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Art. 2947 Codice Civile

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324 provvedimenti

Prescrizione medici specializzandi: decorrenza e atti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14166/2024, ha rigettato il ricorso di un medico specializzando, confermando la prescrizione del suo diritto a un'adeguata remunerazione. Il caso verteva sulla decorrenza del termine decennale, fissato al 27 ottobre 1999, e sull'inefficacia di un atto interruttivo pervenuto al destinatario dopo la scadenza del termine. La Corte ha ribadito che, per interrompere la prescrizione, rileva il momento in cui l'atto giunge a conoscenza del destinatario, non quello della spedizione.
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Somministrazione illegittima: danno e prescrizione
Un ente pubblico ha utilizzato una serie di contratti di somministrazione a termine (somministrazione illegittima) per impiegare lavoratrici per anni sulle stesse mansioni. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale pratica, riconoscendo il diritto delle lavoratrici a un risarcimento forfettario ("danno comunitario") senza necessità di provare un danno specifico. Tuttavia, ha chiarito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi (come i premi di produzione) decorre in costanza di rapporto e non dalla sua cessazione, accogliendo parzialmente su questo punto il ricorso dell'ente e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Rinuncia al ricorso e spese: la Cassazione decide
Due cittadini rinunciano al ricorso in Cassazione contro un Ministero per un risarcimento danni. A causa della mancata accettazione della rinuncia da parte del Ministero, la Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e ha condannato i cittadini a pagare le spese legali, chiarendo le conseguenze della rinuncia al ricorso.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Un imprenditore ha citato in giudizio un Ministero per i danni subiti a causa di un'alluvione del 1992. Dopo due sentenze sfavorevoli che hanno dichiarato il suo diritto prescritto, l'imprenditore ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, ma ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese legali, poiché la controparte non aveva formalmente accettato la rinuncia.
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Affidamento legittimo e TFR: Cassazione n. 13244/2024
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13244/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR per i dipendenti pubblici con contratti a termine. Il caso riguarda una lavoratrice che non aveva richiesto il TFR alla scadenza di ogni contratto, fidandosi di una circolare dell'ente previdenziale che ne posticipava l'esigibilità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto, affermando che il giudice deve valutare l'affidamento legittimo generato dalla condotta dell'ente stesso, che non può poi contraddirsi eccependo la prescrizione.
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Prescrizione diffamazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13052/2024, ha rigettato il ricorso di un avvocato condannato per diffamazione ai danni di un magistrato. Il caso verteva su accuse di frequentazioni con malavitosi. La Suprema Corte ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione diffamazione: quando il fatto illecito è anche reato, il termine di prescrizione per l'azione civile di risarcimento non decorre dalla data del fatto, ma dalla data in cui la sentenza penale di assoluzione (che non preclude l'azione civile) è diventata irrevocabile.
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Prescrizione provvigioni agente: quando è decennale?
Un agente ha citato in giudizio la sua compagnia preponente per il mancato pagamento di provvigioni indirette e dell'indennità di risoluzione. Le corti di merito avevano respinto le richieste applicando la prescrizione breve di cinque anni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che sia la richiesta di risarcimento per la violazione del patto di esclusiva, sia il credito per l'indennità di risoluzione, sono soggette alla prescrizione ordinaria di dieci anni. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione delle provvigioni dell'agente in caso di inadempimento contrattuale del preponente.
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Prescrizione risarcimento danni: il dies a quo
Una cittadina ha citato in giudizio un Ministero per i danni subiti a seguito di un'alluvione avvenuta nel 1992. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando che la prescrizione risarcimento danni di dieci anni non decorre dalla sentenza penale definitiva, ma dal momento in cui la vittima, con ordinaria diligenza, avrebbe potuto conoscere la potenziale responsabilità di terzi, identificato in questo caso con il rinvio a giudizio di un funzionario pubblico nel 2000.
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Occupazione senza titolo: la P.A. può agire via ruolo
Una cittadina si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per l'occupazione senza titolo di un'area demaniale. La Corte d'Appello le dava ragione, ritenendo necessario un preventivo titolo esecutivo giudiziale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la normativa speciale (L. 311/2004) consente all'Amministrazione di determinare e riscuotere l'indennità direttamente tramite iscrizione a ruolo, dopo due richieste di pagamento, senza bisogno di una precedente sentenza.
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Risarcimento occupazione illegittima: la data del valore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26742/2025, chiarisce i criteri per il calcolo del risarcimento occupazione illegittima di un terreno da parte della Pubblica Amministrazione. La sentenza ribadisce che, in assenza di un decreto di esproprio, l'occupazione costituisce un illecito permanente. Il diritto al risarcimento per la perdita della proprietà sorge con la domanda giudiziale del privato, che equivale a una rinuncia al bene. Di conseguenza, il valore dell'immobile deve essere determinato con riferimento a tale data e non a quella della trasformazione del fondo. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, confermando la correttezza della decisione d'appello.
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Giudicato penale: limiti in un’azione di responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per responsabilità civile di alcuni amministratori di una società fallita per non aver recuperato crediti essenziali. La Corte stabilisce che un'assoluzione in un processo penale per fatti simili non blocca l'azione civile, se questa è stata avviata prima. Viene ribadito il principio di autonomia tra giudizio civile e penale, sottolineando come il giudicato penale abbia un'efficacia limitata in tali circostanze.
