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Art. 2909 Codice Civile — Anno 2024

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1249 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Giudicato esterno: non vale per anni successivi
Un'associazione culturale, a seguito di un accertamento fiscale per l'anno 2004, ha invocato una precedente sentenza favorevole relativa ad annualità passate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, chiarendo che il giudicato esterno non si estende automaticamente agli anni d'imposta successivi. Spetta al contribuente dimostrare la perfetta identità dei presupposti di fatto e di diritto, onere che in questo caso non è stato assolto. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento basato su presunzioni legali che qualificavano l'attività dell'ente come commerciale.
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Mutuo solutorio: valido o nullo? La Cassazione decide
L'ordinanza interlocutoria esamina il caso di un 'mutuo solutorio', un finanziamento concesso da una banca per estinguere un debito preesistente dello stesso cliente. I debitori sostenevano la nullità del contratto, ritenendolo una mera operazione contabile senza effettivo trasferimento di denaro. A fronte di un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione di massima importanza e ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un verdetto definitivo sulla validità e natura di tale contratto.
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Blocco stipendiale: no aumenti per progressioni carriera
Una dirigente medico si è vista negare l'aumento di stipendio conseguente a una progressione di carriera, a causa del blocco stipendiale imposto alla pubblica amministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il blocco si applica a tutte le forme di progressione, anche quelle non automatiche basate su valutazione. Di conseguenza, durante il periodo di blocco, la progressione ha avuto solo effetti giuridici e non economici, escludendo il diritto alle differenze retributive e al risarcimento del danno per il ritardo nella valutazione.
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Opposizione esecuzione: quando è ammessa? Il caso
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un complesso caso di opposizione esecuzione. La controversia nasce dalla richiesta di restituzione di una somma, originariamente pagata da un ente pubblico a un professionista in virtù di un decreto ingiuntivo poi revocato. Il professionista ha promosso opposizione esecuzione, eccependo la prescrizione del credito e chiedendo la compensazione con un proprio controcredito per indebito arricchimento. Data la particolare rilevanza delle questioni giuridiche sollevate, relative ai limiti del giudicato, alla decorrenza della prescrizione e all'ammissibilità di domande riconvenzionali, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza.
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Marchio decettivo: priorità d’uso non giustifica l’uso
In una complessa vicenda sulla tutela di un marchio conteso tra un produttore americano e uno boemo, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il diritto di priorità d'uso ("preuso") non legittima l'utilizzo di un marchio se questo è stato giudicato decettivo. L'uso di un marchio decettivo è un atto illecito che può costituire contraffazione dei marchi validamente registrati da terzi. La sentenza chiarisce che la protezione del consumatore dall'inganno prevale sul diritto di preuso, affermando che quest'ultimo non può essere esercitato in modo illecito.
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Valutazione aree edificabili: la Cassazione su IMU
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti contro il Comune per il pagamento dell'IMU su terreni considerati edificabili. La Corte ha stabilito che la qualifica di pertinenza di un terreno e la sua valutazione economica sono questioni di fatto, non riesaminabili in sede di legittimità. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di Cassazione in materia di valutazione aree edificabili e conferma che per tributi non armonizzati come l'IMU non è obbligatorio il contraddittorio preventivo.
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IMU Aree Edificabili: la Cassazione fa chiarezza
Un contribuente ha contestato avvisi di accertamento IMU su terreni ritenuti edificabili, sostenendo che fossero pertinenze dell'abitazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la nullità procedurale del primo grado non comporta il rinvio della causa. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione sulla natura pertinenziale dei terreni è una questione di fatto, insindacabile in sede di legittimità, e ha chiarito le regole su motivazione degli atti, valore delle IMU aree edificabili e contraddittorio preventivo.
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Stabilizzazione pubblico impiego: quando nasce il diritto?
Un'impiegata, inclusa in una graduatoria di stabilizzazione nel settore sanitario, si è vista negare l'assunzione a tempo indeterminato a causa della sospensione della procedura prima della firma del contratto. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, affermando che nella stabilizzazione pubblico impiego il diritto all'assunzione si perfeziona solo con la sottoscrizione del contratto individuale. L'amministrazione può legittimamente bloccare o revocare la procedura per valide ragioni, come la mancanza di copertura finanziaria, fino a quel momento.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18607/2024, interviene sulla lunga controversia riguardante la remunerazione dei medici specializzandi iscritti prima del 1991. La Corte ha stabilito che l'importo corretto è di € 6.713,94 annui, come previsto dalla L. 370/1999, e non la cifra superiore liquidata in appello. Fondamentale anche la precisazione sulla decorrenza del diritto: la remunerazione è dovuta solo a partire dal 1° gennaio 1983, anche per chi ha iniziato il corso in anni precedenti. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Divisione ereditaria: vendita di beni e usucapione
In un complesso caso di divisione ereditaria, la Cassazione affronta due temi cruciali: l'ammissibilità dell'appello e la qualificazione della vendita di beni da parte di un coerede. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il gravame per difetto di specificità. Ha invece confermato che la vendita di beni che esauriscono la quota di un coerede va qualificata come cessione di quota ereditaria con effetti reali, e non come vendita di singoli beni con efficacia solo obbligatoria.
