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Art. 2697 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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1413 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Donazione remuneratoria o acquisto: chi riceve deve pagare
Un acquirente ha ricevuto due dipinti da un'artista senza pagarne il corrispettivo. Davanti ai giudici, l'uomo ha sostenuto di aver ottenuto i beni a titolo gratuito, invocando una donazione remuneratoria. I giudici di merito hanno invece accertato il possesso delle opere senza alcuna prova dell'intento liberale, condannando l'uomo al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente. La Suprema Corte ha ribadito che spetta a chi riceve i beni dimostrare la gratuità del passaggio. Di fronte a due sentenze conformi nei gradi precedenti, non è consentito richiedere un nuovo esame dei fatti. L'acquirente perde definitivamente la causa, deve pagare il valore dei quadri e sostenere le spese legali.
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Iscrizione Cassa Geometri: il contributo prescinde dal reddito
La Cassa Nazionale di Previdenza dei Geometri ha iscritto d'ufficio un professionista, richiedendo il versamento dei contributi minimi previdenziali. Il professionista ha impugnato la cartella di pagamento, sostenendo di non aver esercitato la professione in modo continuativo e di essere iscritto a un'altra gestione previdenziale. I giudici di merito avevano inizialmente annullato la richiesta della Cassa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'iscrizione Cassa Geometri e il versamento dei contributi minimi sono obbligatori per il solo fatto di essere iscritti all'albo professionale. La mancanza di reddito, l'occasionalità del lavoro o l'iscrizione ad altra gestione INPS non esonerano automaticamente dal pagamento, a meno che il professionista non presenti specifica autocertificazione di esonero nei modi previsti dai regolamenti interni.
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Contribuzione minima obbligatoria: basta l’albo senza reddito
Un professionista geometra ha contestato una cartella di pagamento emessa dall'ente previdenziale di categoria. La richiesta riguardava somme pretese a titolo di contribuzione minima obbligatoria per un'annualità in cui il lavoratore sosteneva di non aver prodotto reddito professionale. I giudici di merito hanno inizialmente accolto l'opposizione del professionista, escludendo il debito previdenziale per carenza di continuità lavorativa. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito del giudizio, accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno chiarito che l'iscrizione all'albo professionale determina automaticamente l'obbligo di iscrizione e di versamento della contribuzione minima obbligatoria, rendendo del tutto irrilevante l'assenza di guadagni o l'eventuale svolgimento occasionale dell'attività.
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Cassa Geometri: l’iscrizione all’albo impone i contributi minimi
L'ente previdenziale ha iscritto d'ufficio un geometra chiedendo il pagamento dei contributi minimi previdenziali. Il professionista ha impugnato la cartella di pagamento sostenendo l'assenza di reddito professionale e lo svolgimento di altra attività con versamenti a diversa gestione pensionistica. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione del geometra, annullando la pretesa contributiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'ente. Per rendere obbligatoria l'iscrizione alla Cassa Geometri e il pagamento della contribuzione minima basta la semplice iscrizione all'albo professionale. La mancanza di guadagni, la saltuarietà dell'attività o la presenza di altra copertura previdenziale non cancellano automaticamente il debito, salvo il rispetto delle specifiche procedure di esonero regolamentari.
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Contribuzione minima Cassa Geometri: debito con albo attivo
Un professionista iscritto all'albo contestava l'obbligo di versare i contributi previdenziali, sostenendo l'assenza di continuità professionale e di reddito. I giudici d'appello avevano annullato la richiesta contributiva. La Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, affermando che la sola iscrizione all'albo impone il versamento della contribuzione minima Cassa Geometri. Il mancato guadagno, il lavoro occasionale o l'iscrizione ad altra gestione previdenziale non bastano a escludere il debito. Per ottenere l'esonero, il professionista deve presentare le specifiche comunicazioni e autocertificazioni previste dal regolamento dell'ente.
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Iscrizione Cassa Geometri: il minimo si paga anche a reddito zero
Un professionista iscritto all'albo contestava una cartella esattoriale per contributi previdenziali non versati, sostenendo di non aver prodotto reddito e di svolgere lavoro dipendente. I giudici di merito avevano annullato la richiesta di pagamento. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: l'iscrizione all'albo professionale rende obbligatoria l'iscrizione Cassa Geometri e il versamento dei contributi minimi. L'assenza di guadagno, l'esercizio saltuario o l'iscrizione ad altra gestione previdenziale non cancellano il debito, salvo formale e tempestiva autocertificazione di esenzione secondo i regolamenti dell'ente.
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Iscrizione alla Cassa di previdenza: basta l’albo
La controversia nasce dalla contestazione mossa da un professionista contro l'ente previdenziale di categoria. L'ente aveva disposto l'iscrizione d'ufficio del lavoratore per vari anni, richiedendo il pagamento dei contributi minimi previdenziali. Il professionista riteneva illegittima tale richiesta, sostenendo di svolgere lavoro dipendente e di non aver prodotto redditi dalla libera professione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che la semplice appartenenza all'albo professionale rende obbligatoria l'iscrizione alla cassa di previdenza e il versamento della contribuzione minima. L'esercizio occasionale dell'attività o l'assenza di guadagni non escludono gli obblighi previdenziali, a meno che il lavoratore non abbia completato tempestivamente le specifiche procedure di esonero previste dai regolamenti interni della cassa.
