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Art. 2932 Codice Civile

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1061 provvedimenti

Contratto preliminare: obblighi anche senza definitivo
Una proprietaria di un immobile non esegue i lavori di adeguamento promessi in un contratto preliminare per una locazione commerciale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31326/2023, ha rigettato il suo ricorso, confermando che l'obbligo di eseguire i lavori derivava direttamente dal contratto preliminare stesso, a prescindere dalla successiva stipula del contratto definitivo. La decisione chiarisce come il preliminare possa contenere obbligazioni autonome e immediatamente esigibili.
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Mutamento domanda: da adempimento a risoluzione
Un promissario acquirente, di fronte all'inadempimento dei venditori, modifica in appello la sua richiesta da esecuzione del contratto a risoluzione. La Cassazione conferma la legittimità di questo mutamento domanda, chiarendo che è ammissibile se fondato sugli stessi fatti. La sentenza sottolinea come la facoltà di scegliere tra adempimento e risoluzione sia un diritto della parte adempiente, esercitabile anche in secondo grado per tutelare al meglio i propri interessi.
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Interpretazione contratto di lavoro e patto di prova
Un lavoratore, assunto in via provvisoria a seguito di una sentenza di primo grado, viene licenziato per mancato superamento del patto di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, chiarendo i criteri per la corretta interpretazione del contratto di lavoro. Secondo i giudici, il nuovo rapporto era autonomo e distinto da quello oggetto della sentenza, rendendo valido il patto di prova. L'ordinanza sottolinea come l'interpretazione del contratto non debba basarsi solo sul testo, ma sulla volontà comune delle parti e sul contesto negoziale.
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Prezzo valore: quando esercitare l’opzione?
Con la sentenza n. 31100/2023, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sul sistema del prezzo valore per le imposte immobiliari. Il caso riguardava una divisione giudiziale di immobili. La Corte ha stabilito che l'opzione per questo regime fiscale agevolato deve essere esercitata tassativamente prima che l'Agenzia delle Entrate emetta un avviso di liquidazione o accertamento. Una richiesta presentata dopo la notifica dell'atto fiscale, ad esempio tramite un'istanza in autotutela, è considerata tardiva e quindi inefficace, facendo perdere al contribuente il diritto al beneficio.
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Trascrizione domanda giudiziale: come proteggersi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31059/2023, ha riaffermato un principio cruciale nella compravendita immobiliare. Un promissario acquirente aveva citato in giudizio il promittente venditore per ottenere il trasferimento di un immobile, effettuando la trascrizione della domanda giudiziale. Successivamente, il venditore alienava lo stesso bene a terzi. La Cassazione ha stabilito che la vendita successiva è inefficace nei confronti del primo acquirente, in virtù dell'effetto prenotativo della trascrizione, che prevale su atti trascritti posteriormente. La decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il trasferimento, è stata quindi cassata con rinvio.
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Procedura esecutiva soggetto estinto: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di merito in un caso di opposizione agli atti esecutivi. Il motivo dirimente è stato l'aver rilevato che l'intera procedura esecutiva era stata avviata contro una società già estinta. Questo vizio originario ha compromesso l'integrità del contraddittorio, rendendo nullo il procedimento. La Corte ha cassato la decisione e rinviato la causa al primo giudice, sottolineando l'impossibilità di proseguire una procedura esecutiva contro un soggetto estinto.
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Cancellazione società: il socio eredita la locazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30832/2023, ha stabilito che la cancellazione della società conduttrice dal registro delle imprese non estingue il contratto di locazione. Si verifica un fenomeno di successione in cui il socio unico subentra in tutti gli obblighi contrattuali, inclusi il pagamento dei canoni e la restituzione dell'immobile. La Corte ha rigettato il ricorso del socio, confermando che i locatori possono agire direttamente nei suoi confronti per inadempimento.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta la commissione?
Un acquirente si rifiutava di stipulare il contratto preliminare dopo aver scoperto oneri sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore non è dovuta se l'accordo raggiunto è un mero "preliminare di preliminare", non azionabile in forma specifica, ma un semplice accordo che regola le fasi successive della trattativa. Il diritto alla commissione sorge solo con la conclusione di un vero e proprio "affare" giuridicamente vincolante.
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Giudicato esterno: l’impatto su nuove cause legali
Un cittadino avvia una causa per ottenere la proprietà di un immobile per usucapione, vincendo in primo grado. La Corte d'Appello ribalta la decisione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del cittadino a causa di un 'giudicato esterno', ovvero una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti che aveva già risolto la questione, impedendo un nuovo esame del merito. La decisione sottolinea la prevalenza del principio del 'ne bis in idem' e l'impossibilità di riproporre domande già decise in via irrevocabile.
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Provvigione mediatore e contratto preliminare: decisa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che si rifiutava di pagare la provvigione del mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto alla commissione sorge con la stipula del contratto preliminare, in quanto atto giuridicamente vincolante. È irrilevante che il contratto definitivo sia stato poi concluso da un soggetto terzo, nominato dall'acquirente originario. L'obbligo di pagare la provvigione del mediatore resta in capo a chi ha firmato il preliminare.
