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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2024

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427 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Notifica cartelle: Cassazione su prescrizione interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12504/2024, interviene su un caso di impugnazione di intimazioni di pagamento per presunta mancata notifica delle cartelle esattoriali. La decisione chiarisce l'onere probatorio a carico del contribuente che contesta la ricezione degli atti, conferma la validità della notifica diretta da parte dell'agente della riscossione e, punto cruciale, accoglie il motivo relativo alla prescrizione quinquennale degli interessi maturati sul debito tributario. In tema di notifica cartelle, la Corte stabilisce che una contestazione generica non è sufficiente a superare la prova documentale fornita dall'agente.
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Prescrizione risarcimento danni: decennale o no?
Un ex dipendente ha citato in giudizio un ente di ricerca pubblico per i danni derivanti dal tardivo investimento delle quote di buonuscita in buoni postali fruttiferi. L'ente sosteneva l'applicazione della prescrizione breve di cinque anni, tipica dei crediti di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta non riguarda un credito di lavoro, ma un risarcimento del danno per inadempimento contrattuale. Di conseguenza, si applica la prescrizione risarcimento danni ordinaria di dieci anni, che decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Prescrizione crediti di lavoro: la Cassazione decide
Una lavoratrice si oppone all'esclusione di parte dei suoi crediti dallo stato passivo di un'azienda in amministrazione straordinaria. Il Tribunale aveva dichiarato la prescrizione dei crediti più vecchi, ritenendo il rapporto di lavoro stabile. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che a seguito delle riforme del 2012 e 2015, la stabilità del posto non è più tale da giustificare la decorrenza della prescrizione crediti di lavoro in costanza di rapporto. Pertanto, il termine di cinque anni inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto stesso.
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Collegamento societario: prova insufficiente, ricorso out
Un lavoratore edile ha perso in Cassazione il ricorso per il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro con due imprese. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete sul collegamento societario e sulla continuità della prestazione, la domanda va respinta. L'appello è inammissibile se chiede solo una nuova valutazione dei fatti già esaminati nei gradi di merito.
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Prescrizione imposta di registro: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della prescrizione dell'imposta di registro. A seguito di un avviso di liquidazione divenuto definitivo, il Fisco ha dieci anni per riscuotere l'imposta. Tuttavia, per le sanzioni e gli interessi collegati, il termine di prescrizione è più breve, pari a cinque anni. La sentenza analizza un caso in cui, a causa di questa distinzione, i contribuenti sono stati tenuti a pagare l'imposta ma non le sanzioni e parte degli interessi, ormai prescritti.
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Notifica atti fiscali: le regole della Cassazione
Una contribuente contesta la validità della notifica di diverse cartelle di pagamento per tasse automobilistiche, sostenendo vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo le regole per una corretta notifica degli atti fiscali. La Corte ha stabilito che le censure generiche e non adeguatamente documentate sono inammissibili e ha confermato che la notifica a un familiare, seguita da raccomandata informativa, è pienamente valida. Inoltre, ha precisato che un intervento in una procedura esecutiva non equivale a un'iscrizione di ipoteca.
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Interruzione prescrizione: vale una richiesta generica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13672/2024, ha stabilito che per l'interruzione prescrizione di un credito è sufficiente una richiesta di pagamento, anche se generica nei dettagli, purché manifesti in modo inequivocabile la volontà del creditore di far valere il proprio diritto. Il caso riguardava provvigioni non pagate a un produttore assicurativo. La Corte ha rigettato il ricorso della debitrice, che contestava l'efficacia di una lettera di messa in mora ritenuta troppo vaga, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Prescrizione tributi locali: 5 anni sono sufficienti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione tributi locali come la Tarsu è quinquennale. Un condominio si è opposto a una intimazione di pagamento per una cartella del 2005. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che il termine breve di 5 anni si applica ai tributi da pagare periodicamente e non si converte in decennale solo perché la cartella è divenuta definitiva, annullando così il debito.
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Prescrizione indennità incentivante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dell'indennità incentivante all'esodo segue il termine quinquennale previsto per le indennità di fine rapporto, come il TFR. Il caso riguardava gli eredi di un dirigente che chiedevano un ricalcolo dell'incentivo. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'incentivo è collegato alla cessazione del rapporto di lavoro e non a un nuovo accordo, facendo scattare la prescrizione breve.
