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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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128 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione tassa automobilistica: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18006/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione tassa automobilistica. Il caso riguardava un contribuente che aveva ricevuto un'ingiunzione di pagamento per il bollo auto del 2012, notificata nel 2018, a seguito di un avviso di accertamento del 2015. La Corte ha chiarito che, una volta interrotto il termine di prescrizione dall'avviso di accertamento, il nuovo periodo triennale per la riscossione non si estende fino al 31 dicembre del terzo anno, ma decorre immediatamente dal momento in cui l'accertamento diventa definitivo (cioè 60 giorni dopo la notifica). Di conseguenza, l'azione di riscossione dell'ente impositore è stata ritenuta prescritta e il suo ricorso è stato rigettato.
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Decadenza accertamento IMU: quando è nullo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14519/2024, ha annullato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2013 notificato nel 2019. La Corte ha stabilito che la notifica è avvenuta oltre il termine di decadenza accertamento IMU, fissato al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello del dovuto versamento. Poiché il pagamento era dovuto nel 2013, il termine ultimo per la notifica era il 31 dicembre 2018, rendendo l'atto successivo nullo.
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Prescrizione Tassa Auto: quando scatta il termine
Una società contesta un'ingiunzione di pagamento per la tassa auto del 2011, ritenendola notificata oltre il termine di prescrizione. La Cassazione, con la sentenza n. 14312/2024, ha stabilito che la prescrizione tassa auto decorre da quando l'accertamento diventa definitivo, rigettando il ricorso della Regione e confermando l'annullamento della pretesa tributaria perché tardiva.
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Prescrizione bollo auto: quando inizia a decorrere?
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale per un bollo auto non pagato, eccependo l'intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un punto fondamentale sulla prescrizione bollo auto: dopo la notifica di un avviso di accertamento, il nuovo termine di prescrizione triennale non decorre dalla data di notifica, ma dal momento in cui l'accertamento stesso diventa definitivo, ovvero 60 giorni dopo. Di conseguenza, l'azione di riscossione dell'ente è stata ritenuta tempestiva.
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Prescrizione bollo auto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13516/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione del bollo auto. Il caso riguardava un automobilista che aveva impugnato una cartella esattoriale ritenendola notificata oltre i termini. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di prescrizione triennale non decorre dalla data di notifica dell'avviso di accertamento, bensì dalla scadenza del sessantesimo giorno successivo. Questo periodo di 60 giorni, concesso al contribuente per impugnare l'atto, rende il credito non ancora definitivo. Solo alla sua scadenza, il diritto dell'ente può essere esercitato e, di conseguenza, può iniziare a decorrere la prescrizione.
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Legittimazione processuale: il ruolo dell’Agente
Un contribuente ha impugnato il diniego di autotutela per debiti prescritti, citando in giudizio sia l'Agenzia delle Entrate che l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha stabilito la carenza di legittimazione processuale dell'Agente della Riscossione, poiché la contestazione riguardava l'esistenza stessa del credito tributario, materia di competenza esclusiva dell'ente impositore. Di conseguenza, il ricorso del contribuente nei confronti dell'agente è stato rigettato.
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Decadenza TARSU: quando scatta il termine per l’ente
Una congregazione religiosa ha contestato un avviso di accertamento per TARSU non versata relativa agli anni 2011 e 2012. Il punto centrale del caso era la decadenza TARSU, ovvero se il termine di prescrizione quinquennale per l'ente impositore fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento per l'anno 2011 era prescritto, poiché il termine era scaduto il 31 dicembre 2016, mentre l'avviso era stato notificato il 31 dicembre 2017. Al contrario, l'accertamento per il 2012 è stato ritenuto valido. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza decorre dall'anno d'imposta corrente e non da quello successivo.
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Prescrizione contributi consortili: 5 o 10 anni?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29393/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. Questi contributi, essendo considerati prestazioni periodiche, ricadono nell'ambito dell'art. 2948, n. 4, c.c. La Corte ha inoltre chiarito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di approvazione del piano di riparto delle spese, e non dalla data stessa di approvazione. La sentenza ha rigettato il ricorso di un consorzio di bonifica, confermando la decisione della corte d'appello che aveva dichiarato prescritti i crediti per le annualità più risalenti.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione chiarisce la prescrizione dei contributi consortili di bonifica. Con la sentenza n. 29391/2025, i giudici hanno stabilito che tali tributi, avendo natura periodica, si prescrivono in cinque anni e non nel termine ordinario di dieci. Il termine di decorrenza è fissato al 1° gennaio dell'anno successivo a quello di competenza del contributo. Nel caso specifico, la richiesta di pagamento per l'anno 1999, notificata a fine 2005, è stata annullata perché il diritto era già estinto.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29392/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. Il caso riguardava la richiesta di pagamento di contributi per gli anni 2006, 2007 e 2008. La Corte ha qualificato tali contributi come prestazioni periodiche, soggette quindi al termine breve previsto dall'art. 2948, n. 4, c.c. È stato inoltre chiarito che una legge regionale che sospende la riscossione non sospende anche il decorso della prescrizione.
