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Art. 2932 Codice Civile — Anno 2025

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239 provvedimenti

Altri anni per Art. 2932 Codice Civile

Preliminare di vendita: prova del pagamento e cambiali
Un promissario acquirente ha richiesto il trasferimento di un immobile in base a un contratto preliminare di vendita, sostenendo di aver pagato parte del prezzo con cambiali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la semplice emissione di cambiali non prova l'avvenuto pagamento. In un preliminare di vendita, l'onere di dimostrare l'effettivo incasso dei titoli spetta all'acquirente. Senza tale prova, o un'offerta formale di pagamento del saldo, la domanda di esecuzione specifica del contratto non può essere accolta.
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Cambio appalto: diritti e tutele dei lavoratori
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di successione di aziende in un contratto di servizi, noto come cambio appalto. L'ordinanza annulla la precedente decisione di merito che aveva convertito i contratti a termine dei lavoratori in contratti a tempo indeterminato, ravvisando una carenza di motivazione. La Corte sottolinea la necessità per i giudici di spiegare in modo approfondito perché le ragioni poste a base di un contratto a termine sono illegittime e chiarisce i limiti della responsabilità solidale tra le imprese coinvolte.
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Prelazione agraria: certificato essenziale per sospendere
La Corte di Cassazione ha stabilito che un coltivatore confinante decade dal diritto di prelazione agraria se non versa il prezzo entro il termine trimestrale. La sospensione di tale termine, in attesa di un mutuo, è possibile solo presentando un certificato dell'Ispettorato dell'Agricoltura che attesti l'avvio dell'istruttoria. La mancanza di questo documento costituisce un vizio procedurale che impedisce la sospensione, rendendo tardivo il pagamento e inefficace la richiesta di riscatto del fondo.
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Inadempimento contratto preliminare: onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di inadempimento contratto preliminare. La mancata consegna della documentazione che attesta la rinuncia alla prelazione da parte dei confinanti costituisce un grave inadempimento del promittente venditore, tale da giustificare il recesso del promissario acquirente. Spetta sempre al venditore dimostrare di aver adempiuto, anche se la documentazione prodotta è contestata solo in un secondo momento.
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Modifica domanda giudiziale: da riduzione a risoluzione
In una controversia su un contratto d'appalto per la fornitura di scafi, una società committente ha inizialmente chiesto la riduzione del prezzo per vizi dell'opera. Successivamente, ha tentato di modificare la sua richiesta in risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che la modifica domanda giudiziale in questo senso è ammissibile. La Corte ha chiarito che non si tratta di una domanda nuova, ma di una modifica della domanda originaria basata sulla stessa causa (l'inadempimento del fornitore), consentendo così una maggiore flessibilità processuale.
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Mancata assunzione: quando il ricorso è inammissibile
Una giornalista ha ottenuto un risarcimento per mancata assunzione da parte di una società editoriale subentrante. I giudici di merito hanno ritenuto che l'azienda non avesse applicato correttamente i criteri di selezione, in particolare quello della 'funzionalità al piano editoriale', poiché tale piano non era definito al momento dei colloqui. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, sottolineando che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, compito che spetta esclusivamente ai giudici dei gradi inferiori.
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Impugnazione sentenza: limiti e motivi di ricorso
La Corte di Cassazione rigetta l'impugnazione sentenza presentata da alcuni soci di cooperative edilizie. La decisione si fonda sul principio del giudicato parziale, che aveva già reso definitive le pronunce sul rigetto della domanda di esecuzione specifica del contratto e sulla restituzione di somme. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibili i motivi di ricorso poiché non criticavano efficacemente la ratio decidendi della Corte d'Appello, confermando la condanna al pagamento di un'indennità di occupazione.
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Condizione sospensiva: quando la tassa è dovuta subito
Una contribuente ha contestato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su un trasferimento immobiliare disposto da una sentenza. Sosteneva che l'atto fosse sottoposto a condizione sospensiva, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che condizionare il trasferimento al solo pagamento del prezzo non costituisce una condizione sospensiva ai fini fiscali, rendendo l'imposta proporzionale immediatamente dovuta.
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Contratto preliminare e fallimento: tutela acquirente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio cruciale a tutela del promittente acquirente di un immobile. Nel caso di specie, una società venditrice, dopo aver incassato l'intero prezzo ed immesso l'acquirente nel possesso del bene, era stata ammessa alla procedura di concordato preventivo, chiedendo poi lo scioglimento del contratto preliminare. La Suprema Corte ha chiarito che il contratto preliminare non può essere sciolto se una delle parti (in questo caso l'acquirente) ha già eseguito interamente la propria prestazione principale. La vicenda chiarisce la nozione di "contratto pendente" nel contesto del contratto preliminare e fallimento, rafforzando la posizione di chi adempie ai propri obblighi prima della crisi dell'altra parte.
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Risoluzione contratto: serve la firma di entrambi
Un promissario acquirente consegna assegni non firmati. I tribunali di merito ritengono vi sia una risoluzione del contratto per mutuo consenso basata su una nota unilaterale successiva. La Corte di Cassazione chiarisce che la risoluzione del contratto preliminare richiede un accordo scritto e firmato da entrambe le parti, annullando la decisione e rinviando per una nuova valutazione degli inadempimenti reciproci.
