LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2947 Codice Civile

Pagina 10 di 17

324 provvedimenti

Prescrizione danno pubblico impiego: 10 anni, non 5
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione per il danno da pubblico impiego, derivante dall'illegittima reiterazione di contratti a termine, è decennale e non quinquennale. La Corte ha qualificato la responsabilità della Pubblica Amministrazione come contrattuale, poiché il danno non nasce dalla mancata assunzione ma dalla prestazione lavorativa resa in condizioni di precarietà, in violazione di norme imperative. L'ente pubblico ricorrente sosteneva la natura precontrattuale o extracontrattuale della responsabilità, con conseguente prescrizione breve di cinque anni, ma il suo ricorso è stato rigettato, confermando la tutela più ampia per il lavoratore.
Continua »
Responsabilità del custode: incendio e causa ignota
Una compagnia assicurativa, dopo aver risarcito un condominio per i danni di un incendio, ha agito contro il proprietario di un'auto parcheggiata nel box da cui si sono propagate le fiamme. La Corte d'Appello ha negato il risarcimento per l'incertezza sulla causa scatenante. La Corte di Cassazione, riconoscendo la rilevanza della questione sulla prova del nesso causale e sulla responsabilità del custode in caso di origine ignota del sinistro, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
Continua »
Subentro società di progetto: la Cassazione decide
Una società, cessionaria di un ramo d'azienda di un membro di un'A.T.I. aggiudicataria di una concessione in project financing, si è vista negare il subentro nel contratto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la normativa successiva, che prevede una sostituzione totale dell'A.T.I. con la società di progetto, ha natura innovativa e non retroattiva. Pertanto, per le gare bandite prima della sua entrata in vigore, il subentro società di progetto non comporta una novazione, ma un acquisto a titolo derivato, mantenendo l'A.T.I. come titolare originario del rapporto.
Continua »
Limiti della giurisdizione: Cassazione e Consiglio Stato
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione del Consiglio di Stato in materia di espropriazione. Il caso verteva su una richiesta di risarcimento per un'area espropriata decenni fa e utilizzata per scopi diversi da quelli originari. La Suprema Corte ha ribadito i severi limiti della giurisdizione, chiarendo che non può riesaminare il merito delle decisioni dei giudici amministrativi, neanche in caso di presunti errori nell'applicazione di norme come la prescrizione o il giudicato. Tali errori, infatti, non costituiscono un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientrano nell'attività interpretativa propria del giudice speciale, e non sono quindi sindacabili in sede di legittimità.
Continua »
Risarcimento danno permanente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce i termini di prescrizione per il risarcimento danno permanente a un immobile. In un caso di infiltrazioni, ha stabilito che la richiesta di risarcimento economico si prescrive 'giorno per giorno' per i danni via via prodotti, a differenza della richiesta di eliminazione della causa del danno. Inoltre, ha ribadito che il giudice non può concedere un risarcimento per un tipo di danno (danno alla coltivazione) mai richiesto dalla parte attrice, cassando la sentenza precedente per violazione del principio del 'chiesto e pronunciato'.
Continua »
Interruzione prescrizione e parte civile: la guida
Un gruppo di risparmiatori ha citato in giudizio l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari per i danni subiti a causa del fallimento di una società di intermediazione. L'autorità sosteneva che il diritto al risarcimento fosse prescritto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21049/2024, ha stabilito che la costituzione di parte civile degli investitori in un precedente processo penale ha prodotto un'interruzione prescrizione con effetto permanente, valido per tutta la durata del procedimento penale. Tale effetto si estende anche all'autorità di vigilanza, in qualità di coobbligata solidale, annullando di fatto la prescrizione.
Continua »
Risarcimento danno ambientale: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare in liquidazione ha ricorso in Cassazione contro la condanna al risarcimento del danno ambientale per la costruzione di un vasto complesso edilizio su un'area demaniale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20818/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo principi cruciali sul risarcimento danno ambientale. Anche se l'amministrazione rinuncia alla richiesta di ripristino dei luoghi, la quantificazione del danno deve seguire le specifiche norme del Codice dell'Ambiente, che privilegiano le misure di riparazione (primaria, complementare, compensativa) rispetto al mero risarcimento monetario. I costi del ripristino, pertanto, rimangono un parametro fondamentale per la liquidazione del danno, data la natura indisponibile del bene giuridico protetto.
Continua »
Ricorso incidentale tardivo: inefficace se principale out
La Corte di Cassazione chiarisce la sorte del ricorso incidentale tardivo in caso di inammissibilità del ricorso principale. In una complessa disputa ereditaria, il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, come la commistione di motivi e la mancata critica alla ratio decidendi della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorso incidentale, proposto oltre i termini ordinari di impugnazione, è stato dichiarato inefficace, confermando il principio secondo cui la sua validità è strettamente legata a quella del ricorso principale.
Continua »
Risarcimento danni prescrizione: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso relativo a una richiesta di risarcimento danni da fatto illecito, il cui reato era stato dichiarato estinto. I motivi dell'impugnazione, incentrati sul tema del risarcimento danni prescrizione e sulla valutazione delle prove, sono stati giudicati inammissibili. La Corte ha ribadito che non è possibile introdurre questioni nuove in sede di legittimità né richiedere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dai giudici di merito.
Continua »
Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18738/2024, interviene sulla questione della prescrizione dei crediti retributivi per i dipendenti pubblici a tempo determinato. Riformando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che si applica la prescrizione quinquennale, e non decennale. Crucialmente, la Corte ha affermato che il termine di prescrizione decorre anche in corso di rapporto, rigettando la tesi secondo cui il timore del mancato rinnovo del contratto potesse sospenderne la decorrenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Risarcimento danno debito di valore: la Cassazione
