Un imprenditore, socio al 50% di un'azienda, ha impugnato il sequestro preventivo di oltre 1,4 milioni di euro ordinato sui conti correnti della società per un'ipotesi di frode fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il singolo socio non ha un interesse concreto e diretto a chiedere la restituzione di beni che appartengono esclusivamente alla società, anche se possiede metà delle quote. La legittimazione a impugnare spetta solo al legale rappresentante dell'ente. Inoltre, il ricorso per cassazione contro i sequestri è limitato alle sole violazioni di legge, escludendo la possibilità di contestare la semplice illogicità della motivazione fornita dal tribunale del riesame.
Continua »