La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in un caso di violazione delle distanze legali. La controversia verteva su quale fosse il reale confine tra due proprietà: un vecchio muretto a secco, come sostenuto dagli attori, o la linea risultante dalle mappe catastali, come sostenuto dai convenuti. La Suprema Corte ha stabilito che, nel regolamento di confini, il giudice può dare prevalenza a prove materiali e visibili come un muretto esistente da oltre cinquant'anni, relegando le mappe catastali a un ruolo sussidiario. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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