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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2024

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423 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Conguaglio partite pregresse: Cassazione alle Sezioni Unite
Una società di gestione del servizio idrico ha richiesto a un utente un conguaglio per partite pregresse, ovvero un pagamento retroattivo per costi non inclusi nelle bollette passate. A fronte di un contrasto giurisprudenziale sulla legittimità di tale richiesta, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza e ha rimesso la causa alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo. Il nodo centrale è bilanciare il principio europeo del recupero integrale dei costi con la tutela dell'affidamento dei consumatori e la certezza dei rapporti contrattuali.
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Conguaglio retroattivo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha affrontato il tema del conguaglio retroattivo nelle bollette del servizio idrico. A seguito del ricorso di una società di gestione contro la sentenza di un tribunale che aveva annullato una richiesta di pagamento per consumi passati, la Corte ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla materia. Da un lato, il principio di copertura integrale dei costi sembrerebbe giustificare tali richieste; dall'altro, la natura dei contratti di fornitura e la tutela dell'affidamento degli utenti le ostacolerebbero. Ritenendo la questione di particolare importanza per l'uniformità del diritto, ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Conguaglio retroattivo acqua: è legittimo? La Cassazione
Una società di gestione del servizio idrico ha richiesto a un utente il pagamento di un conguaglio retroattivo per consumi già fatturati. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il caso ma, data la complessità e i contrasti giurisprudenziali, rinvia la questione a una pubblica udienza. Il punto focale è stabilire se e su quale base normativa l'Autorità di regolazione possa autorizzare recuperi di costi passati, incidendo retroattivamente sui contratti degli utenti.
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Retribuzione ferie: calcolo e indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo della retribuzione ferie devono essere incluse tutte le indennità accessorie, anche variabili, se intrinsecamente collegate alla mansione e corrisposte con continuità. Escluderle costituirebbe un disincentivo a godere delle ferie, contrario al diritto UE. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Conguagli idrici retroattivi: la Cassazione decide
Un gestore del servizio idrico ha richiesto a un condominio il pagamento di conguagli idrici retroattivi per costi pregressi non coperti dalle tariffe precedenti. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione sulla legittimità di tali 'partite pregresse' e sul principio europeo del recupero integrale dei costi, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Conguaglio retroattivo: legittimità in discussione
Una società di fornitura idrica ha richiesto un conguaglio retroattivo per recuperare costi pregressi, ma i tribunali di merito hanno dato ragione al consumatore. La società ha fatto ricorso in Cassazione, invocando il principio europeo del recupero integrale dei costi. La Suprema Corte, data la complessità della materia e la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla legittimità di tali recuperi, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza per un esame approfondito.
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Conguaglio idrico retroattivo: la Cassazione decide
Una società di fornitura idrica ha impugnato una decisione che negava il suo diritto a richiedere un conguaglio idrico retroattivo a un condominio. La Corte di Cassazione, evidenziando precedenti contrastanti e la complessità di applicare retroattivamente il principio del "recupero integrale dei costi", ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione definitiva. La questione centrale è la legittimità di fatturare costi di anni passati sulla base di nuove normative tariffarie.
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Conguaglio retroattivo: legittimo il recupero costi?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso a una pubblica udienza la delicata questione del conguaglio retroattivo nelle bollette del servizio idrico. Il caso riguarda la richiesta di un gestore di recuperare costi pregressi non fatturati in precedenza. La Corte intende chiarire se e a quali condizioni l'Autorità di regolazione possa autorizzare tali addebiti retroattivi, bilanciando il principio europeo del recupero integrale dei costi con la tutela dei consumatori e la stabilità dei contratti di fornitura.
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Conguaglio retroattivo: legittimo o no? La Cassazione
Una società utente ha contestato la richiesta di un gestore idrico per un conguaglio retroattivo su consumi risalenti a diversi anni prima. I tribunali di merito hanno dato ragione all'utente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla legittimità del conguaglio retroattivo servizio idrico e ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione di principio, analizzando il bilanciamento tra la certezza dei rapporti contrattuali e il principio europeo del recupero integrale dei costi del servizio.
