Un detenuto sottoposto al regime speciale ha richiesto un colloquio visivo con il fratello, anch'egli detenuto nello stesso regime. La richiesta è stata negata a tutti i livelli. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che, sebbene il diritto ai legami familiari esista, le esigenze di sicurezza pubblica possono prevalere. Nel caso specifico, l'elevata pericolosità dei due fratelli, vertici di un'organizzazione criminale, giustificava la restrizione per prevenire comunicazioni illecite. La sentenza sottolinea l'importanza del bilanciamento di interessi nei casi di colloqui detenuti 41-bis.
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