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Albo e contributi Cassa geometri: obbligo anche senza reddito
Un geometra ha contestato le richieste di pagamento per i contributi Cassa geometri relative a due annualità, sostenendo l'illegittimità dell'iscrizione d'ufficio per mancato esercizio effettivo della professione. La Corte d'Appello aveva dato ragione al professionista, annullando il debito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente di previdenza. I giudici hanno chiarito che la semplice iscrizione all'albo professionale fa scattare l'obbligo di iscrizione alla Cassa e il versamento della contribuzione minima. Non rilevano la mancanza di reddito, l'occasionalità dell'attività o la presenza di una copertura presso un'altra gestione previdenziale, salvo specifica deroga regolamentare provata dal professionista. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Iscrizione Cassa Geometri: il solo albo obbliga a pagare
Un professionista iscritto all'albo contestava l'iscrizione d'ufficio e le relative cartelle di pagamento della cassa previdenziale. Il lavoratore sosteneva di non svolgere attività professionale e di non aver prodotto reddito. La Corte d'Appello annullava i contributi per mancato esercizio effettivo. La Corte di Cassazione accoglie invece il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici stabiliscono che l'iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per far scattare l'iscrizione Cassa Geometri e il pagamento della contribuzione minima. L'eventuale assenza di reddito, l'occasionalità della prestazione o l'iscrizione ad altra gestione previdenziale non cancellano gli obblighi contributivi, salvo specifica esenzione ottenuta secondo le precise modalità regolamentari.
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Zero reddito ma cassa dovuta: albo e contributi minimi
Un professionista riceve una cartella di pagamento da oltre 17.000 euro per contributi minimi non versati. I giudici di merito annullano la richiesta. Essi ritengono che l'attività saltuaria e l'assenza di reddito escludano la debenza dei versamenti. La Cassa professionale impugna la decisione in sede di legittimità. I Supremi Giudici ribaltano l'esito della causa. L'appartenenza all'albo professionale genera in modo automatico l'obbligo di iscrizione alla cassa di previdenza. Il mancato guadagno e la natura occasionale del lavoro non cancellano la contribuzione minima di categoria. L'ente impositore vince il ricorso e il professionista dovrà affrontare un nuovo giudizio per verificare la sussistenza di specifiche cause regolamentari di esonero.
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Iscrizione alla Cassa Geometri: obbligo anche per i dipendenti
Un geometra assunto come lavoratore dipendente presso una società pubblica ha contestato le cartelle esattoriali emesse per contributi previdenziali non versati. Il professionista riteneva illegittima la pretesa contributiva a causa del suo status di dipendente esclusivo. La Corte di Cassazione ha invece ribadito che l'iscrizione alla Cassa Geometri e il pagamento della contribuzione minima scattano automaticamente con la semplice iscrizione all'albo professionale. L'inquadramento come lavoratore subordinato e la contemporanea copertura INPS non bastano ad annullare il debito. Per ottenere l'esenzione, il lavoratore deve seguire tassativamente le procedure regolamentari della Cassa, presentando l'autocertificazione o le specifiche attestazioni datoriali richieste. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale.
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Zero reddito ma contributi previdenziali Cassa Geometri dovuti
L'Ente di previdenza dei geometri ha notificato a un professionista una cartella esattoriale per il recupero dei contributi minimi previdenziali non versati tra il 2008 e il 2012. Il professionista ha contestato la pretesa sostenendo l'assenza di reddito professionale e l'esercizio solo occasionale della professione. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione del professionista, annullando la richiesta contributiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto, accogliendo il ricorso dell'Ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che i contributi previdenziali Cassa Geometri sono obbligatori per il solo fatto di essere iscritti all'albo professionale. La mancanza di reddito, l'occasionalità dell'attività o l'eventuale iscrizione ad altre gestioni non esonerano automaticamente dal pagamento, salvo tempestiva presentazione delle specifiche autocertificazioni regolamentari.
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Iscrizione Cassa Geometri: contributi dovuti anche senza reddito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Cassa di Previdenza contro un professionista che contestava il pagamento dei contributi minimi. I giudici hanno chiarito che l'iscrizione all'albo professionale fa scattare in automatico l'iscrizione Cassa Geometri. Non rileva la mancanza di reddito, né l'esercizio occasionale dell'attività o l'eventuale iscrizione a una diversa gestione previdenziale dell'INPS. Per evitare il pagamento della contribuzione minima, il professionista deve presentare le specifiche comunicazioni e autocertificazioni previste dai regolamenti interni dell'ente. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la decisione favorevole al geometra e ha rinviato il giudizio alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Geometra dipendente: scatta la cassa previdenziale senza esonero
La controversia riguarda un professionista iscritto all'albo dei geometri e dipendente di una società privata. La cassa professionale ha disposto l'iscrizione d'ufficio per recuperare la contribuzione minima di vari anni. La Corte d'Appello ha escluso il debito per le annualità in cui il lavoratore era coperto dall'INPS aziendale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale: l'iscrizione all'albo comporta la presunzione di esercizio della libera professione. Di conseguenza, l'iscrizione alla cassa previdenziale e il pagamento dei contributi minimi restano obbligatori a meno che il lavoratore non provi, tramite le formali comunicazioni e autocertificazioni regolamentari, il rispetto delle condizioni di esonero.
