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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2024

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423 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione cartelle esattoriali: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria per un debito di oltre 116.000 euro, sostenendo la prescrizione di diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto i motivi relativi alla prescrizione cartelle esattoriali, stabilendo che la mancata impugnazione di una cartella non converte il termine di prescrizione breve (es. 3 o 5 anni) in quello ordinario decennale. La Corte ha cassato la sentenza precedente e ha rinviato il caso per una nuova valutazione dei termini di prescrizione applicabili a ciascun tributo.
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Prescrizione contributi gestione separata: la proroga
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento, comprese eventuali proroghe disposte per legge. Nel caso esaminato, un avviso di pagamento notificato nel 2012 per contributi del 2006 è stato ritenuto tempestivo, poiché un D.P.C.M. aveva spostato in avanti la scadenza originaria, interrompendo così la decorrenza della prescrizione dei contributi gestione separata.
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Gestione Separata: Cassazione su obbligo contributivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35131/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale contro un professionista, chiarendo i criteri per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la prova dell'abitualità dell'attività professionale spetta all'ente e che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non sospende automaticamente la prescrizione dei contributi. È stato inoltre confermato che la soccombenza parziale su una delle annualità contestate giustifica la compensazione delle spese legali.
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Contributi Gestione Separata e occultamento del debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35119/2024, ha stabilito che un professionista iscritto al proprio albo ma anche dipendente part-time è tenuto al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, unita alla piena consapevolezza dell'obbligo contributivo, integra un occultamento doloso del debito, con conseguente sospensione della prescrizione del credito dell'ente previdenziale.
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Giudicato esterno: come annulla un debito previdenziale
Un professionista ha impugnato in Cassazione un avviso di addebito per contributi previdenziali. Durante il processo, un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) ha dichiarato prescritto lo stesso credito. La Suprema Corte, riconoscendo l'efficacia vincolante di questo nuovo giudicato, ha accolto il ricorso, annullando la pretesa dell'ente previdenziale e confermando l'estinzione del debito.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione contributi INPS per un professionista. Viene chiarito che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Corte ha rigettato il ricorso sulla prescrizione, confermando la validità dell'interruzione tramite avviso bonario, ma ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, annullandole in base a una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che esonera i professionisti già iscritti ad altra cassa dal pagamento delle sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata.
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Prescrizione contributi: da quando decorre il termine?
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2012, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la prescrizione contributi di cinque anni inizia a decorrere dalla data di scadenza del versamento, anche se prorogata da un decreto, ma non dal termine successivo concesso per il pagamento con maggiorazione. Di conseguenza, la richiesta dell'ente previdenziale è stata considerata tardiva e il debito estinto.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla
Un professionista, già lavoratore dipendente, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per la sua attività autonoma. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo contributivo ma ha annullato le relative sanzioni. La decisione sulle sanzioni Gestione Separata si fonda su una recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della norma che non prevedeva l'esonero per i periodi precedenti alla sua entrata in vigore.
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Gestione Separata INPS: annullate sanzioni per ingegneri
Un professionista, già lavoratore dipendente e iscritto a una cassa previdenziale, è stato chiamato a versare contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per la sua attività di libero professionista. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34953/2024, ha confermato l'obbligo di versare i contributi, ma ha annullato le sanzioni per i periodi antecedenti al 2011. Questa decisione segue un importante intervento della Corte Costituzionale che ha chiarito la non debenza delle sanzioni a causa dell'incertezza normativa del passato, offrendo un sollievo a molti professionisti.
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Gestione Separata architetti: stop alle sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34952/2024, ha stabilito un punto fermo sulla questione della Gestione Separata architetti. Sebbene abbia confermato l'obbligo di iscrizione per i professionisti già coperti da altra previdenza obbligatoria per lavoro dipendente, ha annullato le sanzioni per l'omessa iscrizione relative al periodo antecedente alla normativa chiarificatrice del 2011. La decisione si fonda su un precedente intervento della Corte Costituzionale che ha riconosciuto l'incertezza normativa del passato, esonerando così i professionisti dal pagamento delle sanzioni civili.
