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Art. 2901 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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137 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Azione Revocatoria: Casa alla Moglie in Separazione non Salva dai Debiti
Un imprenditore, garante per un ingente debito societario, trasferisce la propria quota della casa coniugale alla moglie durante la separazione consensuale. La società creditrice agisce con un'Azione revocatoria per rendere inefficace il trasferimento. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che l'atto, sebbene inserito in un accordo di separazione, ha di fatto ridotto la garanzia patrimoniale del debitore. La consapevolezza della moglie del pregiudizio arrecato al creditore è stata provata tramite presunzioni, come il rapporto di coniugio e la tempistica dell'operazione. L'Azione revocatoria è stata quindi accolta.
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Azione revocatoria immobile ipotecato: vendita tra parenti annullata
Una società vendeva il suo unico immobile di valore a un'altra società gestita dallo stesso nucleo familiare, pur avendo un ingente debito con l'erario. L'Agente della Riscossione ha agito in giudizio per rendere inefficace la vendita. La Cassazione ha confermato che l'azione revocatoria su immobile ipotecato è legittima. La presenza di un'ipoteca a favore di un altro creditore (una banca) non impedisce la revoca, perché la vendita rende comunque più difficile e incerta la riscossione del credito per gli altri creditori non garantiti. La Corte ha quindi dato ragione all'Agente della Riscossione, stabilendo che la vendita pregiudicava le sue ragioni.
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Azione Revocatoria: Vendita a Parente non Salva da Debiti Bancari
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria promossa da una banca. L'istituto di credito aveva agito contro i garanti di una società debitrice che avevano venduto i propri immobili a stretti familiari. I giudici hanno ritenuto che la vendita fosse finalizzata a sottrarre i beni alla garanzia del creditore. La decisione si è basata su prove presuntive, come lo stretto legame di parentela tra venditori e acquirenti e la coincidenza temporale tra la vendita e l'esistenza di un debito consistente. L'azione revocatoria ha quindi reso le vendite inefficaci nei confronti della banca, che potrà pignorare gli immobili.
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Azione Revocatoria: Acquisto Consapevole di Debiti, Vendita Inefficace
Un creditore ottiene la vittoria in tribunale con un'azione revocatoria contro una società che aveva acquistato un immobile dal suo debitore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la vendita è inefficace nei confronti del creditore. Il punto cruciale è che la società acquirente era consapevole del debito preesistente al momento dell'acquisto, avvenuto tramite rogito notarile. Questa conoscenza ('scientia damni') è stata provata e rende l'atto revocabile, poiché pregiudica le possibilità del creditore di recuperare quanto gli spetta. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione.
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Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: Debito Incerto, Scudo Rotto
La Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria fondo patrimoniale può essere avviata anche sulla base di un credito non ancora accertato in via definitiva, ma semplicemente 'litigioso'. Nel caso specifico, un creditore ha agito contro due coniugi che avevano vincolato i loro beni in un fondo patrimoniale per sottrarli a un debito di quasi 200 mila euro. La Corte ha stabilito che la tutela del credito prevale, rendendo l'atto inefficace verso il creditore. Inoltre, ha confermato la condanna alle spese legali anche per il coniuge non direttamente debitore, in quanto partecipe necessario alla costituzione del fondo e al relativo giudizio. L'appello dei coniugi è stato quindi respinto.
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Azione revocatoria: i rischi procedurali in Cassazione
Una venditrice ha promosso un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dai suoi debitori a favore di una società di costruzioni. Dopo la vittoria in appello, i debitori hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi improcedibili poiché i ricorrenti non hanno depositato la relata di notifica della sentenza impugnata. Tale omissione impedisce alla Corte di verificare la tempestività del ricorso rispetto ai termini brevi di legge, rendendo irrilevanti le contestazioni nel merito.
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Azione revocatoria: trasferimento casa tra coniugi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un trasferimento immobiliare avvenuto tra coniugi in sede di separazione consensuale, accogliendo l'azione revocatoria promossa da un creditore. Il caso nasce da una richiesta di risarcimento danni derivante da una condanna penale. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione dei presupposti dell'azione revocatoria, come il pregiudizio al creditore e la consapevolezza del danno, spetta esclusivamente al giudice di merito. Inoltre, e stato chiarito che la presenza di un'ipoteca sull'immobile non impedisce al creditore di agire per tutelare le proprie ragioni.
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Azione revocatoria: donazione e tutela del credito
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**azione revocatoria** esercitata da un istituto bancario contro un atto di donazione immobiliare. I debitori, dopo aver prestato garanzie fideiussorie per una società agricola, avevano donato gran parte del proprio patrimonio a un parente. La Suprema Corte ha stabilito che l'esistenza di un'ipoteca su altri beni non esclude automaticamente il pregiudizio per il creditore, specialmente se non viene provato che il valore dei beni ipotecati sia sufficiente a coprire l'intero debito. Il ricorso è stato rigettato poiché i debitori non hanno assolto l'onere probatorio relativo alla capienza del patrimonio residuo.