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Tremonti ambiente: no tax break per la vendita di energia
Una società che produceva energia tramite un impianto fotovoltaico ha richiesto un rimborso fiscale basato sull'agevolazione "Tremonti ambiente". La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che il beneficio Tremonti ambiente spetta solo alle imprese che investono per ridurre l'impatto ambientale delle proprie attività produttive, non a quelle il cui unico scopo è produrre e vendere energia rinnovabile. Concedere l'agevolazione in quest'ultimo caso costituirebbe un aiuto di Stato illegittimo.
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Esenzione ICI fabbricati rurali: la Cassazione decide
Una società cooperativa ha contestato un avviso di accertamento ICI, sostenendo il proprio diritto all'esenzione per un immobile strumentale all'attività agricola. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'esenzione ICI fabbricati rurali è decisiva la classificazione catastale (categorie A/6 o D/10). Il principio, chiarisce la Corte, si applica anche alle società cooperative, superando un precedente orientamento restrittivo.
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Prescrizione rimborso tributario: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha richiesto il rimborso di un'imposta di registro dopo che una sentenza della Corte Costituzionale ha reso applicabile un regime fiscale più favorevole. Le corti di merito avevano accolto la richiesta, facendo decorrere la prescrizione dalla data della sentenza costituzionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione del rimborso tributario decorre sempre dalla data del pagamento. La norma incostituzionale rappresenta un mero ostacolo di fatto e non un impedimento giuridico capace di sospendere i termini. Pertanto, il diritto al rimborso si era già estinto per prescrizione.
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Rimborso costi fideiussione: quando scatta il termine?
Una società ha richiesto il rimborso dei costi di una fideiussione prestata per la compensazione di un credito IVA di gruppo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso considerandolo tardivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta di rimborso non decorre dal pagamento dei costi della polizza, ma dal momento successivo in cui si è verificato il presupposto per la restituzione, ovvero quando il credito d'imposta si è cristallizzato e la garanzia non era più escutibile. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso del contribuente, affermando il principio che il rimborso costi fideiussione è un diritto volto a tutelare l'integrità patrimoniale del contribuente.
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Prescrizione decennale: illegittima la sospensione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente, annullando una cartella di pagamento per imposta di registro. Il caso verteva sulla prescrizione decennale del credito tributario. La Corte ha stabilito che, una volta decorso il termine decennale, il debito si estingue e non può essere 'resuscitato' da una legge successiva che introduce un periodo di sospensione. L'iscrizione a ruolo, avvenuta due giorni dopo la scadenza del termine, è stata considerata tardiva e inefficace, confermando il principio di certezza del diritto.
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Comportamenti omissivi: quando parte la prescrizione?
Una società del settore energetico ha impugnato un avviso di pagamento per accise non versate, sostenendo la prescrizione del credito per l'annualità 2008. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in presenza di 'comportamenti omissivi' volti a nascondere il debito fiscale (in questo caso, acquisti di GPL senza fattura), il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dalla data in cui l'imposta era dovuta, ma dal momento della scoperta dell'illecito da parte dell'Amministrazione Finanziaria. La sentenza sottolinea la distinzione tra semplice inadempimento e condotta fraudolenta che occulta attivamente l'evasione.
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Prescrizione cartelle esattoriali: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria per un debito di oltre 116.000 euro, sostenendo la prescrizione di diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto i motivi relativi alla prescrizione cartelle esattoriali, stabilendo che la mancata impugnazione di una cartella non converte il termine di prescrizione breve (es. 3 o 5 anni) in quello ordinario decennale. La Corte ha cassato la sentenza precedente e ha rinviato il caso per una nuova valutazione dei termini di prescrizione applicabili a ciascun tributo.
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Scissione societaria debiti fiscali: responsabilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33625/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria, i debiti fiscali della società scissa si trasferiscono illimitatamente alla società beneficiaria. Quest'ultima risponde in solido per le obbligazioni tributarie anteriori all'operazione, senza necessità di una nuova notifica dell'atto impositivo, potendo comunque difendersi nel merito. La sentenza ribadisce la specialità della disciplina tributaria rispetto a quella civilistica, che prevede invece una responsabilità limitata.
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Agevolazione fiscale terreni: la guida della Cassazione
Una società di costruzioni ha ottenuto dalla Cassazione il diritto a un riesame della sua richiesta di rimborso per maggiori imposte versate sull'acquisto di un terreno. Il diritto al rimborso, basato su un'agevolazione fiscale per terreni edificabili introdotta retroattivamente, sorge con la nuova legge, non con il pagamento iniziale, rendendo la richiesta tempestiva. La Corte ha ribadito che l'agevolazione si applica anche a terreni in convenzioni di lottizzazione, non solo in piani particolareggiati formali.
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Notifica a ente estinto: rinnovazione obbligatoria
Un consorzio di bonifica ricorre in Cassazione contro una sentenza che dichiarava prescritti alcuni oneri consortili. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, rileva un vizio procedurale: la notifica a ente estinto, ovvero all'agente di riscossione non più esistente. Di conseguenza, emette un'ordinanza interlocutoria che impone la rinnovazione della notifica all'ente successore, sospendendo il giudizio per garantire il corretto contraddittorio.
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