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Art. 2947 Codice Civile

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324 provvedimenti

Prescrizione risarcimento danni: quando si perde il diritto
Un cittadino ha citato in giudizio un istituto di credito per un'errata comunicazione alla Guardia di Finanza, che ha innescato un'indagine per evasione fiscale. La richiesta di risarcimento danni è stata respinta in tutti i gradi di giudizio perché tardiva. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo maturata la prescrizione del risarcimento danni e sottolineando l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso, che ha reso inammissibili le altre censure.
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Errore di fatto: quando non basta per la revocazione
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso per revocazione, stabilendo che un presunto errore di fatto, consistente nella mancata percezione di una delle parti ricorrenti, non è sufficiente a invalidare la decisione se non risulta decisivo. Nel caso specifico, la Corte ha chiarito che l'errore non era decisivo poiché l'esito del giudizio non sarebbe cambiato, essendo state esaminate e respinte tutte le questioni giuridiche sollevate da entrambe le parti. La revocazione è un rimedio eccezionale per sviste documentali oggettive, non per correggere valutazioni giuridiche.
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Abuso di posizione dominante: la prova del danno
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso di posizione dominante a carico di una grande compagnia telefonica. La società aveva ostacolato un operatore concorrente attraverso procedure di attivazione dei servizi all'ingrosso volutamente più complesse e onerose rispetto a quelle riservate alle proprie divisioni interne. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene il danno non sia automatico, la prova del nesso causale tra la condotta discriminatoria e il pregiudizio economico (come la perdita di clienti) può essere fornita anche tramite presunzioni, basandosi sulla maggiore difficoltà di accesso al mercato imposta al concorrente.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un collezionista chiede la revocazione di una sentenza d'appello per un presunto errore di fatto revocatorio. La Corte dichiara la domanda inammissibile, chiarendo che una errata valutazione delle prove costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può essere motivo di revocazione.
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Notifica nulla cartella: valida se raggiunge lo scopo
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale lamentando, tra l'altro, una notifica nulla perché eseguita da un operatore postale privato non abilitato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica, sebbene viziata, non è inesistente. Poiché la contribuente ha ricevuto l'atto e ha proposto ricorso, la notifica ha raggiunto il suo scopo e il vizio è stato sanato. La Corte ha inoltre ribadito che per crediti come IRPEF e IVA si applica la prescrizione decennale e non quella quinquennale.
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Giudicato arbitrale: intangibile anche da annullamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lodo arbitrale, una volta divenuto definitivo e inoppugnabile (giudicato arbitrale), non può essere invalidato da un successivo provvedimento di annullamento in autotutela della gara d'appalto originaria emesso dalla Pubblica Amministrazione. Il principio della stabilità del giudicato prevale, garantendo la certezza del diritto. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'ente pubblico su questo punto, cassando la sentenza d'appello solo per un aspetto procedurale relativo a una domanda di risarcimento danni secondaria.
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Responsabilità intermediario: la Cassazione conferma
L'ordinanza analizza la responsabilità dell'intermediario finanziario per gli illeciti del promotore. La Cassazione ha respinto il ricorso di una società di intermediazione, confermando la sua condanna al risarcimento danni a favore di alcuni risparmiatori. La Corte ha stabilito che la responsabilità è di natura contrattuale, con prescrizione decennale, e sussiste anche se il cliente rifiuta di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria, non esonerando il promotore dai suoi doveri informativi.
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Responsabilità intermediario: Cassazione su investimenti
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito per aver violato i propri obblighi informativi nella vendita di prodotti finanziari derivati a un cliente. La sentenza chiarisce che la responsabilità dell'intermediario finanziario è di natura contrattuale, con prescrizione decennale, e non precontrattuale. Viene sottolineato che una semplice avvertenza scritta sull'inadeguatezza dell'investimento non è sufficiente a esonerare la banca dalla sua responsabilità, che deve invece fornire informazioni specifiche e concrete per tutelare l'investitore. Il ricorso della banca è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1978 e il 1986. La Corte ha confermato la prescrizione del risarcimento, stabilendo che il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, da quel momento l'inadempimento dello Stato era chiaro e definito, rendendo il diritto azionabile e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive comunitarie sul compenso per la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando il diritto prescritto. Al centro della decisione vi è la questione della prescrizione per i medici specializzandi, con la Corte che ha ribadito il suo orientamento consolidato: il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha reso il diritto pienamente esigibile.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4819/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi frequentati tra il 1980 e il 1993. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Qualsiasi incertezza legale successiva non ha impedito il decorso del termine decennale.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata corresponsione di un compenso durante la specializzazione tra il 1982 e il 1994. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla retribuzione durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali inferiori, stabilendo che il diritto al risarcimento era estinto. La Corte ha affermato che il termine di prescrizione decennale per la prescrizione del risarcimento dei medici è iniziato il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999.
