto svolgeva le mansioni superiori, la Corte ha stabilito che, nel pubblico impiego, l'indennità è legata all'esistenza di una posizione formalmente istituita e vacante nell'organico aziendale, da coprire con procedure selettive. La semplice attestazione del superiore o lo svolgimento di fatto delle mansioni non sono sufficienti per ottenere il beneficio economico.
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Rivalutazione redditi pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta decorrenza della rivalutazione redditi pensione per i professionisti forensi, stabilendo che essa parte dal 1980. Tuttavia, ha chiarito un punto cruciale: la pensione deve essere calcolata sulla base del reddito per cui sono stati effettivamente versati i contributi. Se i versamenti sono stati fatti su una base di calcolo inferiore a quella dovuta, la prestazione pensionistica sarà proporzionalmente ridotta, riaffermando il principio di corrispondenza tra contributi e prestazioni nel sistema previdenziale autonomo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata contro la sentenza che aveva giudicato illecito il prelievo di un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'introduzione di una prestazione patrimoniale imposta, come il contributo di solidarietà, è riservata esclusivamente alla legge dello Stato e non può essere decisa autonomamente dagli enti previdenziali, neanche per garantire l'equilibrio di bilancio. È stato inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro una sua iscritta. L'ente aveva imposto un contributo di solidarietà sulla pensione, ma la Corte ha confermato che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto autonomo della Cassa. La richiesta di restituzione delle somme è soggetta a prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni è illegittima se non prevista da una specifica norma di legge. La Corte ha ribadito che tale prelievo rientra tra le prestazioni patrimoniali imposte, soggette alla riserva di legge prevista dalla Costituzione. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulle pensioni dei suoi iscritti. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una norma statale può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque, poiché non si tratta di un credito pensionistico liquido ed esigibile, ma di una richiesta di rimborso per una trattenuta illegittima.
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Superminimo collettivo: la Cassazione sulla modifica
Una lavoratrice si oppone alla soppressione di un 'superminimo collettivo' a seguito della disdetta di un accordo aziendale. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un emolumento previsto da un contratto collettivo, e non per meriti individuali, può essere modificato o eliminato da un successivo accordo collettivo, anche se peggiorativo, in quanto fonte esterna al contratto individuale.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulla pensione di un iscritto. L'ordinanza stabilisce che una tale trattenuta, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, richiede una base legale specifica che non può essere sostituita da un regolamento interno della Cassa. Viene inoltre ribadito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
Una Cassa di previdenza professionale ha trattenuto somme dalla pensione di un iscritto a titolo di "contributo di solidarietà". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, confermando che tale prelievo è illegittimo se non previsto da una specifica norma di legge, in virtù del principio costituzionale della riserva di legge. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Tempo tuta: quando va pagato? La Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che il 'tempo tuta' deve essere retribuito a tutti i dipendenti sanitari obbligati a indossare la divisa sul luogo di lavoro, non solo ai turnisti. La Corte ha annullato una decisione d'appello che negava tale diritto a lavoratori non turnisti e ha chiarito l'errata applicazione del principio del giudicato in un caso simile. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Tempo tuta: la vestizione è orario di lavoro pagato
Alcuni operatori sanitari, autisti di ambulanze, hanno richiesto la retribuzione per il 'tempo tuta', ovvero il tempo necessario per indossare e togliere la divisa. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il tempo tuta costituisce orario di lavoro retribuito quando l'uso della divisa è un obbligo imposto dal datore di lavoro per ragioni di igiene e sicurezza, a prescindere dal fatto che il lavoro si svolga in ospedale o che vi siano sovrapposizioni di turni. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricalcolo pensione avvocati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso cruciale per il ricalcolo pensione avvocati, relativo all'indice di rivalutazione dei redditi. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene l'indice di rivalutazione corretto fosse quello più elevato richiesto dai professionisti, la pensione deve essere calcolata in base ai contributi effettivamente versati. Questa decisione riafferma l'assenza del principio di automaticità delle prestazioni per i liberi professionisti, legando strettamente l'importo della pensione all'effettiva contribuzione versata alla Cassa Forense.
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