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Art. 2043 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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1287 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Riserva mentale matrimonio: nessun risarcimento danni
Un uomo ha citato in giudizio la sua ex coniuge per ottenere un risarcimento, sostenendo di essere stato ingannato poiché lei lo avrebbe sposato con la "riserva mentale matrimonio" di considerare l'unione solo una prova. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che la mancata comunicazione delle proprie incertezze sulla durata del vincolo non costituisce un illecito risarcibile, in quanto prevale la libertà di autodeterminazione matrimoniale, un diritto fondamentale della persona. La comunicazione di tali stati d'animo è considerata un dovere morale, non giuridico.
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Beni mobili abbandonati: quando si perde la proprietà
La Corte di Cassazione ha stabilito che i beni mobili non rimossi da un immobile pignorato entro il termine fissato dal giudice sono da considerarsi beni mobili abbandonati (res nullius). Di conseguenza, il precedente proprietario perde ogni diritto su di essi e non può chiedere un risarcimento al nuovo acquirente, anche se quest'ultimo avesse mostrato un atteggiamento collaborativo per la loro conservazione. La richiesta di risarcimento per appropriazione indebita è stata quindi respinta.
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Responsabilità professionale geometra: contratto nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un contratto d'opera professionale con un geometra, per aver ecceduto le proprie competenze (opere in cemento armato), non esclude la sua responsabilità per i danni causati. I giudici di merito hanno il dovere di valutare se la condotta del professionista configuri un illecito extracontrattuale, anche se la domanda iniziale era basata sul contratto nullo. La sentenza di appello è stata cassata per 'motivazione apparente', in quanto non aveva esaminato questa diversa qualificazione giuridica della responsabilità professionale geometra.
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Responsabilità solidale banca: limite al risarcimento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale della banca per l'illecito commesso dal proprio dipendente (direttore di filiale) non può essere limitata a un importo inferiore a quello dovuto dal dipendente stesso. Se il danno è unico, l'obbligazione risarcitoria è identica per entrambi. La Corte ha inoltre chiarito che gli interessi sul risarcimento decorrono dal momento in cui sono avvenuti i singoli illeciti e non dalla data della domanda giudiziale. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità civile PA: inerzia e onere della prova
Una società del settore agroalimentare ha citato in giudizio un Ministero per ottenere il risarcimento dei danni a seguito della revoca, poi annullata, di un finanziamento pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stata esclusa la responsabilità civile PA poiché il ritardo nel ripristino del contributo è stato attribuito all'inerzia della stessa società ricorrente, che non ha agito tempestivamente per l'esecuzione della sentenza favorevole. Inoltre, la società non ha fornito prova adeguata del danno subito.
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Responsabilità amministratore srl: quando è personale?
La Corte di Cassazione conferma la condanna personale di un amministratore di s.r.l. per i gravi danni arrecati all'immobile locato dalla sua società al momento del rilascio. La Corte ha stabilito che la sua condotta, dolosa e con intento ritorsivo, ha generato una responsabilità amministratore srl di natura extracontrattuale, che si affianca a quella della società, obbligandolo al risarcimento sia del danno emergente che del lucro cessante.
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Responsabilità civile incendio: il concorso di colpa
La Corte di Cassazione analizza un caso di responsabilità civile per un incendio in un fienile, causato da una ditta edile. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, che avevano attribuito una parte di colpa anche al proprietario danneggiato per non aver adottato le necessarie misure di prevenzione. Viene rigettato il ricorso della ditta, ribadendo che in caso di più responsabili, il danneggiato può chiedere l'intero risarcimento a uno solo, salvo il diritto di quest'ultimo di rivalersi sugli altri corresponsabili.
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Responsabilità amministrazione finanziaria: il caso
Una recente ordinanza della Cassazione ha confermato la condanna dell'amministrazione finanziaria al risarcimento dei danni per un'esecuzione esattoriale illegittima. La vicenda, durata decenni, ha visto un contribuente subire la vendita forzata dei propri beni a causa di una pretesa tributaria poi annullata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente statale, sottolineando la sua colpa per aver agito senza la normale prudenza, ignorando pareri interni favorevoli al cittadino. Questo caso evidenzia la piena responsabilità dell'amministrazione finanziaria quando le sue azioni causano un danno ingiusto.
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Ricorso per cassazione inammissibile: guida pratica
Un debitore ha proposto opposizione a un'esecuzione immobiliare. Dopo il rigetto da parte del Tribunale, ha presentato ricorso diretto alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile per gravi vizi formali, tra cui la mancanza di chiarezza e l'errata scelta del mezzo di impugnazione, condannando il ricorrente a severe sanzioni pecuniarie.
