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Art. 2043 Codice Civile — Anno 2023

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682 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Notifica ricorso Cassazione: inammissibile senza avviso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente regionale contro gli eredi di un medico. La controversia riguardava il risarcimento per il ritardo nell'individuazione di zone lavorative disagiate. Nonostante la Corte d'Appello avesse riconosciuto la responsabilità contrattuale dell'ente e il diritto al risarcimento, il ricorso in Cassazione è stato bloccato da un vizio procedurale: la mancata allegazione dell'avviso di ricevimento della notifica del ricorso stesso. La Suprema Corte ha ribadito che la prova del perfezionamento della notifica è essenziale, e la sua assenza rende l'atto inesistente e il ricorso inammissibile, impedendo qualsiasi esame del merito della questione.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13851/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico specializzando volto a ottenere una maggiore quantificazione del risarcimento per la mancata attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato che il credito ha natura di 'debito di valuta' e non di 'valore', escludendo quindi la rivalutazione monetaria e stabilendo che gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale. Questo consolida l'orientamento giurisprudenziale sul tema del risarcimento medici specializzandi.
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Perdita di chance: risarcimento per selezione ingiusta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13594/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per perdita di chance a un candidato escluso da una selezione per un incarico dirigenziale in un'azienda sanitaria pubblica. La Corte ha ribadito che, anche in selezioni di natura fiduciaria, la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di effettuare una valutazione comparativa motivata tra i candidati, in base ai principi di correttezza e buona fede. L'omissione di tale valutazione, specialmente in presenza di elementi favorevoli al candidato escluso, costituisce un inadempimento contrattuale e legittima la richiesta di risarcimento del danno, quantificato in via probabilistica.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per una frode perpetrata da un suo dipendente. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che i ricorrenti non possono introdurre nuove argomentazioni o prove in modo non conforme alla procedura, il che ha portato alla declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Compensazione impropria: la Cassazione chiarisce
In un lungo contenzioso per risarcimento danni da occupazione illegittima di un terreno, la Corte di Cassazione affronta la questione della compensazione impropria. Una parte pubblica aveva pagato una somma in esecuzione di una sentenza di primo grado, poi parzialmente riformata. La Corte stabilisce che il giudice del rinvio deve tener conto di tale pagamento, anche d'ufficio, operando una compensazione impropria per determinare il saldo finale, al fine di evitare un ingiusto arricchimento della parte creditrice.
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Indice di fabbricabilità territoriale: la Cassazione decide
Un proprietario immobiliare ha contestato l'indennizzo per l'occupazione di un terreno da parte di un Comune. La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo del risarcimento è corretto usare l'indice di fabbricabilità territoriale, che considera l'intera area di un piano urbanistico, includendo strade e servizi, e non solo il singolo lotto. Questa ordinanza chiarisce come la valutazione debba riflettere il reale potenziale edificatorio complessivo dell'area.
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Responsabilità del costruttore: la duplice condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile, ritenendola responsabile per l'80% dei danni da allagamento subiti da alcuni immobili. La Corte ha stabilito la duplice responsabilità del costruttore, sia ai sensi dell'art. 2050 c.c. per attività pericolosa, sia per negligenza generica ex art. 2043 c.c. L'appello del costruttore è stato respinto perché non aveva impugnato una delle due autonome ragioni della decisione e perché un precedente provvedimento cautelare non costituisce giudicato.
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Diploma magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Cassazione ha respinto il ricorso di una docente con diploma magistrale che chiedeva l'inserimento nelle GAE. La Corte ha confermato che il solo possesso del titolo, conseguito entro il 2001/2002, non è sufficiente per accedere alle graduatorie ad esaurimento, chiuse a nuovi inserimenti dalla legge 296/2006, allineandosi ai principi del Consiglio di Stato.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4299/2023, ha rigettato il ricorso dello Stato, confermando il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi che frequentarono corsi tra il 1982 e il 1991. La Corte ha stabilito che la remunerazione è dovuta anche per i corsi iniziati prima del 1° gennaio 1983, per il periodo successivo a tale data. È stato inoltre dichiarato inammissibile il ricorso incidentale dei medici che richiedevano un importo maggiore, consolidando l'orientamento che individua nella Legge 370/1999 la corretta misura risarcitoria per il tardivo recepimento delle direttive europee.
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Valutazione delle prove: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da una società di ristorazione contro la curatela fallimentare di un'altra azienda. I ricorrenti sostenevano l'esistenza di due aziende distinte e chiedevano un risarcimento danni, ma la Corte ha ribadito che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. L'appello, che mirava a una nuova analisi dei fatti, è stato quindi respinto.
