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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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595 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Fideiussione a prima richiesta: la Cassazione decide
La Cassazione rigetta il ricorso di un garante condannato al pagamento di oltre 1,8 milioni di euro. L'ordinanza analizza la validità della firma e la natura della fideiussione a prima richiesta, confermando che la clausola di pagamento immediato qualifica il contratto come autonomo, derogando implicitamente all'art. 1957 c.c.
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Recesso anticipato e onere prova locatore
In un caso di recesso anticipato da un contratto di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società locatrice. La Corte ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei canoni non percepiti, il locatore ha l'onere di provare di essersi attivato con diligenza per trovare un nuovo conduttore e limitare così il proprio danno. La semplice rilocazione a un canone inferiore non è sufficiente se non si dimostra lo sforzo attivo per ottenere condizioni migliori.
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Ingiunzione fiscale e disapplicazione dell’atto
Una cittadina riceve un contributo regionale per siccità, poi revocato. L'amministrazione emette un'ingiunzione fiscale per la restituzione. La Corte di Cassazione stabilisce che per opporsi all'ingiunzione fiscale non è necessario impugnare preventivamente l'atto di revoca. Il giudice dell'opposizione ha il potere di valutare il diritto sottostante e, se necessario, disapplicare l'atto amministrativo illegittimo.
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Risarcimento danno treno: la Cassazione conferma
A seguito del ritardo di quasi 24 ore di un treno, una passeggera ha ottenuto un risarcimento per danno patrimoniale e non patrimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia ferroviaria, confermando che eventi meteorologici prevedibili non costituiscono forza maggiore. La Corte ha stabilito che un disagio così grave, unito alla mancanza di assistenza, lede diritti fondamentali della persona, giustificando un pieno risarcimento danno treno, che va oltre gli indennizzi automatici.
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Prova del danno: non basta dimostrare l’inadempimento
Una società di consulenza informatica ha citato in giudizio il suo fornitore di servizi di telecomunicazione per un'interruzione del servizio. Nonostante la Corte abbia riconosciuto l'inadempimento contrattuale del fornitore (per mancato preavviso), ha negato il risarcimento. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la semplice dimostrazione dell'inadempimento non è sufficiente; è onere del danneggiato fornire la prova del danno specifico subito, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Azione Revocatoria: Assegno come Promessa di Pagamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28141/2023, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva trasferito la nuda proprietà del suo unico immobile ai genitori. I creditori avevano agito con un'azione revocatoria. La Corte ha confermato che, ai fini di tale azione, un assegno, anche se invalido come titolo di credito, costituisce una valida promessa di pagamento e quindi una prova sufficiente della ragione di credito. Inoltre, ha ribadito che la frode ai danni dei creditori (participatio fraudis) può essere provata tramite indizi, come lo stretto legame di parentela e la permanenza del debitore nell'immobile.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici per il risarcimento del danno da mancata retribuzione durante la specializzazione. La Corte ha confermato che il diritto si è estinto per prescrizione decennale, il cui termine è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Si è ribadito che l'incertezza giurisprudenziale non sospende la decorrenza della prescrizione medici specializzandi.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha agito contro lo Stato per il mancato pagamento della borsa di studio durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso e dichiarando estinta la prescrizione medici specializzandi. La Corte ha ribadito che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, e l'incertezza sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione non costituisce un impedimento legale idoneo a spostare tale termine.
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Responsabilità del costruttore: la duplice condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile, ritenendola responsabile per l'80% dei danni da allagamento subiti da alcuni immobili. La Corte ha stabilito la duplice responsabilità del costruttore, sia ai sensi dell'art. 2050 c.c. per attività pericolosa, sia per negligenza generica ex art. 2043 c.c. L'appello del costruttore è stato respinto perché non aveva impugnato una delle due autonome ragioni della decisione e perché un precedente provvedimento cautelare non costituisce giudicato.
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Remunerazione medici specializzandi: no a risarcimenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro remunerazione nel periodo 1991-2005. Secondo la Corte, lo Stato italiano aveva già adempiuto agli obblighi europei con il D.Lgs. 257/1991. La normativa successiva più favorevole (D.Lgs. 368/1999) è stata una scelta discrezionale del legislatore e non può essere usata come parametro retroattivo per il calcolo dei danni. È stato inoltre confermato come legittimo il blocco degli adeguamenti inflazionistici imposto da leggi successive per ragioni di finanza pubblica.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Un cliente, dopo essere stato assolto in un processo penale, citava in giudizio i propri avvocati per responsabilità professionale, lamentando una difesa negligente. Dopo la sconfitta sia in primo grado che in appello, proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso Cassazione per un vizio formale insuperabile: il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata, un adempimento essenziale per verificare la tempestività dell'atto.