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Cessione bonaria: quando è valida? La Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha perso la causa contro un Comune per il risarcimento danni da mancata retrocessione di terreni. La Cassazione ha stabilito che i trasferimenti, pur finalizzati a evitare un esproprio, erano semplici compravendite e non una cessione bonaria, non essendoci una procedura espropriativa in corso. Di conseguenza, nessun diritto alla restituzione dei beni poteva sorgere.
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Mutuo Solutorio: valido anche senza soldi in mano
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito la piena validità del cosiddetto 'mutuo solutorio', ovvero il finanziamento concesso da una banca e contestualmente utilizzato per estinguere debiti preesistenti del cliente verso la stessa banca. La controversia nasceva dal dubbio se l'operazione, spesso una mera partita di giro contabile, costituisse una reale consegna di denaro ('traditio') al mutuatario. Le Sezioni Unite hanno chiarito che l'accredito della somma sul conto corrente del cliente è sufficiente a integrare la 'disponibilità giuridica' del denaro, perfezionando così il contratto di mutuo. Di conseguenza, tale contratto è valido, efficace e costituisce un titolo esecutivo idoneo ad avviare azioni forzate in caso di inadempimento.
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Risarcimento danni tenuità fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello che, pur dichiarando inammissibile l'appello della parte civile, aveva condannato l'imputato al risarcimento del danno. L'imputato era stato prosciolto in primo grado per particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha ravvisato una palese contraddizione, rinviando al giudice civile per una nuova valutazione sulla domanda di risarcimento danni tenuità del fatto, che deve essere autonomamente motivata.
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Trasferimento d’azienda: obblighi del nuovo titolare
Un lavoratore ha citato in giudizio il padre, suo ex datore di lavoro, e il fratello, a cui era stata ceduta l'attività, per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna solidale di entrambi. L'ordinanza chiarisce che nel trasferimento d'azienda il nuovo titolare risponde dei debiti pregressi. Inoltre, ha stabilito che la prescrizione dei crediti da lavoro non decorre se il rapporto è stato mascherato da contratti a termine fittizi, considerandolo come un unico rapporto continuativo fino alla sua effettiva cessazione.
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Interruzione prescrizione: quando non è permanente
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interruzione della prescrizione ha solo effetto istantaneo, e non permanente, se il processo si conclude con una pronuncia di incompetenza e il successivo giudizio non viene tempestivamente riassunto, estinguendosi. In un caso riguardante la richiesta di compenso di un professionista contro un Comune, il suo diritto è stato dichiarato prescritto perché l'azione per arricchimento senza causa è stata intentata oltre il termine decennale, non potendo beneficiare della sospensione per la durata del precedente, lungo e infruttuoso, contenzioso.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre?
Un cittadino chiedeva il risarcimento dei danni al Ministero e a due militari per una multa ritenuta ingiusta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito sulla base della prescrizione del diritto. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione risarcimento danni: il termine per agire inizia a decorrere dal momento in cui si verifica il fatto illecito (la contestazione della violazione), e non da quando si concludono eventuali procedimenti amministrativi o penali correlati. Il ricorso è stato respinto anche per l'inammissibilità degli altri motivi.
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Prescrizione risarcimento reato: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16132/2025, affronta il tema della prescrizione del risarcimento del danno derivante da reato. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento da parte dei familiari di una vittima di un'alluvione. La Corte ha stabilito che, se il danneggiato non si costituisce parte civile nel processo penale, il termine di prescrizione per l'azione civile decorre dalla data del fatto illecito e non dalla data in cui la sentenza penale diventa irrevocabile. Di conseguenza, l'azione dei danneggiati è stata dichiarata prescritta.
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