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Art. 2909 Codice Civile — Anno 2024

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1249 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Prelazione agraria: onere della prova e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10304/2024, ha rigettato il ricorso di due coltivatori diretti che rivendicavano il diritto di riscatto su un fondo confinante. La Corte ha confermato la decisione d'appello, ribadendo che l'onere di dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti per la prelazione agraria grava interamente su chi intende esercitare tale diritto. Inoltre, ha sottolineato come il giudizio di Cassazione non possa trasformarsi in una nuova valutazione del merito e delle prove, ma debba limitarsi a verificare la corretta applicazione della legge.
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Probatio diabolica: prova attenuata in rivendicazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di accoglimento di un'azione di rivendicazione immobiliare. Il caso chiarisce che la cosiddetta probatio diabolica, ovvero l'onere della prova in capo a chi rivendica la proprietà, può essere attenuata quando il bene conteso proviene da un comune atto di divisione tra i danti causa delle parti, poiché tale atto implica un reciproco riconoscimento della proprietà.
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Notifica familiare convivente: quando è valida?
Una contribuente contesta un'iscrizione ipotecaria sostenendo di non aver ricevuto le cartelle di pagamento. Queste erano state consegnate a una persona qualificatasi come "familiare convivente" e "marito", nonostante la destinataria fosse nubile. La Cassazione chiarisce che la notifica familiare convivente è valida se basata sul rapporto di fatto della convivenza, a prescindere dall'errata qualifica giuridica. Tuttavia, accoglie parzialmente il ricorso annullando una parte del debito perché coperto da un precedente giudicato che ne aveva già sancito la nullità della notifica.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e onere della prova
Un dipendente pubblico ha impugnato la sentenza di secondo grado che rigettava le sue richieste di reinquadramento superiore, risarcimento per demansionamento e mobbing, e annullamento di sanzioni. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la genericità delle critiche mosse alla sentenza d'appello e la mancata autosufficienza dei motivi, che miravano a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Rinuncia ricorso cassazione: estinzione del processo
Una società di servizi sportivi ha impugnato un avviso di accertamento IMU per un centro sportivo, vedendo respinte le sue ragioni nei primi due gradi di giudizio. In Cassazione, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. A seguito di tale accordo, la società ha presentato una rinuncia ricorso cassazione, che è stata accettata dal Comune. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Responsabilità amministratori: le decisioni dannose
La Corte di Cassazione conferma la condanna per responsabilità amministratori che, per proteggere il proprio patrimonio personale, hanno omesso di chiamare in causa una società collegata corresponsabile di un danno e hanno svenduto i beni aziendali. L'ordinanza chiarisce che tali condotte, dettate da un conflitto di interessi, costituiscono grave mala gestio e giustificano il risarcimento a favore del fallimento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Giudicato lettori universitari: la Cassazione decide
Un gruppo di lettori universitari di lingua straniera, già beneficiari di una sentenza passata in giudicato che stabiliva il loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato e una specifica retribuzione, hanno adito nuovamente la giustizia per ottenere la piena parità economica con i ricercatori universitari, basandosi su normative sopravvenute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il precedente "giudicato lettori universitari" osta a una nuova pronuncia sul medesimo oggetto, poiché le leggi invocate non erano idonee a modificare il rapporto giuridico già definitivamente accertato.
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Reddito di partecipazione: socio e S.r.l., legame fisso
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento fiscale nei confronti di un socio per un maggior reddito di partecipazione è strettamente dipendente dall'esito dell'accertamento sulla società. Se l'avviso di accertamento della S.r.l. a ristretta base familiare diventa definitivo, viene meno il presupposto per l'annullamento dell'atto impositivo notificato al socio. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l'avviso al socio, rinviando per un nuovo esame.
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Pausa non goduta: spetta retribuzione o risarcimento?
In un caso riguardante una guardia giurata, la Corte di Cassazione ha stabilito che la pausa non goduta non dà diritto a una retribuzione automatica, ma costituisce un inadempimento contrattuale. Di conseguenza, il lavoratore può richiedere un risarcimento per il danno subito, la cui prova è a suo carico. La Corte ha annullato la precedente decisione che aveva concesso una somma a titolo di retribuzione, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Legittimazione passiva Stato: l’errore del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10074/2024, si è pronunciata su un complesso caso di risarcimento danni promosso da medici specialisti contro lo Stato per la mancata remunerazione durante la specializzazione. Il punto cruciale riguarda la legittimazione passiva dello Stato. La Corte ha stabilito che, sebbene la Presidenza del Consiglio dei Ministri sia l'organo corretto da citare in giudizio, l'aver citato erroneamente singoli Ministeri costituisce una mera irregolarità sanabile se non eccepita tempestivamente dall'Avvocatura dello Stato. Di conseguenza, il giudice d'appello ha errato nel condannare d'ufficio la Presidenza del Consiglio, mai evocata in giudizio, violando il principio del contraddittorio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Decreto Ingiuntivo Non Opposto: limiti del giudicato
Una società creditrice si oppone all'ammissione parziale del suo credito in un fallimento. La Cassazione chiarisce che un decreto ingiuntivo non opposto non impedisce di riproporre la domanda per gli interessi moratori non accolti, poiché il giudicato copre solo la parte di credito concessa. La richiesta di rivalsa IVA senza fattura è invece inammissibile.