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Assegno di mantenimento: redditi di entrambi i genitori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4145/2023, ha stabilito che per determinare l'assegno di mantenimento per un figlio, il giudice deve effettuare una valutazione comparativa dei redditi e dei patrimoni di entrambi i genitori. Non è sufficiente considerare solo la situazione economica del genitore obbligato al versamento. La Corte ha accolto il ricorso di un padre, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva omesso di indagare sulle risorse economiche della madre, violando così il principio di proporzionalità.
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Prova testimoniale contraddittoria: la decisione del giudice
Un lavoratore chiede il risarcimento per una presunta diffamazione subita in una riunione sindacale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, conferma il rigetto della domanda perché la prova testimoniale, basata su dichiarazioni contrastanti e non univoche tra i vari testimoni, non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare l'effettivo accadimento del fatto illecito.
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Giurisdizione Ordinaria: Danni da opere pubbliche
Un comune realizza dei lavori che causano danni strutturali e immissioni rumorose a un'abitazione privata. I proprietari agiscono in giudizio per ottenere il risarcimento e un'ordinanza che fermi i disturbi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso del comune, confermando la giurisdizione ordinaria. La Corte ha stabilito che quando la causa non contesta le scelte della Pubblica Amministrazione, ma lamenta i danni derivanti dalla cattiva esecuzione materiale dell'opera, la competenza spetta al giudice civile, in quanto si verte in tema di lesione di diritti soggettivi.
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Improcedibilità del ricorso: il deposito degli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di un'automobilista che chiedeva un risarcimento danni per un incendio. La decisione si fonda sul mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata e delle relate di notificazione, adempimenti procedurali ritenuti indispensabili per verificare la tempestività e la procedibilità del gravame.
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Danni da cose in custodia: chi paga per l’allagamento?
Un proprietario terriero ha citato in giudizio un consorzio autostradale per i danni subiti dal suo fondo agricolo, allagato a causa di canali di scolo incompleti. Dopo una prima sentenza sfavorevole, la Corte d'Appello ha riconosciuto la responsabilità del consorzio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del consorzio, confermando la sua responsabilità per i danni da cose in custodia e il relativo risarcimento. La Suprema Corte ha chiarito che, una volta provato il nesso causale tra l'opera e il danno tramite perizia tecnica, la responsabilità del custode sussiste, rendendo secondaria la distinzione tra responsabilità per fatto illecito generico e quella per custodia.
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Compensi professionali: la Cassazione chiarisce i criteri
Un avvocato ricorre in Cassazione lamentando l'inadeguata liquidazione dei propri compensi professionali da parte del Tribunale. La Corte rigetta il ricorso, confermando la decisione di merito. Si chiarisce che una richiesta di compenso sproporzionata può giustificare la compensazione delle spese e che il giudice ha discrezionalità nell'applicare le tabelle forensi in base alla natura e complessità della causa, come nel caso di un procedimento per convalida di sfratto.
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Usucapione distanze legali: la prescrizione del danno
Una società alberghiera ottiene il riconoscimento dell'usucapione del diritto a mantenere un edificio a distanza illegale. La Corte di Cassazione, però, interviene sulla richiesta di risarcimento del vicino. Si chiarisce che il danno per i "maggiori costi di costruzione" non è un illecito permanente, ma istantaneo. Pertanto, il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni dal momento in cui la spesa è stata sostenuta, non dalla permanenza dell'edificio.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 109/2023, ha stabilito che la provvigione del mediatore matura alla conclusione del contratto preliminare, in quanto questo costituisce un vincolo giuridico che abilita le parti ad agire per l'esecuzione. La presenza di una condizione, anche se successivamente rinunciata da una parte, non esclude il diritto al compenso, confermando un principio consolidato.
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Spese legali e risarcimento: quando sono accessorie?
Una coppia di cittadini ha citato in giudizio un Comune per ottenere il rimborso delle spese legali sostenute per l'annullamento di una cartella esattoriale illegittima, qualificando la richiesta come risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le spese legali sono sempre accessorie al procedimento principale e devono essere liquidate al suo interno, non potendo formare oggetto di un'autonoma azione di risarcimento.
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Infedele patrocinio: quando il reato è consumato
Due legali sono stati accusati di infedele patrocinio e truffa ai danni dei propri assistiti. La Corte di Appello ha dichiarato la prescrizione dei reati, confermando però le statuizioni civili sul risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei legali, chiarendo un principio fondamentale: nel reato di infedele patrocinio, la prescrizione non decorre dalla fine della causa, ma dal momento in cui cessa l'intera condotta lesiva nei confronti del cliente, che può protrarsi anche per molto tempo dopo la conclusione del mandato.
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