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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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834 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo riciclaggio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo riciclaggio per oltre 700.000 euro. Il caso riguarda il trasferimento di fondi da una società indebitata con l'Erario a una società fiduciaria di nuova costituzione, gestita dall'indagato. Secondo i giudici, tale operazione, pur essendo tracciabile, era finalizzata a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro, integrando così il reato di riciclaggio e giustificando la misura cautelare.
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Confisca estesa: quando beni di terzi sono a rischio
La Cassazione conferma la confisca estesa di un immobile intestato a un terzo, ritenuto prestanome di un soggetto indagato per gravi reati. La decisione si basa sulla sproporzione tra redditi e valore del bene, nonché su elementi che provano la riconducibilità dell'acquisto al reale proprietario, rendendo irrilevante la formale intestazione.
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Sequestro preventivo: legittimità e competenza
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di 460.000 euro a carico di un soggetto indagato per associazione a delinquere e ricettazione di orologi di lusso. La sentenza chiarisce i criteri per la competenza territoriale in caso di reati associativi e ribadisce che per il sequestro è sufficiente un grave quadro indiziario (fumus criminis), respingendo la giustificazione dell'indagato sulla provenienza del denaro da vincite al gioco come implausibile.
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Truffa aggravata: sequestro dell’intero profitto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21108/2023, ha confermato un sequestro preventivo di 300.000 euro per il reato di truffa aggravata finalizzata all'ottenimento di erogazioni pubbliche. La Corte ha stabilito che il profitto del reato, sequestrabile anche al concorrente, è l'intero importo del finanziamento illecitamente ottenuto e non solo la sua provvigione. Inoltre, ha chiarito la distinzione tra il reato di cui all'art. 640-bis c.p., che richiede un'induzione in errore, e l'ipotesi residuale dell'art. 316-ter c.p.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo e perché
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di terreni e fabbricati ritenuti parte del demanio marittimo. La Corte ha stabilito che la motivazione del tribunale di merito era sufficiente e che il reato di occupazione abusiva, essendo permanente, giustifica il mantenimento della misura cautelare per impedire la prosecuzione dell'illecito.
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Sequestro preventivo: motivazione assente, annullato
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per totale assenza di motivazione. Il provvedimento non specificava né l'uso illecito del denaro (fumus delicti), né il concreto pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora), requisiti essenziali per la validità del sequestro preventivo.
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Prescrizione reato presupposto: annullato sequestro
Un imprenditore, accusato di falso in bilancio e autoriciclaggio, ottiene l'annullamento di un sequestro preventivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione reato presupposto (il falso in bilancio) elimina il fondamento dell'accusa di autoriciclaggio, rendendo illegittima la misura cautelare. L'atto interruttivo della prescrizione per un reato non si estende automaticamente agli altri.
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Periculum in mora: insolvenza non basta per sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, stabilendo che per disporre un sequestro preventivo non è sufficiente dimostrare la sola incapienza patrimoniale dell'indagato. Tale condizione, pur essendo un indizio del 'periculum in mora', deve essere valutata insieme ad altri elementi concreti, come la condotta e la personalità dell'indagato, per giustificare il vincolo cautelare.
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Occupazione abusiva: reato anche per chi eredita
La Corte di Cassazione ha confermato che l'occupazione abusiva di un terreno comunale costituisce reato anche per chi, pur non essendo l'invasore originario, continua a occupare l'immobile dopo il decesso del parente che aveva iniziato l'illecito. La sentenza chiarisce che la semplice permanenza 'sine titulo' integra il reato, a prescindere da nuove opere edilizie.
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Periculum in mora: obbligo di motivazione nel sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di 72.000 euro per il reato di riciclaggio. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Suprema Corte ha ribadito che non è sufficiente affermare che il sequestro è finalizzato alla confisca; il giudice deve sempre spiegare perché è necessario agire con urgenza, anche in modo conciso. La mancanza di tale spiegazione rende la motivazione meramente apparente e il provvedimento illegittimo.
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Sequestro preventivo: motivazione obbligatoria
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 75.000 euro. La decisione non contesta la probabilità del reato di truffa aggravata, ma censura la totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che l'indagato potesse disperdere i propri beni. La sentenza ribadisce che anche in caso di confisca obbligatoria, il giudice deve spiegare perché è necessario anticipare l'effetto ablativo prima della fine del processo, non potendo limitarsi a un'affermazione generica.
