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Art. 1957 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

8 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Interessi ultralegali forma scritta: l’accordo verbale è nullo
Un creditore concede in prestito verbale novantamila euro alla figlia della compagna per l'apertura di un'attività commerciale, con la garanzia personale della madre. Le parti concordano a voce un tasso di interesse del tre virgola sei per cento annuo. A seguito dell'interruzione dei pagamenti, il creditore agisce in giudizio. La Corte d'Appello condanna la debitrice e la garante a restituire la somma maggiorata degli interessi stabiliti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso in merito al saggio d'interesse: gli interessi ultralegali forma scritta richiedono necessariamente la stipula cartacea a pena di nullità. L'invio di un vaglia o l'accordo verbale non soddisfano il requisito formale dell'articolo 1284 del Codice Civile. Pertanto, la Suprema Corte annulla la decisione sul punto e ordina il ricalcolo del debito applicando il solo tasso legale.
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Fideiussione ex lege: il creditore inerte perde la garanzia
Un'azienda creditrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro il rappresentante legale di un'associazione per il rimborso di finanziamenti non pagati. Il rappresentante ha proposto opposizione, sostenendo di rispondere come fideiussore ex lege ai sensi dell'articolo 38 del codice civile e che il diritto del creditore era decaduto perché quest'ultimo non aveva agito contro l'associazione entro i sei mesi previsti dall'articolo 1957 del codice civile. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione, ritenendo inapplicabile al rappresentante la clausola contrattuale che limitava la facoltà di proporre eccezioni, in quanto vincolante solo per l'associazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che chi risponde per i debiti dell'associazione agisce come fideiussore ex lege e beneficia della decadenza semestrale se il creditore rimane inerte.
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Notificazione all’estero: la Cassazione ordina atti
In una controversia riguardante un'azione revocatoria su donazioni immobiliari, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso la decisione sul merito per risolvere una questione pregiudiziale cruciale: la validità della notificazione all'estero dell'atto di appello a uno dei litisconsorti necessari. Rilevata la mancanza di prove decisive nel fascicolo, la Corte ha ordinato l'acquisizione di ulteriori documenti, presumibilmente conservati in cassaforte presso la Corte d'Appello, per verificare la regolarità del contraddittorio prima di procedere.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due garanti che avevano costituito un fondo patrimoniale per sottrarre i loro beni alla garanzia patrimoniale generica. L'ordinanza conferma la legittimità dell'azione revocatoria del fondo patrimoniale promossa da un istituto di credito, ritenendo sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni) sia la consapevolezza del danno da parte dei debitori (scientia damni). La Corte ha inoltre respinto le eccezioni sulla nullità del contratto di garanzia e sul difetto di legittimazione della società cessionaria del credito.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza notifica
Un creditore ha avviato un'azione revocatoria contro dei garanti che avevano donato i loro beni. La Corte d'Appello ha dichiarato inefficaci le donazioni. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato questa decisione perché l'atto di appello non era stato correttamente notificato a uno dei garanti residenti all'estero. Questa omissione ha violato il principio del litisconsorzio necessario, rendendo nullo l'intero procedimento d'appello. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per essere riesaminato dopo la corretta notifica a tutte le parti.
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Azione revocatoria: quando la vendita è inefficace?
La Corte di Cassazione conferma la validità di un'azione revocatoria promossa da una banca contro la vendita di un immobile. La venditrice, garante di un debito del figlio, aveva venduto il bene alla nuora, pregiudicando la garanzia patrimoniale del creditore. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso, tra cui la presunta nullità della fideiussione e le eccezioni procedurali, ritenendo sussistenti tutti i presupposti per l'azione revocatoria.
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Decadenza dalla garanzia: quando si perde il diritto
Un acquirente di contratti preliminari per dei box auto perde il diritto alla garanzia fideiussoria per non aver agito contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, sottolineando come l'inerzia del creditore comporti la decadenza dalla garanzia. Il caso evidenzia l'importanza di rispettare i termini previsti dall'art. 1957 c.c. per non vanificare le tutele contrattuali.
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Revocatoria donazione: quando è inefficace?
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di due garanti che avevano donato i loro beni immobili per sottrarli ai creditori. La sentenza chiarisce la natura della donazione modale ai fini della revocatoria donazione, ribadendo che l'imposizione di un onere non la trasforma in un atto oneroso. Inoltre, la Corte distingue nettamente l'avallo cambiario dalla fideiussione, escludendo l'applicazione delle tutele previste per quest'ultima alla garanzia cartolare, data la sua autonomia e astrattezza.
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