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Conguaglio tariffa idrica: legittimo il recupero?
Una società di gestione del servizio idrico ha richiesto a un utente il pagamento di un conguaglio tariffa idrica per costi relativi ad anni precedenti. L'utente si è opposto e il caso è giunto in Cassazione. La Corte, data la complessità della questione e la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, non ha emesso una decisione definitiva. Ha invece disposto, con un'ordinanza interlocutoria, il rinvio della causa a una pubblica udienza per definire in modo univoco i limiti e le condizioni di ammissibilità del recupero retroattivo dei costi del servizio idrico.
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Conguaglio retroattivo servizio idrico: è legittimo?
Una società di gestione del servizio idrico ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva annullato le sue richieste di conguaglio retroattivo per consumi passati. I giudici di merito avevano ritenuto tali pretese illegittime e prescritte. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la complessità della questione e la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti. Anziché decidere il caso, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per definire un principio di diritto unitario sulla legittimità del conguaglio retroattivo, il suo fondamento normativo e i suoi limiti.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che le indennità variabili corrisposte ai macchinisti (condotta, riserva, assenza dalla residenza) devono essere incluse nel calcolo della retribuzione feriale. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, che mira a non disincentivare il godimento delle ferie. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto, data la ridotta stabilità post-riforma del 2012.
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Retribuzione feriale: le voci variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2680/2024, ha stabilito che nella retribuzione feriale devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle di condotta e riserva, se intrinsecamente collegate alle mansioni svolte. Rigettato il ricorso di una società di trasporti che, applicando il contratto aziendale, le escludeva. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: indennità incluse? La Cassazione
Una società di trasporti ha contestato l'inclusione di alcune indennità (guida, riserva, assenza da residenza) nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto dell'Unione Europea, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutte le componenti retributive intrinsecamente legate alla mansione, per evitare di scoraggiare il lavoratore dal fruire del riposo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto a causa della ridotta stabilità introdotta dalle recenti riforme.
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Retribuzione feriale: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2677/2024, ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte dal lavoratore, come quelle di condotta e di riserva per i macchinisti. Conformandosi al diritto dell'Unione Europea, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie potrebbe dissuadere il lavoratore dal goderne. Ha inoltre rigettato l'eccezione di prescrizione, confermando che il termine per i crediti di lavoro non decorre in costanza di rapporto a causa della ridotta stabilità introdotta dalle riforme del 2012.
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Risarcimento danno edilizio: l’altezza conta
La Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danno edilizio a carico dei proprietari di un immobile la cui altezza superava i limiti di legge. La Corte ha stabilito la prevalenza delle normative urbanistiche nazionali più restrittive rispetto ai regolamenti edilizi locali più datati e meno specifici, rigettando le eccezioni su prescrizione e legittimazione passiva.
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Retribuzione ferie: incluse le indennità variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2427/2024, ha stabilito che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle per attività di condotta oraria o di riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando le decisioni dei giudici di merito. La motivazione si basa sul diritto dell'Unione Europea, che mira a garantire un riposo effettivo al lavoratore, evitando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze possa avere un effetto dissuasivo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative che hanno ridotto la stabilità del posto di lavoro.
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Retribuzione ferie: sì agli incentivi variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2458/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le componenti variabili e gli incentivi legati alla mansione. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che escludere tali voci può dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto alle ferie, violando la normativa europea. La decisione chiarisce che il calcolo deve basarsi sulla paga ordinaria e non solo sulla parte fissa, per garantire un effettivo riposo senza penalizzazioni economiche.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che nella retribuzione ferie devono essere inclusi anche i compensi variabili, come gli incentivi per attività specifiche, se intrinsecamente legati alle mansioni svolte. La decisione, basata sull'interpretazione del diritto europeo, mira a non dissuadere i lavoratori dal godere delle ferie. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative del 2012.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due dottoresse che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa del tardivo recepimento di direttive UE. La Corte ha confermato che il diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione. È stato ribadito il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999, momento in cui l'inadempimento dello Stato è divenuto definitivo e il diritto azionabile.
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