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Sequestro preventivo: l’interesse ad agire è chiave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore societario contro un sequestro preventivo di 50.000 euro. La somma, provento di una presunta appropriazione indebita, era stata sequestrata dopo che l'amministratore l'aveva incassata come caparra per la vendita di un'imbarcazione, senza restituirla nonostante l'annullamento dell'accordo. L'impugnazione era basata solo sulla mancanza del 'periculum in mora', senza contestare il 'fumus commissi delicti'. La Corte ha stabilito che, non contestando la natura illecita della somma, l'indagato non aveva un interesse concreto all'impugnazione, poiché un eventuale annullamento del sequestro non avrebbe comportato la restituzione del denaro a suo favore, ma a favore della persona offesa.
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Sequestro sim card: obbligo di motivazione specifica
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, specificamente per la parte relativa a tre sim card. La decisione è stata presa a causa della totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame sulla necessità e pertinenza del sequestro sim card rispetto al reato contestato di tentata estorsione. La Corte ha ribadito che ogni misura cautelare reale deve essere proporzionata e adeguatamente motivata, anche nella scelta degli oggetti da apprendere.
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Verbale di esecuzione del sequestro: quando è nullo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che lamentava la nullità del verbale di esecuzione del sequestro di un'autovettura. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesame è un rimedio esperibile solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, e non contro i successivi atti della fase esecutiva, come il verbale. Per contestare tali atti, esistono altri strumenti processuali, come la richiesta di revoca.
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Confisca corruzione tra privati: prezzo vs profitto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro preventivo per corruzione e autoriciclaggio a carico di due fratelli, manager di una grande cooperativa. La sentenza analizza la distinzione tra "prezzo" e "profitto" del reato ai fini della confisca per corruzione tra privati, stabilendo che per il corrotto le due nozioni coincidono. Tuttavia, la Corte annulla parzialmente l'ordinanza, rilevando un errore nella quantificazione del profitto del reato di autoriciclaggio, che non può coincidere con le somme illecite originarie, al fine di evitare una duplicazione della misura ablativa.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di 230.000 euro, accogliendo il ricorso di un indagato. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può limitarsi a generiche affermazioni, ma deve rispondere puntualmente alle censure difensive e specificare la natura del sequestro (impeditivo o finalizzato alla confisca), rispettando la richiesta del Pubblico Ministero.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di un ricercatore universitario indagato per truffa. Sebbene la Corte abbia ritenuto sussistente il 'fumus commissi delicti' (la probabilità del reato), ha censurato la motivazione del provvedimento riguardo al 'periculum in mora', ovvero il concreto rischio di dispersione del patrimonio. La sentenza sottolinea che anche nel sequestro finalizzato alla confisca, il giudice deve fornire una motivazione specifica e non generica su tale rischio.
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Appello cautelare reale: la Cassazione chiarisce
Un soggetto ricorre in Cassazione contro il rigetto di un'istanza di revoca di un sequestro preventivo. La Suprema Corte, però, chiarisce che il rimedio corretto non è il ricorso diretto, ma l'appello cautelare reale. Di conseguenza, qualifica l'impugnazione come tale e trasmette gli atti al Tribunale competente, sottolineando l'importanza di utilizzare lo strumento processuale corretto previsto dall'art. 322-bis c.p.p.
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Sequestro preventivo: legittimità e limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata, condannata in primo grado per associazione mafiosa, contro un'ordinanza di sequestro preventivo disposta dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'impugnazione è competente a emettere misure cautelari reali e che la valutazione del 'fumus commissi delicti' è solidamente fondata sulla sentenza di primo grado, limitando il ricorso in Cassazione alle sole violazioni di legge e non al merito della motivazione.
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Interrogatorio preventivo: la misura cautelare è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omesso interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che la deroga a tale adempimento, basata sul pericolo di inquinamento probatorio, deve essere motivata in modo specifico per la posizione di ogni singolo indagato, non essendo sufficiente un riferimento generico al rischio relativo ad altri coindagati. L'assenza di una motivazione adeguata sulla connessione tra i reati o sul collegamento probatorio rende la misura illegittima.
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