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Art. 1957 Codice Civile — Anno 2023

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42 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Nullità contrattuale: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni fideiussori contro un istituto bancario. I ricorrenti contestavano la validità delle garanzie prestate, invocando una presunta nullità contrattuale derivante dalla violazione della normativa antitrust e l'applicazione di tassi usurari. La Suprema Corte ha chiarito che le questioni di nullità non sollevate nei precedenti gradi di giudizio non possono essere introdotte in sede di legittimità se richiedono nuovi accertamenti di fatto. Inoltre, le doglianze relative all'anatocismo e all'usura sono state respinte poiché generiche o finalizzate a un riesame del merito non consentito in Cassazione.
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Successione nel diritto controverso e notifiche
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della successione nel diritto controverso in un caso originato da un impegno preliminare di vendita immobiliare. Un istituto bancario era intervenuto nel giudizio per esercitare l'azione revocatoria contro il trasferimento dei beni, ottenendo ragione in appello. Il ricorrente ha contestato la validità della sentenza sostenendo che l'intervento del successore della banca non gli fosse stato notificato personalmente mentre era contumace. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la comparsa di intervento del successore a titolo particolare non richiede la notifica al contumace, poiché non rientra tra gli atti tassativamente indicati dalla legge e non lede il diritto di difesa. Sono state inoltre dichiarate inammissibili le contestazioni sulla nullità della fideiussione basata su modelli antitrust, in quanto sollevate tardivamente.
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Fideiussione ABI nulla: la guida alla tutela
La Corte ha analizzato la validità delle garanzie prestate su moduli standardizzati. È emerso che la fideiussione ABI nulla per violazione della normativa antitrust comporta una nullità parziale: il contratto resta valido, ma le clausole che limitano eccessivamente i diritti del garante vengono eliminate.
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Fideiussione: quando il garante è un consumatore
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso relativo a un'opposizione a decreto ingiuntivo bancario, focalizzandosi sulla validità di una **fideiussione**. I ricorrenti contestavano la sottoscrizione in bianco dei moduli, l'applicazione di tassi usurari e la mancata applicazione della tutela del consumatore. Mentre le prime due doglianze sono state respinte per difetto di prova e irretroattività della legge sull'usura, la Corte ha accolto il motivo riguardante la qualifica di consumatore del garante. Seguendo i principi della Corte di Giustizia UE, i giudici hanno stabilito che la natura di consumatore del fideiussore deve essere valutata autonomamente rispetto a quella del debitore principale, rendendo potenzialmente nulle le clausole vessatorie non trattate individualmente.
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Fideiussione: quando il garante non è liberato
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione prestata da familiari a favore di una società di famiglia, nonostante il peggioramento delle condizioni economiche della debitrice. I giudici hanno stabilito che la protezione prevista dall'art. 1956 c.c. non si applica se i garanti, per via dei legami di parentela e dei ruoli societari ricoperti, sono a conoscenza delle difficoltà finanziarie del debitore. La sentenza chiarisce inoltre che la qualifica di consumatore non incide se la decisione non si fonda su clausole vessatorie ma su accertamenti di fatto riguardanti la consapevolezza dei garanti.
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Usura bancaria: la Cassazione sulla buona fede
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di opposizione a decreto ingiuntivo relativo a debiti derivanti da un conto corrente garantito da fideiussione. I garanti hanno eccepito la nullità della garanzia per violazione della normativa antitrust e l'applicazione di tassi affetti da usura bancaria. La Suprema Corte ha confermato che la conformità della fideiussione allo schema ABI comporta solo una nullità parziale delle clausole incriminate. Tuttavia, ha accolto il ricorso dei garanti su due punti fondamentali: l'onere della banca di contestare specificamente i conteggi tecnici prodotti dal cliente e l'illegittimità della pretesa di interessi che superano la soglia di usura bancaria durante il rapporto, in quanto contraria al principio di buona fede contrattuale.
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Azione di regresso tra cofideiussori: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione di regresso esercitata da un garante verso un altro cofideiussore. Il caso riguardava un socio che aveva estinto il debito di una società verso una banca tramite versamenti sul conto corrente aziendale, specificando la causale come garante. Nonostante l'altro socio sostenesse si trattasse di un semplice finanziamento soci, la Corte ha stabilito che il pagamento indiretto, se accettato dalla banca con quietanza liberatoria, estingue l'obbligazione fideiussoria e legittima il recupero delle somme pro quota.
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Fideiussione omnibus: validità e tutela consumatore
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione a un decreto ingiuntivo relativo a una fideiussione omnibus prestata da un socio a favore di una società di capitali. Il ricorrente aveva contestato la validità della garanzia e richiesto la tutela del consumatore. La Suprema Corte ha stabilito che la querela di falso era inammissibile e che la qualità di socio di diverse società collegate esclude l'applicazione della normativa a tutela dei consumatori, confermando la legittimità dell'operato della banca.
