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Art. 322-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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48 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-bis Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo terzo: quando la buona fede non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società automobilistica che chiedeva la restituzione di un veicolo di lusso. Oggetto di sequestro preventivo terzo, la Corte ha stabilito che la mera titolarità formale e l'affermazione di buona fede non sono sufficienti a proteggere il bene dalla confisca. È necessario che il terzo dimostri la totale estraneità al reato e l'assenza di negligenza, specialmente se è un operatore professionale del settore, che avrebbe dovuto notare le anomalie nelle transazioni.
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Confisca per equivalente: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, riguardava beni immobili, anche intestati a un familiare. La Corte ha confermato la legittimità della misura, sottolineando che, per la confisca per equivalente, è irrilevante la provenienza lecita dei fondi usati per l'acquisto dei singoli beni sequestrati. Ciò che conta è la sproporzione tra il patrimonio complessivo e i redditi dichiarati. La decisione ribadisce anche i criteri per la valutazione del 'periculum in mora', basato sulla pericolosità criminale dell'indagato e sulla carenza di altri beni a garanzia.
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Confisca per equivalente: sequestro di beni leciti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente su una somma di denaro di provenienza lecita, ricevuta dall'indagato a titolo di eredità. La Corte ha stabilito che, quando il profitto del reato (denaro) non è più rintracciabile, lo Stato può sequestrare altri beni di valore equivalente di cui l'indagato abbia la disponibilità, a prescindere dalla loro origine. Questa decisione riafferma la natura e l'ambito di applicazione della confisca per equivalente nel contrasto ai reati patrimoniali.
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Impugnazione sequestro probatorio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28210/2025, ha affrontato un caso di impugnazione sequestro probatorio. Un indagato aveva proposto ricorso in Cassazione contro il diniego di restituzione di una somma di denaro. La Corte ha ritenuto errato il rimedio utilizzato, riqualificando il ricorso come appello ai sensi dell'art. 322-bis cod.proc.pen. e disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale competente. La decisione sottolinea l'importanza di adire il corretto strumento processuale, pur applicando il principio di conservazione degli atti.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e la domanda del PM
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La Corte ha stabilito che la richiesta del Pubblico Ministero, anche se formulata con rinvio ad altri atti (per relationem), era sufficientemente chiara nel domandare sia un sequestro impeditivo sia uno finalizzato alla confisca. Di conseguenza, il provvedimento del Giudice non è risultato 'ultra petita' (oltre la richiesta) e il sequestro è stato ritenuto legittimo, confermando che una motivazione insufficiente del decreto originario può essere validamente integrata dal Tribunale del Riesame.
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Sequestro probatorio telefono: motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro probatorio di un telefono cellulare a seguito di un incidente stradale. La Corte ha stabilito che il decreto del Pubblico Ministero era nullo perché la motivazione era solo apparente, limitandosi a indicare la norma di legge e la necessità di un 'accertamento tecnico' senza specificare il collegamento tra il bene e il reato. È stato inoltre ribadito che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione radicalmente mancante o apparente, potendo solo specificare ragioni già genericamente indicate dal PM. Di conseguenza, il sequestro è stato annullato e il telefono restituito.
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Confisca bene terzo estraneo: quale rimedio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza del 11/06/2025, affronta due distinti ricorsi. Dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la misura della pena patteggiata, ribadendo i rigidi limiti di impugnazione. Accoglie invece il tema della confisca bene terzo estraneo, riqualificando il ricorso del proprietario di un'auto come appello cautelare e indicando nel Tribunale del Riesame la sede corretta per far valere le proprie ragioni prima che la sentenza diventi definitiva.
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Qualificazione del ricorso: Cassazione e appello cautelare
La Corte di Cassazione ha stabilito la corretta qualificazione del ricorso avverso un'ordinanza del GIP che nega l'inefficacia di un controllo giudiziario. La Corte ha convertito il ricorso per cassazione in appello cautelare ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p., trasmettendo gli atti al tribunale competente, poiché l'appello è il rimedio generale per i provvedimenti cautelari reali.
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