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Remunerazione medici specializzandi: no a risarcimenti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un gruppo di medici specializzandi iscritti ai corsi tra il 1999 e il 2006. I medici chiedevano un adeguamento della loro remunerazione e il riconoscimento di tutele previdenziali, lamentando una discriminazione rispetto ai colleghi post-2006. La Corte ha stabilito che la scelta del legislatore di modificare il trattamento economico solo a partire dal 2006 rientra nella sua piena discrezionalità e non costituisce un inadempimento risarcibile, confermando che la remunerazione dei medici specializzandi all'epoca era considerata adeguata.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32162/2025, ha respinto la richiesta di risarcimento di una dottoressa per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione in “Chirurgia d’urgenza e Pronto Soccorso”. La Corte ha stabilito che, per ottenere il compenso, non è sufficiente una mera somiglianza nominale con i corsi previsti dalle direttive UE. Il medico ha l'onere di provare la concreta equipollenza dei percorsi formativi, un principio cardine in tema di remunerazione medici specializzandi. La domanda della professionista è stata rigettata, ribaltando le decisioni dei gradi di merito.
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Responsabilità contrattuale servitù: la Cassazione decide
Una società proprietaria di un terreno è stata ritenuta responsabile per i danni a un oleodotto causati durante lavori di scavo. La Corte di Cassazione ha confermato che si tratta di responsabilità contrattuale servitù, derivante direttamente dall'accordo che ha istituito la servitù stessa. La Corte ha rigettato sia la tesi della responsabilità extracontrattuale, che avrebbe modificato l'onere della prova, sia la richiesta di risarcimento per futuri danni di bonifica, giudicata troppo generica e non provata.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per tardività. Il caso riguardava un'opposizione a una cartella di pagamento per la retta di un asilo nido. La Corte ha stabilito che, trattandosi di opposizione all'esecuzione, non si applica la sospensione feriale dei termini. Poiché il ricorso è stato depositato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza d'appello, è stato considerato un ricorso tardivo e quindi inammissibile, rendendo inefficace anche il ricorso incidentale presentato dalla controparte.
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Responsabilità professionista delegato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31423/2025, definisce la responsabilità del professionista delegato nelle vendite giudiziarie. Un aggiudicatario aveva citato in giudizio un notaio per non aver indicato nell'avviso di vendita una trascrizione pregiudizievole, causa della successiva revoca del trasferimento. La Suprema Corte ha stabilito che il professionista delegato agisce come ausiliario del giudice e risponde per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Tuttavia, nel caso specifico, il notaio non è stato ritenuto colpevole, poiché l'avviso di vendita era conforme alla legge (art. 570 c.p.c.) e rimandava alla perizia, dove la trascrizione era menzionata. Viene così ribadito l'onere di diligenza dell'offerente nel consultare tutta la documentazione.
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Diritto di critica: libro-intervista e diffamazione
Una holding finanziaria ha citato in giudizio una casa editrice e gli autori di un libro-intervista per diffamazione, sostenendo che il testo insinuasse origini illecite del suo patrimonio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'opera rientrava nell'esercizio del diritto di critica. Secondo la Corte, un libro-intervista che non si limita a riportare fatti ma li analizza per stimolare un dibattito, è protetto dalla scriminante del diritto di critica, anche in presenza di inesattezze minori che non alterano la verità sostanziale dei fatti narrati.
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Responsabilità conducente: la presunzione di colpa vale?
Un lavoratore portuale viene investito da un semirimorchio. La Cassazione interviene sul tema della responsabilità conducente, affermando che la presunzione di colpa ex art. 2054 c.c. si applica anche in aree private come i porti. La Corte ha chiarito che non basta un comportamento anomalo del danneggiato per escludere la colpa del guidatore, il quale deve provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. La sentenza è stata cassata per motivazione apparente anche riguardo la posizione del supervisore delle operazioni.
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Risarcimento danno P.A.: ritardo e responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Ministero al risarcimento del danno nei confronti di un ente previdenziale. Il danno era costituito dagli interessi che l'ente ha dovuto pagare ai pensionati a causa del ritardo con cui il Ministero ha trasmesso i documenti necessari per la liquidazione del trattamento di quiescenza. La sentenza chiarisce che il rapporto tra i due enti è paritetico e soggetto alle norme civilistiche sull'inadempimento, confermando la giurisdizione del giudice ordinario.
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Sentenza di patteggiamento: valore in sede civile
Una donna, a seguito di una sentenza di patteggiamento per truffa, è stata condannata in sede civile al risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, chiarendo che la sentenza di patteggiamento, pur non essendo vincolante, costituisce un valido elemento di prova che il giudice civile può liberamente valutare insieme ad altre prove, come documenti e ammissioni, per accertare il nesso causale e la responsabilità.
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Responsabilità direttore lavori: obblighi e limiti
Un caso di danni immobiliari da scavi porta la Cassazione a definire i confini della responsabilità del direttore dei lavori. L'ordinanza chiarisce l'obbligo di vigilanza attiva nelle fasi critiche e riesamina i criteri per qualificare un appaltatore come 'nudus minister', sottolineando l'importanza delle prove documentali per determinare la natura del contratto di appalto.
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Danno da fermo amministrativo: la prova è necessaria
Un automobilista chiede il risarcimento per l'illegittima iscrizione di un fermo sul suo veicolo. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che il danno da fermo amministrativo non è presunto (in re ipsa) ma deve essere concretamente provato, sia per il danno patrimoniale che per quello non patrimoniale, che non può consistere in meri disagi.
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