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Prescrizione danno notaio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver rogato e trascritto un atto di compravendita 'a non domino' (da chi non è proprietario) si prescrive in cinque anni. Il termine di prescrizione decorre non dalla cancellazione della formalità, ma dal momento in cui l'atto viene trascritto nei registri immobiliari. La Corte ha chiarito che la trascrizione di un atto inefficace non costituisce un illecito permanente, ma un illecito istantaneo, i cui effetti pregiudizievoli si esauriscono con il compimento dell'atto stesso.
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Risarcimento danno vendita immobile: la truffa vince
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8344/2024, ha confermato la condanna di un venditore al risarcimento del danno per la vendita di un immobile. La Corte ha qualificato la condotta del venditore come truffa contrattuale, e non come semplice inadempimento, a causa di dichiarazioni false sulla planimetria catastale. Di conseguenza, il termine di prescrizione per l'azione di risarcimento non decorre dalla data del rogito, ma dal momento in cui l'acquirente ha scoperto l'illecito, ovvero molti anni dopo.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia a decorrere
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la prescrizione del diritto al risarcimento danni da fatto illecito decorre dal momento in cui il danneggiato ha, o avrebbe dovuto avere con ordinaria diligenza, conoscenza della riconducibilità causale del danno a un terzo. Nel caso di un'esondazione del 1992, la Corte ha identificato tale momento con il rinvio a giudizio di un funzionario pubblico nel 2000, e non con la successiva sentenza di condanna. Di conseguenza, l'azione risarcitoria, avviata nel 2015, è stata dichiarata prescritta.
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Rescissione per lesione: contratto annullato
La Corte di Cassazione conferma la rescissione per lesione di un contratto di cessione immobiliare. Una società aveva acquisito un bene a un prezzo inferiore alla metà del suo valore, approfittando dello stato di bisogno del venditore. La Corte ha respinto le difese dell'acquirente, chiarendo che lo stato di bisogno non richiede indigenza assoluta ma anche una semplice difficoltà economica che spinge ad accettare l'accordo svantaggioso. L'offerta di adeguamento del prezzo è stata ritenuta insufficiente.
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Responsabilità promotore finanziario: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'investitrice contro un promotore finanziario e due banche. L'ordinanza sottolinea l'impossibilità di contestare in sede di legittimità l'accertamento dei fatti operato dalla Corte d'Appello, in particolare riguardo al momento in cui l'investitrice ha avuto conoscenza del danno ai fini della prescrizione. La decisione conferma che la mancata prova del conferimento di un incarico al promotore e la corretta valutazione della decorrenza della prescrizione sono elementi decisivi che, se stabiliti nei gradi di merito, non possono essere riesaminati dalla Cassazione.
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Prescrizione e danno da reato: quando inizia a decorrere
Una persona, gravemente ferita in un'esplosione dovuta ad attività illecite, ha intentato una causa di risarcimento anni dopo. Il procedimento penale contro i responsabili si era concluso, in parte per il decesso di un imputato e in parte per prescrizione. I tribunali civili hanno respinto la richiesta, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che in casi di **prescrizione del danno da reato**, quando anche il procedimento penale si conclude per prescrizione, il termine di prescrizione più lungo applicabile all'azione civile decorre dalla data dell'evento dannoso, e non dalla data in cui la sentenza penale è diventata definitiva. Questo ha reso l'azione civile tardiva.
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Vendita immobile abusivo: risarcimento e prescrizione
Un acquirente, dopo aver scoperto l'abusività di un immobile e aver pagato per la sanatoria, chiede il rimborso agli eredi del venditore. La Cassazione chiarisce che la richiesta di risarcimento per la vendita di un immobile abusivo non è una sanzione e si trasmette agli eredi. Inoltre, la prescrizione del diritto decorre non dall'atto illecito, ma da quando il danno è conoscibile. Il debito ereditario si fraziona tra i coeredi e non dà luogo a litisconsorzio necessario.
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Prescrizione decennale per il dipendente infedele
Un ex dipendente bancario, responsabile di ammanchi, sosteneva che la richiesta di restituzione della banca fosse prescritta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione della prescrizione decennale dipendente (ordinaria) e non quella più breve legata al reato. La Corte ha stabilito che l'illecito del lavoratore costituisce una violazione degli obblighi contrattuali del rapporto di lavoro, giustificando così il termine di prescrizione più lungo. Inoltre, ha chiarito che l'esito del processo penale non vincola il giudice civile nella valutazione della responsabilità contrattuale.
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Risarcimento danni antitrust: la Cassazione decide
Una società acquirente di un autocarro ha citato in giudizio il produttore per ottenere il risarcimento danni antitrust derivante da un cartello sui prezzi. La società produttrice ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il termine di prescrizione per i danni da illecito concorrenziale segreto (c.d. danno lungolatente) decorre non dal momento della cessazione della condotta illecita, ma da quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, conoscenza dell'illecito, del danno e dell'identità del responsabile. Tale momento è stato individuato nella data della decisione della Commissione Europea che ha accertato il cartello. La Corte ha inoltre chiarito il valore probatorio degli atti del procedimento europeo nel giudizio civile.
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