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Domanda nuova nel giudizio di rinvio: il limite
In una complessa vicenda ereditaria, un erede aveva inizialmente chiesto l'esecuzione specifica di un contratto preliminare. Dopo una prima sentenza della Cassazione, nel successivo giudizio di rinvio, ha modificato la sua richiesta in una domanda di accertamento di un trasferimento di proprietà già avvenuto, producendo un nuovo documento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile tale modifica, qualificandola come una 'domanda nuova nel giudizio di rinvio', poiché questa fase processuale ha un carattere 'chiuso' e non consente di introdurre nuove questioni o richieste che alterino il tema del contendere già definito.
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Offerta di vendita: quando il contratto è concluso?
La Corte di Cassazione chiarisce che in materia di dismissione di immobili pubblici, il contratto di vendita si perfeziona nel momento in cui il conduttore accetta l'offerta di vendita inviata dall'ente proprietario. L'ordinanza stabilisce che una successiva riclassificazione dell'immobile (da 'non di pregio' a 'di pregio') non può modificare le condizioni economiche, incluso il prezzo, già cristallizzate nell'accordo. Di conseguenza, il ricorso dell'ente pubblico è stato respinto, confermando il diritto degli inquilini ad acquistare l'immobile al prezzo originariamente offerto.
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Patto commissorio: quando il trasferimento di azioni è valido
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29586/2023, ha chiarito le condizioni per determinare la nullità di un trasferimento di partecipazioni societarie per violazione del divieto di patto commissorio. La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che sosteneva la nullità del trasferimento di sue quote a favore del creditore, stabilendo che per configurare un patto commissorio vietato non è sufficiente il trasferimento a scopo di garanzia, ma è necessaria la prova di ulteriori elementi, come la sproporzione tra il valore del bene e l'importo del debito, e un nesso funzionale tra il trasferimento e l'inadempimento. Inoltre, la Corte ha confermato che la prescrizione per la ripetizione degli interessi usurari decorre da ogni singolo pagamento.
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Usucapione contratto preliminare: quando non si ha?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un promissario acquirente, i quali sostenevano di aver acquisito un immobile per usucapione. La Corte ha ribadito che la consegna di un bene a seguito di un contratto preliminare conferisce la mera detenzione e non il possesso, condizione necessaria per l'usucapione, a meno che non sia provato un atto di interversione del possesso. La sentenza fa chiarezza sulla questione dell'usucapione contratto preliminare, respingendo anche le doglianze procedurali dei ricorrenti.
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Oggetto del contratto preliminare: i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un promissario acquirente che chiedeva il trasferimento coattivo di un immobile. Il caso, iniziato nel 1987, verteva su un contratto preliminare il cui oggetto era ritenuto indeterminato, poiché mancavano dati catastali e confini precisi. La Suprema Corte ha confermato che, per ottenere una sentenza che tenga luogo del contratto non concluso (ex art. 2932 c.c.), l'oggetto del contratto preliminare deve essere chiaramente identificabile dal testo dell'accordo, senza poter ricorrere a documenti esterni non firmati dalle parti, come una planimetria, o al comportamento successivo dei contraenti.
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Negozio fiduciario: l’atto ricognitivo è vincolante
Una controversia su un trasferimento immobiliare basato su un accordo privato che riconosceva un negozio fiduciario. La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo bilaterale di questo tipo non ha solo valore di prova, ma crea un'obbligazione vincolante al trasferimento. La Corte ha inoltre chiarito la distinzione tra condizione sospensiva e termine di adempimento, qualificando la clausola sulla definizione dei conteggi come un termine che regola l'esecuzione e non l'efficacia del contratto.
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Domanda nuova in appello: la Cassazione chiarisce
Un acquirente ha citato in giudizio un venditore per la consegna di un modello di ciclomotore errato. Dopo un accordo per la sostituzione, mai avvenuta, la Corte d'Appello ha respinto la richiesta dell'acquirente come 'domanda nuova in appello'. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che se il 'petitum' e la 'causa petendi' rimangono sostanzialmente gli stessi (risoluzione per inadempimento), si tratta di una modifica ammissibile e non di una domanda nuova, in linea con i principi di economia processuale.
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Patto di accollo: quando nasce l’obbligo di pagare
La Corte di Cassazione chiarisce la natura e l'efficacia del patto di accollo inserito in un contratto preliminare di cessione di quote. Un soggetto si era impegnato ad acquistare quote societarie, assumendosi un debito dei venditori verso la stessa società. Successivamente, sosteneva che l'obbligo di pagamento fosse sorto solo con la sentenza definitiva che trasferiva le quote. La Corte ha rigettato questa tesi, stabilendo che l'obbligazione derivante dal patto di accollo sorge sin dalla stipula del contratto preliminare, in quanto costituisce parte del corrispettivo pattuito per la cessione.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta per il preliminare
Un caso analizzato dalla Corte di Cassazione chiarisce quando spetta la provvigione al mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto al compenso sorge con la stipula del contratto preliminare, anche se questo è sottoposto a una condizione risolutiva che successivamente si verifica. La decisione conferma che l'accordo vincolante tra le parti, frutto dell'attività del mediatore, è l'elemento decisivo per la maturazione della provvigione mediatore, a prescindere dagli esiti finali dell'operazione.
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Facere infungibile: condanna o art. 2932 c.c.?
In una controversia tra fratelli per la divisione di beni aziendali, la Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità di una sentenza di condanna a un "facere infungibile" (l'obbligo di trasferire una proprietà) in alternativa alla sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando che la condanna a un facere infungibile è un rimedio ammissibile, in quanto può stimolare l'adempimento spontaneo o, in alternativa, fungere da presupposto per un'azione di risarcimento del danno.
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