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Errore fatturazione: quando il ricorso è inammissibile
Un'azienda ha contestato delle bollette energetiche a seguito di un errore di fatturazione del fornitore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la contestazione era troppo generica e non affrontava tutte le motivazioni legali della decisione precedente. La sentenza conferma che il pagamento per l'energia effettivamente consumata è dovuto, anche se fatturato in ritardo a causa di una correzione tecnica.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
L'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione del diritto al risarcimento per i medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi che contestavano l'inizio della prescrizione dalla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, confermando il suo orientamento consolidato. Ha stabilito che da quel momento i medici avevano la 'ragionevole certezza' della lesione del loro diritto, facendo decorrere il termine decennale. Tuttavia, la Corte ha accolto un motivo di ricorso relativo all'errato calcolo delle spese processuali, cassando la sentenza su quel punto e rinviando alla Corte d'Appello.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1978 e il 1993 senza ricevere remunerazione, ha citato in giudizio lo Stato per il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6730/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il loro diritto era prescritto. La Corte ha ribadito che il termine decennale di prescrizione per i medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. È stato chiarito che l'incertezza sulla giurisdizione o sulla qualificazione giuridica dell'azione non costituisce un impedimento legale in grado di sospendere la prescrizione.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9767/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi volto a ottenere il risarcimento del danno per la tardiva attuazione di direttive europee. Il fulcro della decisione riguarda la prescrizione del diritto: la Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che il termine decennale per l'azione di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, pur non estendendo il beneficio a tutti, ha reso certo e azionabile il diritto al risarcimento, facendo così scattare la prescrizione risarcimento medici.
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Recesso ad nutum: il Comune può recedere dal contratto?
Una società ottiene in comodato un capannone da un Comune e vi realizza migliorie. L'ente locale esercita il recesso ad nutum previsto dal contratto. La società si oppone, invocando il legittimo affidamento e l'abuso del diritto. La Corte di Cassazione conferma la validità del recesso, sottolineando che la chiara previsione contrattuale prevale, rendendo incerta la durata del godimento del bene sin dall'inizio e giustificando l'azione del Comune, motivata anche dalla necessità di sanare un'illegittimità.
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Omessa pronuncia sulle spese: la Cassazione decide
Un'attività di ristorazione ha citato in giudizio il comune e le imprese costruttrici per i danni subiti a causa di un cantiere durato 14 anni. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha respinto i motivi relativi al risarcimento ma ha accolto quello sull'omessa pronuncia riguardo le spese legali, decidendo di compensarle integralmente per tutti i gradi di giudizio a causa della particolarità della vicenda.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando le richieste di risarcimento di un gruppo di medici per la mancata remunerazione durante gli anni di specializzazione. La Corte ha ribadito che il diritto al risarcimento è soggetto a prescrizione decennale, con decorrenza dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato italiano alle direttive europee. Poiché l'azione legale è stata intrapresa oltre tale termine, il diritto è stato dichiarato estinto.
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Appello inammissibile: il ricorso basato su un non-motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune condannato a risarcire i danni da allagamento causati da opere pubbliche. L'appello è stato ritenuto inammissibile perché i motivi erano generici, si limitavano a criticare le conclusioni del perito senza formulare censure specifiche e riproponevano questioni già coperte da giudicato, come la giurisdizione. La Corte ha ribadito che un ricorso non può essere una mera contestazione dei fatti accertati nei gradi precedenti.
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Incarico professionale: quando la custodia non è gestione
Una società ha citato in giudizio il proprio studio commercialista per non aver riscosso i dividendi relativi a delle azioni tenute in custodia, sostenendo che tale attività rientrasse nell'incarico professionale. I giudici di merito e la Cassazione hanno respinto la richiesta, specificando che la semplice custodia dei titoli non comporta automaticamente un mandato per la loro gestione attiva. La dicitura generica 'prestazioni fiscali e societarie' sulle fatture non è stata ritenuta una prova sufficiente per dimostrare un incarico professionale più ampio.
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