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Contributi Cassa Geometri: scatta l’obbligo anche senza reddito
Un professionista iscritto all'albo dei geometri si opponeva a una cartella esattoriale per contributi previdenziali non versati. Il professionista sosteneva di non aver svolto la professione in modo continuativo e di non aver prodotto reddito professionale. I giudici di merito accoglievano l'opposizione annullando il debito. L'ente previdenziale di categoria ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che per l'obbligo di iscrizione e per il pagamento dei contributi Cassa Geometri è sufficiente l'iscrizione all'albo. La mancanza di guadagni o l'esercizio saltuario non cancellano il debito minimo, salvo il rispetto delle rigorose condizioni formali di deroga stabilite dai regolamenti dell'ente. La Corte ha quindi accolto il ricorso della Cassa.
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Contributi coltivatore diretto: confermato il debito con l’INPS
Una proprietaria terriera ha citato l'ente previdenziale per ottenere l'annullamento della pretesa contributiva relativa agli anni dal 2005 al 2010. La donna sosteneva di non possedere i requisiti per essere inquadrata come lavoratrice della terra. I giudici di merito hanno accertato la presenza delle condizioni oggettive e soggettive dell'attività agricola abituale, confermando l'obbligo dei versamenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della lavoratrice, ribadendo che la verifica dei fatti spetta esclusivamente ai giudici di merito. Chi coltiva terreni con apporto prevalente del nucleo familiare e con fabbisogno minimo di centoquattro giornate annue deve versare i contributi coltivatore diretto all'INPS.
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Accertamento bancario: la prova analitica batte i documenti generici
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente un avviso per il recupero di imposte non versate a seguito di indagini finanziarie sui conti correnti. I giudici di merito hanno ridotto la pretesa fiscale basandosi genericamente sulla presenza di una copiosa documentazione difensiva. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando la mancata analisi puntuale dei singoli movimenti contestati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La legge pone una presunzione a favore del Fisco e impone al contribuente di fornire una prova analitica per ogni accredito. Di conseguenza, il giudice tributario non può limitarsi a richiami generici, ma deve esaminare ogni operazione voce per voce nell'ambito dell'accertamento bancario. La causa torna quindi al giudice di secondo grado per un nuovo esame dettagliato.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: serve la prova di abitualità
Un professionista ha impugnato la richiesta di pagamento notificata dall'ente previdenziale per contributi non versati relativi a un'annualità pregressa. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione del credito e contestato l'obbligo di iscrizione Gestione Separata INPS, dimostrando il carattere meramente occasionale della propria attività e la percezione di un reddito inferiore alla soglia di 5.000 euro. I giudici di appello avevano accolto le ragioni dell'ente, ritenendo non contestata l'abitualità della prestazione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del professionista, stabilendo che l'ente previdenziale non può presumere l'abitualità del lavoro senza prove concrete quando il contribuente ne ha specificamente contestato la sussistenza. La Suprema Corte ha cassato la decisione impugnata e rinviato la causa per un nuovo giudizio.
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Iscrizione alla Gestione Separata e redditi bassi
L'ente previdenziale ha richiesto i contributi a una professionista legale per l'anno 2009. La lavoratrice ha contestato la pretesa sostenendo il carattere occasionale dell'attività e la produzione di un reddito inferiore a 5.000 euro. I giudici di merito hanno accolto la richiesta dell'istituto, ritenendo non contestata l'abitualità del lavoro. La Corte di Cassazione ha ribadito che l'iscrizione alla Gestione Separata dipende dall'effettiva abitualità dell'occupazione, valutabile con indizi concreti e non solo dal reddito. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che eccepire l'occasionalità della prestazione costituisce una semplice difesa e non un'eccezione tardiva. Di conseguenza, l'ente pubblico non ha dimostrato l'abitualità dell'incarico. La Corte ha cassato la decisione impugnata e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Società a ristretta base partecipativa: società estinta e utili
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un contribuente, rideterminando il suo reddito di partecipazione in una società a ristretta base partecipativa. L'atto societario presupposto era stato annullato in via definitiva solo perché la società risultava già cancellata ed estinta prima della notifica. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato anche l'atto verso il socio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Erario. I giudici hanno chiarito che l'annullamento dell'atto societario per vizi procedurali (estinzione dell'ente) genera un giudicato meramente formale. Tale nullità formale non cancella l'accertamento dei maggiori ricavi e non impedisce la tassazione in capo al singolo socio.
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