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Prescrizione incentivo all’esodo: da quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto a contestare il calcolo di un incentivo all'esodo, se pagato in più rate, decorre dalla data di versamento dell'ultima rata. In questo caso, alcuni ex dipendenti pubblici avevano contestato l'esclusione della tredicesima mensilità dal calcolo del loro incentivo. La Corte ha chiarito che solo al momento del pagamento finale il lavoratore ha la piena possibilità di verificare la correttezza dell'importo totale e, quindi, di agire in giudizio. La decisione sottolinea che il termine per la prescrizione incentivo all'esodo non parte necessariamente dalla cessazione del rapporto di lavoro, ma dal momento in cui il diritto può essere concretamente esercitato.
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Retribuzione feriale: incluse le indennità variabili
Una società di trasporti ferroviari ha negato a un macchinista l'inclusione di indennità variabili nella retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le voci retributive collegate alla mansione per non creare un deterrente economico al godimento delle ferie, in linea con il diritto dell'Unione Europea. Ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19992/2024, ha stabilito che le indennità accessorie, come quella di assenza dalla residenza e di utilizzazione professionale, devono essere incluse nella retribuzione feriale. La decisione si fonda sul principio del diritto europeo secondo cui la retribuzione durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per non scoraggiare il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda di trasporti è stato respinto, confermando le sentenze dei gradi precedenti a favore dei lavoratori.
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Notifica cartella pagamento: la prova in giudizio
Una società ha contestato una richiesta di pagamento sostenendo che la cartella esattoriale originaria non fosse stata notificata correttamente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per una valida notifica della cartella di pagamento ai sensi dell'art. 140 c.p.c., l'agente della riscossione deve obbligatoriamente produrre in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD). In assenza di tale prova, la notifica è da considerarsi non perfezionata, con conseguente possibile prescrizione del credito tributario.
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Chiamata in causa ente impositore: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per mancata notifica degli atti presupposti. L'agente della riscossione ha chiesto la chiamata in causa ente impositore per la prova, ma il giudice di primo grado ha negato. La commissione regionale ha rinviato la causa al primo grado, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice d'appello doveva decidere nel merito, poiché non si tratta di litisconsorzio necessario.
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Conguagli regolatori: la Cassazione rinvia la decisione
Una società di gestione del servizio idrico ha richiesto a diversi utenti dei conguagli regolatori per consumi risalenti al periodo 2005-2011. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione agli utenti, annullando le richieste per irretroattività e prescrizione. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la giurisdizione del giudice amministrativo e la legittimità dei conguagli. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio e rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo che definirà la questione della giurisdizione.
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Conguaglio partite pregresse: legittimità e termini
Una società utente ha contestato la richiesta di un gestore del servizio idrico relativa a un conguaglio per partite pregresse risalenti a diversi anni prima. I tribunali di merito hanno dato ragione all'utente, annullando le fatture per violazione del principio di irretroattività e per intervenuta prescrizione. La società di gestione ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la legittimità delle pretese in quanto derivanti da atti amministrativi autoritativi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare complessità, e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo.
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Prescrizione cartelle: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22689/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente, chiarendo importanti principi sulla prescrizione delle cartelle esattoriali non impugnate. La Corte ha stabilito che la mancata opposizione non converte automaticamente il termine di prescrizione in quello ordinario decennale. Al contrario, si applica il termine specifico previsto per ciascun tributo (es. triennale per il bollo auto, decennale per i tributi erariali), che decorre nuovamente dalla data di notifica della cartella. L'ordinanza ha inoltre confermato la validità della costituzione in giudizio dell'Agente della riscossione tramite avvocati del libero foro.
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Processo tributario: i limiti ai motivi aggiunti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22642/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando la rigidità delle regole procedurali nel processo tributario. La Corte ha stabilito che la contestazione di documenti prodotti dalle agenzie fiscali, se introduce nuovi temi di indagine, deve avvenire tempestivamente tramite la presentazione di motivi aggiunti e non con una memoria difensiva tardiva. Qualsiasi nuova eccezione o argomentazione che ampli l'oggetto del contendere è considerata inammissibile se proposta fuori dai termini e dagli strumenti previsti dalla legge.
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Prescrizione compenso custode: 10 anni, non 5
Una società di servizi, creditrice per la custodia di veicoli sottoposti a sequestro amministrativo, si è vista opporre la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22462/2024, ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo che la prescrizione del compenso del custode è decennale. Il diritto al pagamento, infatti, sorge solo quando il provvedimento di confisca diventa definitivo o il veicolo viene restituito, e non si tratta di un credito periodico. Pertanto, il termine di prescrizione non può essere quello breve di cinque anni.
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Notifica cartelle esattoriali: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'ipoteca legale sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali sottostanti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità della notifica cartelle esattoriali effettuata a familiari conviventi e ribadendo che per i principali tributi erariali, come IRPEF e IVA, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni, non quella breve di cinque.
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