Una società, danneggiata da un'esondazione nel 1992, ha ottenuto una condanna al risarcimento del danno da parte di un Ministero. La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso della società che lamentava la mancata rivalutazione e l'assenza di interessi dalla data del fatto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che quando il risarcimento danno debito di valore viene liquidato "all'attualità", tale importo già comprende la rivalutazione. Gli interessi compensativi, inoltre, non sono automatici ma devono essere provati dal danneggiato. Infine, l'omessa pronuncia sulle spese di consulenza doveva essere contestata con un rimedio specifico e non con il ricorso per cassazione.
Continua »
Prescrizione danno direttive: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18408/2024, ha stabilito che la prescrizione del danno da tardiva attuazione di direttive comunitarie è di cinque anni a partire dal 1° gennaio 2012, data di entrata in vigore della L. 183/11. Questa nuova norma si applica anche ai diritti sorti in precedenza ma non ancora prescritti. Nel caso di specie, un medico che aveva interrotto la prescrizione decennale nel 2008, si è visto applicare il nuovo termine quinquennale a decorrere dal 2012, con la conseguenza che il suo diritto si è estinto il 1° gennaio 2017, prima dell'instaurazione del giudizio.
Continua »
Prescrizione parte civile: Cassazione su questioni nuove
In una vicenda giudiziaria pluridecennale, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'azione di restituzione per somme sottratte da un conto cointestato. La questione centrale ha riguardato l'effetto interruttivo della prescrizione parte civile nel procedimento penale. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha introdotto per la prima volta in sede di legittimità una 'questione nuova', ovvero la mancata notifica dell'atto di costituzione, argomento mai sollevato nei precedenti gradi di giudizio.
Continua »
Prescrizione risarcimento reato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per il calcolo della prescrizione risarcimento reato. In un caso di lesioni, ha stabilito che il giudice civile deve qualificare autonomamente il reato per determinare il termine di prescrizione, senza essere vincolato dalle valutazioni del giudice penale. Si applica il termine di prescrizione in vigore al momento del fatto, non eventuali norme successive più favorevoli. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando che l'azione di risarcimento non era prescritta.
Continua »
Prescrizione danno alluvione: quando inizia a decorrere
La Cassazione ha stabilito che la prescrizione del danno da alluvione inizia a decorrere non dalla fine del processo penale, ma dal momento in cui i danneggiati hanno avuto conoscenza della possibile responsabilità di terzi, come il rinvio a giudizio di un tecnico del Ministero. Nel caso specifico, il termine decennale è stato calcolato dalla data dell'atto di rinvio a giudizio, rendendo la richiesta di risarcimento tardiva.
Continua »
Decorrenza prescrizione risarcimento: guida al dies a quo
Una società agricola ha citato in giudizio un Ministero per i danni subiti a seguito di un'esondazione fluviale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto al risarcimento era prescritto. Il punto chiave della decisione riguarda la decorrenza prescrizione risarcimento, che secondo i giudici inizia non dalla sentenza penale definitiva, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto la possibilità di conoscere la responsabilità altrui, in questo caso coincidente con il rinvio a giudizio del funzionario pubblico responsabile.
Continua »
Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15418/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione del risarcimento danni. Nel caso di un'alluvione del 1992, i danneggiati hanno agito contro il Ministero competente solo nel 2017. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decennale non decorre dalla fine del processo penale, ma dal momento del rinvio a giudizio del funzionario ritenuto responsabile (avvenuto nel 2000). Tale atto è stato considerato sufficiente a rendere i danneggiati consapevoli della possibile causa del loro danno, facendo così scattare l'orologio della prescrizione.
Continua »
Prescrizione risarcimento danni: quando inizia?
Una società, danneggiata da un'alluvione nel 1992, ha citato in giudizio un Ministero per ottenere un risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il termine di dieci anni per la prescrizione del risarcimento danni è iniziato a decorrere non dalla conclusione del processo penale, ma dal momento del rinvio a giudizio del tecnico responsabile (avvenuto nel 2000). Secondo la Corte, tale atto era sufficiente a rendere conoscibile alla vittima il nesso di causalità tra l'evento e le carenze delle opere idrauliche, permettendole così di esercitare il proprio diritto.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: le regole spiegate
Un medico specializzando ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere un'indennità risarcitoria dovuta alla tardiva attuazione di direttive comunitarie. Sebbene i tribunali di merito gli avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione. La Corte ha stabilito che la richiesta era soggetta al nuovo termine di prescrizione di cinque anni introdotto dalla Legge n. 183 del 2011, e non a quello precedente di dieci anni. Applicando le norme transitorie, la Corte ha calcolato che il diritto del medico si era estinto prima dell'inizio della causa, respingendo quindi la sua domanda. Questo caso chiarisce l'applicazione della nuova disciplina sulla prescrizione per medici specializzandi.
Continua »
Azione di responsabilità curatore: la Cassazione chiarisce
Una società fallita, tramite il suo curatore, ha intentato un'azione di responsabilità contro ex amministratori e sindaci. I tribunali di merito l'hanno rigettata, qualificandola come sola azione sociale e quindi prescritta. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'azione di responsabilità del curatore, ex art. 146 l. fall., cumula in sé sia l'azione sociale sia quella dei creditori. In assenza di una specificazione, si presume che il curatore le eserciti entrambe, con diverse decorrenze per la prescrizione, imponendo una nuova valutazione del caso.
Continua »