LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2909 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 28 di 40

1249 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Giudicato interno: l’appello riapre tutta la questione
Un lavoratore ricorre in Cassazione sostenendo la violazione del giudicato interno, poiché la Corte d'Appello aveva riesaminato un credito non specificamente contestato. La Suprema Corte rigetta il ricorso, affermando che l'appello su un singolo elemento di una statuizione riapre la cognizione sull'intera questione, superando i limiti del giudicato interno.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una controversia relativa all'indennità per una servitù di passaggio, giunta fino alla Corte di Cassazione dopo una sentenza di Appello, si conclude in via definitiva. A seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti, accettata dalla controparte, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi nel merito della questione né sulle spese legali.
Continua »
Notifica Avvocatura Stato: l’errore che salva l’appello
Una specializzanda in medicina ha ottenuto un risarcimento per la tardiva attuazione di direttive UE. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile per tardività il ricorso dell'Amministrazione statale, ritenendo valida la notifica della sentenza alla sede della Presidenza del Consiglio anziché all'Avvocatura. La Cassazione ha annullato tale decisione, ribadendo che la notifica all'Avvocatura dello Stato è l'unica valida per far decorrere i termini di impugnazione, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società immobiliare, dopo aver impugnato una sentenza in Cassazione, effettua una rinuncia al ricorso. La controparte, un ente comunale, non accetta la rinuncia e insiste per la liquidazione delle spese. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio e, in linea con la normativa, condanna la parte rinunciante al pagamento di tutte le spese processuali sostenute dalla controparte, chiarendo le implicazioni economiche di tale atto procedurale.
Continua »
Supercondominio e uso dei beni comuni: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18241/2024, ha chiarito i presupposti per la costituzione di un supercondominio. Nel caso esaminato, una società immobiliare aveva agito in giudizio per la rimozione di una condotta fognaria che attraversava aree di sua presunta proprietà esclusiva. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello che aveva qualificato tali aree come beni comuni facenti parte di un supercondominio sorto di fatto. Di conseguenza, l'utilizzo della condotta non configurava una servitù illegittima, ma un legittimo uso della cosa comune, respingendo così l'actio negatoria servitutis.
Continua »
Fideiussione omnibus: validità e limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18232/2024, interviene sulla validità della fideiussione omnibus. Un padre aveva prestato una garanzia per la società del figlio nel 2001, per poi donargli il suo unico immobile nel 2009. La Corte d'Appello aveva ritenuto la garanzia estinta e inefficace per i debiti futuri. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che la fideiussione omnibus è pienamente valida ed efficace anche per le obbligazioni future, a condizione che sia previsto un importo massimo garantito, come richiesto dalla legge.
Continua »
Rimborso oneri esproprio: chi paga i costi extra?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci assegnatari di alloggi in cooperativa edilizia devono rimborsare al Comune i maggiori costi derivanti da un contenzioso sull'indennità di esproprio dei terreni. La decisione si fonda sul principio del pareggio economico e sugli obblighi contrattuali assunti dagli assegnatari. Il rimborso degli oneri di esproprio diventa quindi un onere trasferibile se previsto negli atti negoziali.
Continua »
Riassunzione processo esecutivo: quando scattano i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla riassunzione del processo esecutivo sospeso in attesa della divisione di un bene pignorato. La controversia nasceva dalla richiesta di estinzione di una procedura esecutiva, basata sul presunto decorso del termine semestrale per la riassunzione. La Corte ha chiarito che tale termine non decorre dalla sentenza che si limita a dichiarare lo scioglimento della comunione, ma dalla decisione che definisce l'intero giudizio di divisione, rendendo esecutivo il progetto. Di conseguenza, la procedura esecutiva non era estinta, poiché il giudizio di divisione non era ancora concluso. La Corte ha quindi accolto il ricorso del creditore, annullando la decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato estinta l'esecuzione.
Continua »
Frazionamento del credito nel leasing: è lecito?
Una società di leasing ha ottenuto prima un'ingiunzione per la restituzione di un escavatore e poi una seconda per i canoni non pagati. I debitori hanno contestato questa pratica come un illegittimo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il diritto alla restituzione del bene e quello al pagamento dei canoni sono diritti distinti, anche se derivanti dallo stesso contratto, e possono quindi essere perseguiti con azioni legali separate e successive.
Continua »
Responsabilità precontrattuale: quando si può recedere
Una società immobiliare ha citato in giudizio un ente pubblico per responsabilità precontrattuale a seguito del fallimento di una trattativa durata oltre un decennio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado, negando il risarcimento del danno. È stato stabilito che l'ente non aveva mai generato un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto, rendendo il suo recesso dalle negoziazioni un atto legittimo.