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Gestione Separata: annullate sanzioni per professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34947/2024, ha affrontato il caso di una professionista iscritta a un albo ma già coperta da un'altra forma di previdenza obbligatoria. La Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS, ma ha annullato le sanzioni per l'omessa iscrizione relative a periodi antecedenti alla normativa del 2011, recependo una recente sentenza della Corte Costituzionale. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine per il pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
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Prescrizione contributi INPS: quando scatta il termine?
Una professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi non versati, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che il termine per la prescrizione dei contributi INPS decorre dalla scadenza del termine per il pagamento, anche se prorogato da un decreto, e non da date successive che consentono un versamento tardivo con maggiorazione. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata.
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Notifica appello nulla: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di una notifica appello nulla. L'atto era stato inviato a un avvocato diverso da quello che aveva assistito la parte in primo grado, ledendo il diritto di difesa. Il caso riguardava la richiesta di contributi previdenziali a un professionista. La Corte ha stabilito che l'errore procedurale ha reso nullo il giudizio d'appello, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Gestione Separata ingegneri: no sanzioni retroattive
Un ingegnere si opponeva al pagamento di contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per l'anno 2005. La Corte di Cassazione, pur confermando che la prescrizione dei contributi decorre dal termine per il versamento del saldo, ha annullato le sanzioni. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'applicazione retroattiva di sanzioni per la mancata iscrizione alla Gestione Separata ingegneri per periodi antecedenti al 2011.
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Notifica PEC nulla: la Cassazione annulla la sentenza
Un professionista si vede annullare in appello una sentenza a lui favorevole perché giudicato in sua assenza. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che la notifica PEC nulla, in quanto inviata a un difensore diverso da quello del primo grado, rende nullo l'intero giudizio d'appello. La sentenza è stata cassata con rinvio, assorbendo le altre questioni di merito come la prescrizione dei contributi.
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Gestione Separata: giudicato annulla debito INPS
Un professionista contesta un avviso di addebito dell'INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, annullando il debito. La decisione si fonda sull'esistenza di una precedente sentenza definitiva (giudicato) tra le stesse parti, che aveva già accertato la natura occasionale dell'attività professionale, escludendo così l'obbligo di iscrizione e contribuzione alla Gestione Separata per l'anno in questione.
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Prescrizione contributi: la proroga sposta il termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di proroga dei termini per il versamento, la prescrizione contributi inizia a decorrere dalla nuova scadenza e non da quella originaria. La controversia riguardava una professionista a cui l'ente previdenziale aveva richiesto dei contributi per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza iniziale. La Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che il dies a quo (giorno di inizio) per il calcolo della prescrizione deve essere posticipato alla data di scadenza prorogata da un DPCM, rendendo la richiesta dell'ente tempestiva.
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Responsabilità precontrattuale soci: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34418/2024, chiarisce che in casi di fallite negoziazioni, la richiesta di risarcimento per responsabilità precontrattuale non spetta ai singoli soci. Il diritto a un'azione legale per danni è di esclusiva competenza della società che ha partecipato alle trattative, anche se i soci o i fideiussori hanno subito perdite finanziarie dirette. L'appello dei soci è stato dichiarato inammissibile, rafforzando il principio che solo la parte direttamente coinvolta nelle trattative detiene il diritto di agire.
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Arricchimento senza causa e migliorie su fondi
Una disputa tra fratelli su un fondo agricolo, originariamente assegnato al padre da un ente di riforma. Uno dei fratelli, dopo averne ottenuto la piena proprietà, si opponeva alla richiesta di indennizzo dell'altro per le migliorie apportate durante un'occupazione parziale del fondo. La Cassazione ha stabilito che, in assenza di altre azioni, è esperibile l'azione di arricchimento senza causa per ottenere un'indennità, anche se l'occupazione era illegittima. Ha inoltre qualificato l'assegnatario originario come detentore e non possessore, escludendo così l'applicazione dell'art. 1150 c.c.
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Compensi professionali avvocato: onere della prova
Un cliente contesta i compensi professionali richiesti dal suo ex avvocato, sostenendo di aver effettuato pagamenti in acconto non riconosciuti e lamentando negligenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che spetta al cliente l'onere di provare i pagamenti tramite quietanze o metodi tracciabili, e non con semplici testimoni. La Corte ha inoltre chiarito che la presentazione delle conclusioni è sufficiente per maturare il compenso per la fase decisionale e che l'eccezione di inadempimento per presunta negligenza deve essere sollevata formalmente e non in modo generico.
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