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Contratto autonomo di garanzia: l’onere della prova
Una società appaltatrice contesta l'escussione di un contratto autonomo di garanzia da parte di un ente pubblico per presunti vizi nei lavori stradali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che spetta al debitore (l'appaltatore) che solleva l'eccezione di dolo (exceptio doli) provare la natura abusiva della richiesta di pagamento del creditore, invertendo l'onere della prova rispetto alla fideiussione.
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Deroga art 1957 cod civ: La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33860/2023, ha stabilito che la volontà di derogare all'art. 1957 del codice civile, che impone al creditore di agire entro sei mesi contro il debitore principale, può essere implicita. Per accertare tale deroga art 1957 cod civ, non è sufficiente esaminare solo la lettera di garanzia (o 'di patronage'), ma è necessario interpretare complessivamente tutti i documenti contrattuali collegati, come il contratto di subappalto. La Corte ha cassato la decisione d'appello che, con un'analisi limitata al solo testo della garanzia, aveva erroneamente dichiarato la decadenza del creditore dal suo diritto.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della competenza fideiussione antitrust, stabilendo che se la nullità di una garanzia per violazione della normativa antitrust è sollevata come semplice eccezione difensiva in un'opposizione all'esecuzione, la giurisdizione resta al giudice ordinario e non si trasferisce alla sezione specializzata in materia di impresa. Quest'ultima è competente solo quando la nullità è oggetto di una specifica e autonoma azione legale.
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Competenza funzionale: l’eccezione antitrust non la sposta
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per un debito garantito da fideiussione, i garanti hanno eccepito la nullità del contratto per violazione delle norme antitrust. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente, ritenendo la causa di pertinenza della Sezione Specializzata in materia di Impresa. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la competenza funzionale del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo non viene meno se la nullità è sollevata come mera eccezione difensiva, finalizzata solo a paralizzare la pretesa creditoria, e non come un'azione autonoma volta a ottenere una pronuncia con efficacia di giudicato.
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Responsabilità del fideiussore e danni da ritardo
La Corte di Cassazione stabilisce che la responsabilità del fideiussore in un contratto di locazione si estende anche ai danni derivanti dalla ritardata restituzione dell'immobile. Con l'ordinanza n. 32954/2023, i giudici hanno chiarito che l'obbligazione prevista dall'art. 1591 c.c. ha natura contrattuale e non extracontrattuale, rientrando quindi pienamente nella garanzia prestata per tutti gli obblighi derivanti dal contratto.
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Rappresentanza processuale: poteri e validità
Un fideiussore ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva convalidato un decreto ingiuntivo. I motivi principali del ricorso riguardavano presunti vizi nella rappresentanza processuale sia dell'istituto di credito originario sia della società cessionaria del credito. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, affermando che il potere di transigere una controversia implica necessariamente il conferimento di un potere sostanziale, sufficiente a fondare una valida procura per agire in giudizio. Inoltre, ha ribadito che per le cessioni di crediti in blocco, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale costituisce prova sufficiente della titolarità del credito.
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Contratto autonomo di garanzia: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo alla qualificazione di un contratto come fideiussione o contratto autonomo di garanzia. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente non ha riportato nel ricorso il testo del contratto oggetto di contestazione, violando il principio di autosufficienza dell'atto e impedendo alla Corte di esaminare il merito della questione.
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Onere della prova fideiussione: inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro un istituto di credito. I ricorrenti lamentavano il mancato assolvimento dell'onere della prova fideiussione da parte della banca, che non avrebbe prodotto il contratto di garanzia. La Corte ha stabilito che tale eccezione, non essendo stata sollevata nei gradi di merito, non può essere introdotta per la prima volta nel giudizio di legittimità, confermando così le decisioni precedenti.
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Onere della prova: chi deve provare il debito bancario?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30553/2023, chiarisce un punto fondamentale nel contenzioso bancario: l'onere della prova. Nel caso di un'azione di accertamento negativo, in cui è il cliente a citare in giudizio la banca per far dichiarare l'inesistenza di un debito, spetta al cliente stesso fornire la prova dei fatti a fondamento della sua pretesa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di alcuni correntisti e fideiussori, confermando che la mancata produzione di tutti gli estratti conto da parte dell'istituto di credito non inverte automaticamente l'onere probatorio.
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CTU contrastanti: obbligo di motivazione del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30000/2023, ha stabilito un principio fondamentale in tema di prova: in presenza di CTU contrastanti, ovvero due perizie tecniche con conclusioni diverse, il giudice non può aderire acriticamente a una di esse ignorando l'altra. La sentenza che omette di valutare una delle consulenze e di giustificare la propria preferenza è viziata per omessa motivazione. Il caso riguardava una controversia bancaria su tassi di interesse e garanzie, ma la decisione si concentra sul vizio processuale della sentenza d'appello.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un garante, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa relativa a una fideiussione, ha presentato un ricorso per cassazione basato su motivi in parte nuovi e in parte mirati a una rivalutazione dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è possibile introdurre nuove eccezioni nei gradi successivi del giudizio e che la Corte non può riesaminare il merito della controversia, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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