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Contratto preliminare: validità e requisiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un complesso caso immobiliare, chiarendo i requisiti di validità del contratto preliminare. La vicenda riguarda alcuni consorzi che avevano agito contro una società immobiliare per ottenere il trasferimento di proprietà di lotti di terreno. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulli gli accordi per indeterminatezza dell'oggetto. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che per la validità del preliminare è sufficiente che l'oggetto sia determinabile, anche tramite rinvio a elementi esterni (per relationem), distinguendo nettamente tali requisiti da quelli, più stringenti, necessari per ottenere una sentenza di esecuzione in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione avviso di liquidazione: quando è tardi?
Una società ha richiesto il rimborso di un'imposta di registro versata a seguito di un concordato fallimentare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la mancata impugnazione dell'avviso di liquidazione nei termini di legge rende la pretesa fiscale definitiva e preclude la possibilità di un successivo rimborso, anche se l'importo fosse ritenuto eccessivo. La sentenza sottolinea l'importanza di contestare tempestivamente gli atti impositivi.
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Imposta di registro preliminare: quando si paga?
Un contribuente ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale su una sentenza che disponeva il trasferimento di un immobile, sostenendo che dovesse essere fissa poiché subordinata al pagamento del prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la condizione del pagamento del prezzo dipende dalla mera volontà dell'acquirente (condizione meramente potestativa) e, pertanto, ai fini fiscali, l'atto deve essere tassato immediatamente con l'imposta proporzionale, come se non fosse condizionato. Questa decisione consolida un principio fondamentale sull'imposta di registro preliminare.
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Prezzo IVA esclusa: la Cassazione chiarisce l’obbligo
Una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare tra due società. La questione centrale riguarda il pagamento dell'IVA non menzionata nel contratto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che, in assenza di un patto esplicito e inequivocabile, il prezzo si intende al netto dell'imposta (prezzo IVA esclusa). Di conseguenza, l'acquirente è tenuto a corrispondere l'IVA oltre al prezzo pattuito. La mancata corresponsione dell'IVA può costituire un inadempimento contrattuale, richiedendo una nuova valutazione del comportamento delle parti.
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Sentenza ex art. 2932 c.c.: tassazione proporzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza ex art. 2932 c.c., che dispone il trasferimento di un immobile subordinandolo al pagamento del prezzo, è soggetta a imposta di registro in misura proporzionale e non fissa. Tale condizione è considerata 'meramente potestativa' dal lato dell'acquirente ai fini fiscali, rendendo il trasferimento immediatamente imponibile, indipendentemente dal fatto che l'acquirente avesse manifestato la volontà di non concludere l'affare.
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Perdita di chance: no al risarcimento se incerta
Una società, a seguito dell'annullamento di un contratto di concessione di un immobile con un Comune, ha richiesto il risarcimento del danno per mancato guadagno derivante da un contratto di affitto d'azienda non concluso. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, sottolineando che non è risarcibile una mera possibilità di reddito futura, qualificabile come perdita di chance, quando la sua concreta realizzazione e remuneratività appaiono incerte. La Corte ha distinto questo caso dal lucro cessante, che presuppone la perdita di un guadagno quasi certo.
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Prova contratto di mutuo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19047/2025, interviene su una complessa vicenda nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare e sfociata in una lite su un presunto contratto di mutuo. La Corte ha stabilito che per la prova del contratto di mutuo non basta una scrittura privata che ne attesti l'esistenza, ma è necessaria la dimostrazione dell'effettiva consegna del denaro (traditio). Di conseguenza, ha cassato la decisione di merito che aveva condannato il presunto mutuatario alla restituzione della somma, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Certificato di agibilità: legittimo rifiuto al rogito
La Cassazione chiarisce che la mancanza del certificato di agibilità costituisce un inadempimento grave del venditore, legittimando il rifiuto del compratore di stipulare il contratto definitivo. Inoltre, la domanda giudiziale di trasferimento coattivo dell'immobile (ex art. 2932 c.c.) implica l'offerta di pagamento del saldo prezzo, non essendo necessaria un'offerta formale separata quando il versamento è previsto al rogito.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19277/2025, ha rigettato il ricorso di una società che contestava un lodo arbitrale. Il caso riguardava un contratto preliminare di vendita immobiliare che, secondo la ricorrente, mascherava un patto commissorio vietato. La Corte ha stabilito che, dopo la riforma del 2006, l'impugnazione del lodo arbitrale per violazione di norme di diritto è ammessa solo se espressamente prevista dalle parti nella convenzione di arbitrato. Inoltre, ha chiarito che la violazione del divieto di patto commissorio, pur essendo una norma imperativa, non costituisce una violazione dell'ordine pubblico tale da consentire l'impugnazione in assenza di tale previsione, rafforzando così la stabilità delle decisioni arbitrali.
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Risoluzione e caparra: la Cassazione chiarisce
In un caso di contratto preliminare immobiliare, la Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra risoluzione e caparra. La Corte ha stabilito che una parte che chiede la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni non può ottenere anche il doppio della caparra, rimedio previsto per il diverso istituto del recesso. Viene inoltre ribadito che la prova della simulazione del prezzo tra le parti richiede un atto scritto.
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