Continua »
Giudicato e Aiuti di Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18076/2024, ha stabilito che il principio del giudicato nazionale cede di fronte al diritto dell'Unione Europea in materia di Aiuti di Stato. Anche in fase di esecuzione di una sentenza definitiva che riconosce un'agevolazione fiscale, il giudice dell'ottemperanza deve verificare la compatibilità del beneficio con le norme europee. Nel caso specifico, un'impresa si era vista riconoscere un rimborso fiscale, ma l'Agenzia delle Entrate ne negava l'erogazione perché l'agevolazione era stata dichiarata aiuto di Stato illegale dalla Commissione Europea. La Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, cassando la precedente decisione e rinviando al giudice di merito per la verifica di compatibilità.
Continua »
Ripartizione spese riscaldamento: No a quote fisse
In una lunga controversia tra due condomini e il loro condominio, la Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di una delibera che imponeva una quota fissa del 20% per le spese di riscaldamento. La sentenza ribadisce il principio fondamentale secondo cui la ripartizione spese riscaldamento, in presenza di sistemi di contabilizzazione del calore, deve avvenire esclusivamente in base al consumo effettivo. Anche i condomini distaccatisi dall'impianto centrale devono contribuire solo alle spese effettive di manutenzione e conservazione, non a quote forfettarie. Il caso è stato rinviato alla Corte di Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
Continua »
Criteri di scelta licenziamento: no a punteggi opachi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18046/2024, ha dichiarato illegittimo un licenziamento collettivo in cui i criteri di scelta erano applicati tramite un punteggio numerico soggettivo e discrezionale. La Corte ha ribadito che le modalità applicative dei criteri di scelta licenziamento devono basarsi su elementi oggettivi, preesistenti e verificabili, per garantire trasparenza e permettere al lavoratore di contestare la decisione.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di giustizia tributaria per motivazione apparente. Il caso riguardava una controversia sull'IMU e il vincolo di pertinenzialità di un immobile. I giudici di secondo grado, decidendo dopo un primo annullamento con rinvio, non avevano seguito i principi di diritto indicati dalla Cassazione, limitandosi a formulare affermazioni generiche e scollegate dalle prove. La Suprema Corte ha ribadito che una motivazione è apparente, e quindi la sentenza è nulla, quando non permette di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice.
Continua »
Appello incidentale condizionato: quando è d’obbligo?
Una società costruttrice, dopo aver citato in giudizio una società appaltante per il pagamento di riserve su un contratto d'appalto, ha perso la sua causa in appello per non aver proposto un appello incidentale condizionato. Nonostante avesse vinto in primo grado contro un terzo chiamato in causa (un ente universitario), era risultata soccombente nei confronti della controparte originaria. La Corte di Cassazione ha confermato che, in tale situazione, la mancata proposizione di un appello incidentale ha reso definitiva la sentenza di rigetto della sua domanda principale, evidenziando un punto cruciale della procedura civile.
Continua »
Giudicato tributario: non vale per esenzioni IMU variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17880/2024, ha stabilito un importante principio in materia di giudicato tributario. Una società di riscossione aveva impugnato una decisione che concedeva a un ente religioso l'esenzione IMU sulla base di sentenze precedenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il giudicato non si estende a elementi variabili come l'effettivo utilizzo di un immobile, che deve essere provato per ogni singola annualità d'imposta. La causa è stata rinviata per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Tardività appello tributario: notifica e termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un ente comunale a causa della sua tardività. La Corte ha stabilito che la notifica della sentenza di primo grado, effettuata dal contribuente a un ufficio specifico dell'ente, era valida per far decorrere il termine breve per l'impugnazione. La decisione, incentrata sulla tardività dell'appello tributario, ha di fatto confermato l'esenzione fiscale per un istituto religioso, annullando la sentenza d'appello per un vizio procedurale preliminare.
Continua »
Esenzione TARI enti ecclesiastici: la Cassazione decide
Un istituto religioso si opponeva al pagamento della TARI. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della municipalizzata, confermando l'esenzione TARI per gli enti ecclesiastici in base a una nuova legge retroattiva (d.l. 146/2021) che si applica anche ai rapporti pendenti.
Continua »
Correzione errore materiale: limiti e nullità sentenza
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello per uso improprio della procedura di correzione errore materiale. La Corte d'Appello aveva inizialmente omesso di pronunciarsi sulla nullità di un contratto di vendita, per poi 'aggiungere' la decisione tramite correzione. La Cassazione ha stabilito che tale procedura non può sanare un'omissione di pronuncia, ma solo vizi formali del documento. Inoltre, ha censurato la sentenza per non aver considerato un fatto decisivo: il mancato pagamento del prezzo della compravendita.
Continua »
Accertamento socio e giudicato: la sentenza non vincola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17531/2024, ha stabilito che un accertamento socio non può fondarsi su una sentenza non definitiva emessa nei confronti della società. La Corte ha cassato la decisione che rideterminava il reddito di una socia sulla base di un accertamento societario non ancora passato in giudicato, riaffermando il principio fondamentale dell'articolo 2909 del codice civile.
Continua »