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Revocatoria ordinaria: vendita a figli e debiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un atto di compravendita immobiliare tra genitori e figlia tramite l'azione di revocatoria ordinaria. Il caso riguardava il trasferimento della nuda proprietà di un immobile a fronte dell'accollo, da parte della figlia, di un debito bancario di cui era già titolare e che i genitori avevano garantito. I giudici hanno qualificato l'operazione come atto a titolo gratuito, poiché non è derivato alcun vantaggio patrimoniale ai genitori né un sacrificio economico reale per la figlia. La sentenza ribadisce che per l'azione revocatoria è sufficiente che l'atto renda più difficile il soddisfacimento del credito, indipendentemente dalla presenza di altre garanzie come le ipoteche.
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Azione revocatoria: guida al fondo patrimoniale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'azione revocatoria esercitata contro la costituzione di un fondo patrimoniale. Il ricorrente sosteneva che la causa dovesse essere decisa da arbitri o dal tribunale delle imprese, ma la Corte ha chiarito che l'accertamento del credito ha natura incidentale rispetto alla tutela della garanzia patrimoniale. Viene ribadito che per esperire l'azione revocatoria non serve un credito certo e liquido, essendo sufficiente una semplice aspettativa di credito, anche se contestata in altre sedi.
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Azione revocatoria: guida alla tutela del credito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un creditore che aveva esperito un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da parte del debitore. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto che l'omessa pronuncia del primo giudice sul credito equivalesse a un rigetto definitivo. Inoltre, i giudici di merito avevano escluso il danno per il creditore poiché il ricavato della vendita era stato usato per pagare debiti scaduti. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa pronuncia non crea giudicato e che il pagamento parziale di debiti non esclude l'azione revocatoria se residua un patrimonio insufficiente a garantire il credito.
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Azione revocatoria e credito litigioso: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'azione revocatoria promossa contro la costituzione di un fondo patrimoniale effettuata da un debitore. Il punto centrale della decisione riguarda la nozione di credito: la Corte ha ribadito che anche un credito litigioso o eventuale è sufficiente per legittimare il creditore ad agire. Non è necessaria una sentenza definitiva di accertamento, poiché l'azione revocatoria non ha fini restitutori ma conservativi della garanzia patrimoniale. Rileva la data in cui è sorta l'obbligazione originaria, anche se contestata, e non quella della sua consacrazione in un titolo giudiziale.
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Azione revocatoria: donazione ai figli e debiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una donazione immobiliare effettuata da un garante ai propri figli tramite l'azione revocatoria. Il ricorrente sosteneva che il credito non fosse ancora esigibile al momento dell'atto, ma i giudici hanno chiarito che per l'azione revocatoria è sufficiente l'esistenza del debito derivante dalla fideiussione, non la sua scadenza. Trattandosi di un atto a titolo gratuito, la sola consapevolezza del debitore di danneggiare le aspettative dei creditori è bastata a rendere l'atto inopponibile alla banca.
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Azione revocatoria: prova del danno e rapporti familiari
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di atti di donazione e vendita compiuti da un ex amministratore di un istituto bancario in favore del figlio. Attraverso l'azione revocatoria, è stato stabilito che il vincolo di parentela e la notorietà delle vicende giudiziarie del padre costituiscono presunzioni gravi e precise della consapevolezza del pregiudizio arrecato ai creditori. La Corte ha chiarito che per i crediti risarcitori derivanti da illecito, il debito sorge al momento del fatto dannoso, rendendo revocabili gli atti dispositivi successivi anche se compiuti prima di una sentenza definitiva di condanna.
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Azione revocatoria: donazioni ai figli inefficaci
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di atti di donazione patrimoniale compiuti da una debitrice in favore dei propri figli. I creditori, due professionisti con crediti non onorati, hanno promosso con successo l'azione revocatoria per tutelare il proprio diritto al compenso. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei debitori, sottolineando che l'accertamento dei presupposti di fatto, come l'anteriorità del credito e la consapevolezza del danno, spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere oggetto di riesame in sede di legittimità.
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Abuso del processo: quando non scatta la sanzione
Una promissaria acquirente ha citato in giudizio una società e terzi acquirenti per ottenere l'inefficacia di vendite immobiliari lesive del suo diritto. La domanda è stata dichiarata improcedibile perché rivolta a una società già estinta. La Corte d'Appello aveva condannato la donna per abuso del processo, ritenendo la sua azione pretestuosa. La Cassazione ha però annullato tale condanna, chiarendo che agire per la tutela di un diritto soggettivo, anche se con argomentazioni giuridiche errate o maldestre, non configura automaticamente un abuso del processo se non vi è l'intento di lucrare un vantaggio ingiusto.
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Azione revocatoria: fondo patrimoniale a rischio
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della costituzione di un fondo patrimoniale operata da due coniugi, a seguito di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito. Il caso nasce dalla decisione di un fideiussore di vincolare i propri beni immobili dopo aver prestato garanzia per debiti altrui. I giudici di merito avevano già accertato il pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore e la consapevolezza dei debitori. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'azione revocatoria è esperibile anche a tutela di crediti eventuali e che la valutazione sulla sufficienza del patrimonio residuo spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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