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Finanziamento abusivo: l’azione di responsabilità è salva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11155/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di finanziamento abusivo. L'ammissione di un credito bancario al passivo di un fallimento non preclude al curatore la possibilità di intentare una separata azione di responsabilità contro la stessa banca per i danni causati dalla concessione abusiva di quel credito. La Corte ha chiarito che l'efficacia del decreto di ammissione al passivo è 'endofallimentare', cioè limitata alla procedura concorsuale, e non crea un giudicato esterno che possa bloccare un'azione risarcitoria basata su un titolo diverso, di natura extracontrattuale.
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Termine breve impugnazione: errore nel rimedio lo fa scattare
La Corte di Cassazione chiarisce che il termine breve per l'impugnazione di un provvedimento decorre anche se la parte propone un rimedio processuale errato. Nel caso specifico, due soggetti avevano appellato un'ordinanza di estinzione del giudizio, ma l'appello è stato giudicato inammissibile perché tardivo. Avevano infatti precedentemente proposto un reclamo (rimedio errato), e la proposizione di tale atto è stata considerata come 'conoscenza legale' del provvedimento, facendo così scattare il termine breve per proporre il corretto appello. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello senza rinvio.
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Consulenza tecnica d’ufficio: doveri del giudice
In una causa di sconfinamento immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla consulenza tecnica d'ufficio. Se le relazioni peritali sono contraddittorie, il giudice non può limitarsi a rigettare la domanda per difetto di prova. Deve, invece, assumere un ruolo attivo: scegliere una delle tesi motivando, disporre una nuova perizia o chiedere chiarimenti. La passività del giudice di fronte a conclusioni difformi dell'ausiliario è stata censurata, annullando la decisione d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Giudicato interno: i limiti su sentenze non definitive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un correntista contro una banca. Il caso verteva sulla pretesa violazione di un giudicato interno formatosi su una sentenza non definitiva che riconosceva il diritto al rendiconto. La Corte ha chiarito che tale statuizione non era un capo autonomo della decisione e, in ogni caso, era stata superata dalla successiva dichiarazione di cessazione della materia del contendere, che travolge tutte le precedenti pronunce non definitive. La contestazione di un'operazione, inoltre, è stata ritenuta tardiva in quanto il correntista ne era a conoscenza da prima del ricevimento degli estratti conto.
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Onere della prova: no a CTU esplorativa nel bancario
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente percepite. Sebbene vittoriosa in primo grado grazie a una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte d'Appello ha ritenuto le accuse iniziali troppo generiche e la CTU meramente "esplorativa", violando così l'onere della prova a carico della società. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, respingendo il ricorso e sottolineando che la CTU non può supplire alla carenza probatoria e assertiva della parte che agisce in giudizio.
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Astreinte e impossibilità: quando la penale decade
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10942/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di astreinte e impossibilità di adempiere. Se un'obbligazione, come la consegna di documenti, viene giudizialmente dichiarata impossibile, la misura coercitiva della penale giornaliera (astreinte) perde la sua funzione e non può essere richiesta. La Corte ha chiarito che, in caso di conflitto tra giudicati, prevale la decisione più recente che accerta l'impossibilità, annullando di fatto gli effetti del precedente titolo esecutivo che imponeva la penale.
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Diritto di transito: interpretazione e limiti del termine
La Corte di Cassazione interviene su una disputa riguardante un diritto di transito. Il caso verte sulla corretta interpretazione del termine "transito" in un atto di divisione immobiliare: se si riferisca solo al passaggio pedonale o anche a quello veicolare. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso il passaggio di veicoli, stabilendo che il giudice di merito deve compiere un'analisi più approfondita della volontà delle parti espressa nell'atto. È stata invece confermata la decisione che ordinava la rimozione di una telecamera di sorveglianza privata perché inquadrava aree condominiali, violando la privacy.
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Notifica nulla: quando l’appello tardivo è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può presentare un ricorso tardivo se la notifica della sentenza d'appello è radicalmente nulla, come nel caso di consegna a una persona del tutto estranea al destinatario. In tale circostanza, si presume la mancata conoscenza del processo da parte del contribuente, e spetta all'Agenzia delle Entrate dimostrare il contrario. Poiché l'Agenzia non ha fornito tale prova, la Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza e rinviando il caso alla corte di merito per una nuova valutazione.
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Onere della prova: fatture false e onere del Fisco
Una società tessile si è vista contestare l'uso di fatture false per ottenere finanziamenti. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione regionale, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia tributaria. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire elementi indiziari sulla falsità delle operazioni; spetta poi al contribuente dimostrarne l'effettiva esistenza, non bastando prove formali come fatture e pagamenti tracciabili.
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