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Inefficacia contratto locazione: no al canone
Un sublocatore perde il diritto a riscuotere i canoni di sublocazione dopo che il contratto di locazione originario è stato dichiarato inefficace a seguito del fallimento del proprietario. La Cassazione ha stabilito che la sentenza di inefficacia del contratto di locazione, una volta divenuta definitiva, estingue gli obblighi del subconduttore verso il sublocatore, legittimando un nuovo contratto diretto con la curatela fallimentare.
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Compensazione spese legali: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della compensazione spese legali in un caso in cui l'atto di pignoramento era basato su cartelle di pagamento poi annullate. La decisione si fonda sul fatto che l'annullamento in autotutela non implica automaticamente la condanna alle spese per l'amministrazione e che la stessa contribuente aveva richiesto, in via subordinata, la compensazione.
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Giudicato esterno: limiti alla nuova azione bancaria
Una società, dopo aver ottenuto un giudizio definitivo per il ricalcolo del saldo del proprio conto corrente a causa dell'anatocismo, ha avviato una nuova causa per altre nullità (interessi usurari, etc.). La Corte di Cassazione, applicando il principio del giudicato esterno, ha stabilito che la prima sentenza, avendo già determinato il saldo del conto a una data specifica, preclude ogni nuova azione basata su questioni che si sarebbero potute sollevare nel primo processo. La decisione ribadisce l'ampia portata preclusiva del giudicato.
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Ricorso tardivo: Cassazione lo dichiara inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una contribuente. La decisione si fonda su un vizio procedurale insuperabile: il ricorso tardivo, notificato oltre il termine perentorio di legge, anche tenendo conto delle sospensioni per l'emergenza Covid-19. La Corte non ha quindi esaminato nel merito le questioni relative alla presunta società di fatto.
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Reverse charge sanzioni: onere della prova sul cedente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18418/2024, ha stabilito che in caso di contestazioni sulle sanzioni per l'errata applicazione del reverse charge, spetta al contribuente che ha emesso la fattura dimostrare la sussistenza dei presupposti per l'applicazione di tale regime speciale. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente addossato l'onere della prova all'Agenzia delle Entrate, ribadendo che l'inversione contabile è una deroga al principio generale IVA e chi se ne avvale deve provarne la legittimità.
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Sanzioni reverse charge: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18416/2024, ha stabilito che in caso di errata applicazione del reverse charge, le sanzioni per l'omessa fatturazione non escludono quelle per la dichiarazione IVA infedele. La Corte ha chiarito che si tratta di due condotte distinte e che non opera il principio di specialità, annullando la decisione di merito che aveva applicato solo la sanzione fissa minima.
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Accertamento sintetico prova: la rilevanza temporale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18414/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento sintetico per l'anno 2008. L'elemento chiave è stata la valutazione della prova del contribuente, consistente in una disponibilità finanziaria di 400.000 euro. La Corte ha stabilito che tale prova era irrilevante, poiché la somma è diventata disponibile solo nel 2010, due anni dopo il periodo d'imposta contestato, confermando l'importanza della pertinenza temporale della prova nell'accertamento sintetico.
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Sanzione fissa apparecchi gioco: la Cassazione attende
Il caso riguarda un'esercente multata con una sanzione fissa di 20.000 euro per l'installazione di un apparecchio da gioco non autorizzato. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La ragione del rinvio è l'attesa di una decisione su una questione di legittimità costituzionale, sollevata in un altro procedimento, riguardante la proporzionalità della sanzione fissa per gli apparecchi gioco.
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Equo indennizzo: durata irragionevole e processo
Lavoratori chiedono un equo indennizzo per una procedura fallimentare durata 26 anni. Anche se pagati integralmente, la Cassazione stabilisce che la durata irragionevole del processo causa un pregiudizio che va risarcito, annullando la decisione di merito che aveva negato il diritto.
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Decreto di esproprio tardivo: la Cassazione esamina
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un complesso caso riguardante un decreto di esproprio. La controversia vede contrapposti gli eredi di un terreno e un Comune. I punti centrali del dibattito sono la validità di un decreto di esproprio emesso tardivamente e a nome di una persona defunta, le conseguenze procedurali di una sua tardiva produzione in giudizio e la questione della legittimazione attiva degli eredi che non hanno provato l'accettazione dell'eredità. Riconoscendo la rilevanza nomofilattica delle questioni, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza prima di emettere una decisione finale.
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