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Art. 2932 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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626 provvedimenti

Altri anni per Art. 2932 Codice Civile

Contratto preliminare immobile: la prova in appello
In una causa per l'esecuzione di un contratto preliminare immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la documentazione urbanistica necessaria per il trasferimento può essere presentata per la prima volta anche in appello. La Corte ha chiarito che tali documenti costituiscono una 'condizione dell'azione' e non un 'presupposto della domanda', potendo quindi essere prodotti fino al momento della decisione. La sentenza ha inoltre negato il risarcimento automatico del danno per il mancato godimento del bene al promissario acquirente, specificando che tale danno deve essere concretamente provato.
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Simulazione assoluta: prova con presunzioni
Un creditore contesta la vendita di un immobile tra madre e figlio, sostenendo si tratti di una simulazione assoluta per sottrarre il bene alla garanzia del debito. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, ribadendo che la simulazione può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come lo stretto legame di parentela, la mancata prova del pagamento del prezzo e l'assenza di un effettivo trasferimento del possesso del bene.
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Rinvio della causa: accordo tra le parti in Cassazione
Una società di costruzioni ricorre in Cassazione dopo aver perso in appello una causa su un contratto preliminare. La Corte Suprema, con ordinanza interlocutoria, accoglie la richiesta congiunta delle parti e dispone il rinvio della causa a un'udienza futura per consentire il perfezionamento di un accordo transattivo, evidenziando l'importanza delle trattative anche nella fase finale del giudizio.
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Responsabilità precontrattuale e rivalutazione
In un caso di compravendita immobiliare basata su un contratto nullo, la Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra l'azione di restituzione del prezzo (indebito oggettivo) e quella per responsabilità precontrattuale. Viene confermato il diritto alla restituzione della somma versata con interessi dalla data del pagamento, data la malafede del venditore, ma si esclude la rivalutazione monetaria automatica. Quest'ultima, infatti, non spetta per i debiti di valuta come l'indebito, a meno che non si provi un 'maggior danno', a differenza dei debiti di valore tipici del risarcimento da illecito.
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Sentenza ex art. 2932 c.c.: quando si può risolvere?
La Corte di Cassazione interviene sul tema della risoluzione del contratto di compravendita immobiliare perfezionato tramite sentenza ex art. 2932 c.c. La Corte ha stabilito che, se il compratore era a conoscenza dei vizi dell'immobile prima di ottenere la sentenza di trasferimento, non può successivamente chiedere la risoluzione del contratto per quegli stessi vizi. Tali difformità dovevano essere fatte valere nel primo giudizio, ad esempio tramite una richiesta di riduzione del prezzo. La sentenza costitutiva crea un nuovo rapporto giuridico, risolvibile solo per inadempimenti successivi alla sua formazione.
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Caparra confirmatoria: quando sospendere il pagamento?
Un promissario acquirente sospendeva il pagamento della caparra confirmatoria a causa di vizi dell'immobile e del rischio di evizione parziale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo l'inadempimento dell'acquirente prevalente e ingiustificato. La sospensione totale dei pagamenti è stata giudicata sproporzionata rispetto all'inadempimento della controparte, violando il principio di buona fede. Di conseguenza, il ricorso principale è stato respinto e l'acquirente condannato al risarcimento del danno.
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Responsabilità mediatore: obbligo di informazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9395/2025, ha ribadito la responsabilità del mediatore immobiliare che omette di informare l'acquirente della presenza di un'ipoteca sull'immobile. Anche se l'acquirente ottiene il doppio della caparra dal venditore inadempiente, il mediatore è comunque tenuto a restituire la provvigione percepita, in quanto il suo inadempimento ha reso l'affare non concluso. La Corte ha inoltre corretto un errore nel calcolo dell'importo da restituire, limitandolo alla sola provvigione effettivamente versata.
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Gravità dell’inadempimento: valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. Il motivo è la mancata esplicita valutazione della gravità dell'inadempimento, un requisito fondamentale secondo l'art. 1455 c.c. La Corte ha stabilito che il giudice non può desumere implicitamente la gravità dall'accoglimento di una domanda, ma deve motivare specificamente perché l'inadempimento non è di scarsa importanza, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Impugnazione del testamento: la Cassazione decide
Una complessa vicenda ereditaria, incentrata sull'impugnazione del testamento olografo di una defunta, giunge in Cassazione. Gli eredi ricorrenti contestavano la validità del testamento più recente a favore di un fratello, sostenendo la validità di uno precedente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarando i motivi inammissibili per vizi procedurali. La decisione sottolinea l'importanza di formulare correttamente i motivi di ricorso, che devono censurare specificamente le ragioni della sentenza d'appello e non limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni.
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Caparra confirmatoria: restituzione e risoluzione
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i diritti dell'acquirente in caso di inadempimento del venditore in un contratto preliminare immobiliare. Se il contratto viene risolto, la restituzione della caparra confirmatoria versata è sempre dovuta, anche se richiesta dopo l'atto di citazione. La Corte ha stabilito che la richiesta di restituzione non è una domanda nuova e tardiva, ma una conseguenza diretta dello scioglimento del vincolo contrattuale, distinguendola dalla richiesta del doppio della caparra, che è invece incompatibile con l'azione di risoluzione.
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Indennità di occupazione e risoluzione del contratto
Un contratto preliminare di vendita immobiliare viene risolto per inadempimento del venditore. Nonostante ciò, la Cassazione conferma che il promissario acquirente, avendo avuto la disponibilità anticipata del bene, è tenuto a versare un'indennità di occupazione. Questa non è un risarcimento del danno, ma un'obbligazione restitutoria derivante dall'efficacia retroattiva della risoluzione, volta a riequilibrare le posizioni patrimoniali delle parti.
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Prescrizione risoluzione contratto: l’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione stabilisce che la domanda giudiziale per l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare interrompe la prescrizione anche per la successiva domanda di risoluzione. Il caso riguarda una compravendita immobiliare bloccata per irregolarità urbanistiche. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dei promittenti venditori, rigettando la loro eccezione di prescrizione risoluzione contratto, poiché la prima azione legale aveva già interrotto il decorso dei termini.
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Collegamento negoziale e penale: la Cassazione chiarisce
Un costruttore e un proprietario terriero hanno strutturato un'operazione immobiliare (terreno in cambio di appartamenti) attraverso una vendita e un contratto preliminare. In seguito a controversie, il costruttore ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando l'operazione come un "collegamento negoziale" finalizzato a una permuta. La Corte ha respinto il ricorso del costruttore, chiarendo che l'individuazione di un collegamento negoziale è una valutazione di fatto riservata ai tribunali di merito. Ha inoltre stabilito che una parte può rinunciare alla clausola penale durante il processo per chiedere l'adempimento in forma specifica, rispettando così il divieto di cumulo.
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Prezzo immobili pubblici: non contestazione e nullità
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che dichiaravano la nullità parziale di un contratto di compravendita di un immobile pubblico. Il contenzioso verteva sulla corretta determinazione del prezzo immobili pubblici, in particolare sull'applicazione di un coefficiente di abbattimento. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, ritenendo decisivo il principio di non contestazione: poiché l'ente non aveva specificamente contestato il calcolo del prezzo proposto dall'acquirente nel corso del giudizio, tale calcolo doveva ritenersi provato. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione retroattiva di una normativa successiva al contratto.
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Esecuzione specifica: senza saldo niente immobile
La Corte di Cassazione ha confermato che i promissari acquirenti non possono ottenere la consegna di un immobile ottenuto tramite una sentenza di esecuzione specifica (art. 2932 c.c.) se non adempiono alla condizione del pagamento del saldo prezzo, stabilita nella stessa sentenza. La pretesa di compensare il debito con un credito per danni è stata ritenuta inammissibile e infondata.
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Interpretazione contratto: l’importanza delle planimetrie
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che escludeva una porzione di immobile da una servitù di passaggio. Il motivo è che la corte territoriale aveva errato nell'interpretazione contratto, basandosi solo sul testo e ignorando le planimetrie allegate, considerate elementi essenziali per comprendere la reale volontà delle parti. La Cassazione ha ribadito che l'analisi degli allegati grafici è indispensabile in materia immobiliare.
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Esecuzione in forma specifica: il momento decisivo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. di un contratto preliminare di vendita di azioni. A seguito del fallimento della società le cui azioni erano oggetto del contratto, la Corte ha stabilito che la possibilità di trasferire il bene deve essere valutata al momento della decisione giudiziale e non al momento della proposizione della domanda. Se l'oggetto è divenuto impossibile da trasferire (come le azioni di una società fallita), l'azione non può essere accolta. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Produzione nuovi documenti in appello: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'ammissibilità della produzione nuovi documenti in appello, ex art. 345 c.p.c. (ratione temporis). Il caso riguarda la risoluzione di un contratto preliminare di usufrutto per la mancata cancellazione di un'ipoteca. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto inammissibile un documento probatorio, sottolineando che il giudice d'appello avrebbe dovuto valutarne l'indispensabilità ai fini della decisione, considerando l'intera evoluzione processuale della causa.
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Simulazione assoluta e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione affronta un caso di simulazione assoluta e prescrizione. Due promissari acquirenti, dopo aver stipulato un contratto preliminare, si vedono sottrarre l'immobile a causa di una vendita simulata orchestrata dall'erede del venditore. La Suprema Corte chiarisce che il termine di prescrizione per agire in giudizio per l'adempimento del preliminare non decorre fino a quando la vendita fraudolenta non viene dichiarata nulla con sentenza passata in giudicato. Questo perché l'atto simulato costituisce un doloso occultamento del debito che impedisce l'esercizio del diritto.
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Contratto preliminare: la consegna non fa possesso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto preliminare di vendita immobiliare. I promissari acquirenti, dopo aver ricevuto l'immobile in anticipo, hanno sostenuto di averne acquisito la proprietà per usucapione. La Corte ha respinto questa tesi, ribadendo un principio fondamentale: la consegna anticipata del bene in un contratto preliminare configura una mera detenzione e non un possesso utile ai fini dell'usucapione, poiché l'acquirente è consapevole che la proprietà non è ancora stata trasferita. Allo stesso tempo, la Corte ha respinto la domanda di risoluzione del contratto del venditore a causa di un vizio formale nella diffida ad adempiere.
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