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Art. 179 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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Altri anni per Art. 179 Codice di Procedura Penale

Contestazione suppletiva: potere del PM e procedibilità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di improcedibilità per furto di energia elettrica. La Corte ha stabilito che il Pubblico Ministero ha il potere di effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo che sono scaduti i termini per la querela. Il giudice non può dichiarare tardiva tale contestazione, ma deve procedere sul capo d'imputazione modificato, garantendo i diritti della difesa.
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Contestazione suppletiva: il potere del PM in giudizio
In un caso di furto di energia, la Riforma Cartabia ha reso il reato procedibile a querela. In assenza di querela, il Pubblico Ministero ha tentato una contestazione suppletiva di un'aggravante per rendere il reato procedibile d'ufficio. Il tribunale l'ha respinta come tardiva. La Cassazione ha annullato la decisione, affermando che il potere di contestazione suppletiva del PM non è sindacabile dal giudice e non è limitato dalla scadenza del termine per la querela.
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Contestazione suppletiva: il PM può modificare l’accusa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di energia elettrica. Il caso riguardava il rifiuto del Tribunale di ammettere una contestazione suppletiva da parte del Pubblico Ministero, che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio. La Cassazione ha chiarito che il PM ha il potere-dovere di modificare l'imputazione fino alla chiusura del dibattimento, e il giudice non può esercitare un sindacato preventivo su tale atto, dovendo invece garantire il diritto di difesa dell'imputato e decidere sulla base della nuova accusa.
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Contestazione suppletiva: il potere insindacabile del PM
Un caso di furto di energia, divenuto procedibile a querela, ha portato la Cassazione a chiarire un punto cruciale: il Pubblico Ministero ha il potere-dovere di effettuare una contestazione suppletiva in dibattimento per aggiungere un'aggravante che renda il reato procedibile d'ufficio. Il giudice non può impedire tale atto, neanche se lo ritiene tardivo, ma deve procedere sulla base della nuova imputazione, garantendo il diritto di difesa. La sentenza del tribunale, che aveva dichiarato l'improcedibilità per difetto di querela ignorando la richiesta del PM, è stata annullata.
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Contestazione suppletiva: potere del PM e limiti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di improcedibilità per furto di energia elettrica. A seguito della Riforma Cartabia, il reato era diventato procedibile a querela, che mancava. Il Pubblico Ministero aveva richiesto una contestazione suppletiva per aggiungere un'aggravante che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio. Il Tribunale aveva respinto la richiesta, ritenendola tardiva. La Cassazione ha stabilito che il PM ha il potere-dovere di modificare l'imputazione in dibattimento e il giudice non può impedirlo, ma deve decidere sulla nuova accusa garantendo il diritto di difesa.
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Contestazione suppletiva: il PM può sempre modificare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava un furto di energia elettrica improcedibile per mancanza di querela. Il Tribunale aveva erroneamente negato al Pubblico Ministero la possibilità di effettuare una contestazione suppletiva di un'aggravante che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio. La Cassazione ha riaffermato che la modifica dell'imputazione in dibattimento è un potere-dovere insindacabile del PM, finalizzato a garantire la corretta corrispondenza tra accusa e sentenza, e il giudice non può bloccarlo ritenendolo tardivo.
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Contestazione suppletiva: P.M. può agire d’ufficio
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può legittimamente effettuare una contestazione suppletiva in dibattimento per aggiungere una circostanza aggravante che renda un reato procedibile d'ufficio, anche se è scaduto il termine per la presentazione della querela. La sentenza analizza il caso di un furto di energia elettrica, inizialmente archiviato per mancanza di querela a seguito della Riforma Cartabia. La Corte ha chiarito che il giudice non può impedire tale contestazione, annullando la decisione di non luogo a procedere del tribunale di primo grado.
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Contestazione suppletiva: potere del PM e procedibilità
La Corte di Cassazione affronta il tema della contestazione suppletiva nel processo penale. Un'imputata per furto di energia elettrica rischiava il proscioglimento per mancanza di querela, divenuta necessaria dopo una riforma. Il Pubblico Ministero ha tentato di modificare l'accusa in udienza aggiungendo un'aggravante che rendeva il reato procedibile d'ufficio. Il Tribunale ha respinto la richiesta, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il PM ha il potere-dovere di effettuare la contestazione suppletiva e il giudice non può impedirla. La Corte distingue nettamente tra improcedibilità per mancanza di querela e estinzione del reato per prescrizione, affermando che i principi validi per quest'ultima non si applicano alla prima.
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Contestazione suppletiva: potere del PM e procedibilità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava l'improcedibilità per mancanza di querela in un caso di furto di energia. Il Tribunale aveva erroneamente impedito al Pubblico Ministero di effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio. La Suprema Corte ha ribadito che il PM ha il potere di modificare l'imputazione fino alla chiusura dell'istruttoria, e il giudice non può sindacare preventivamente tale facoltà. La decisione distingue nettamente tra il regime della procedibilità e quello della prescrizione.
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Contestazione suppletiva: potere del PM e procedibilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può modificare l'imputazione durante il processo per inserire una circostanza aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio. Questa facoltà, nota come contestazione suppletiva, sussiste anche se è scaduto il termine per la presentazione della querela. La sentenza annulla la decisione di un tribunale che aveva impedito al PM di contestare l'aggravante per un furto di energia elettrica, dichiarando illegittimo il diniego preventivo del giudice e affermando il dovere del PM di esercitare l'azione penale in modo completo.
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Modifica imputazione: il potere del PM in dibattimento
In un caso di furto di energia elettrica, divenuto non procedibile per mancanza di querela a seguito della Riforma Cartabia, il PM ha tentato una modifica imputazione per aggiungere un'aggravante e renderlo procedibile d'ufficio. Il Tribunale ha negato tale possibilità, ma la Cassazione ha annullato la decisione, riaffermando il pieno potere del PM di modificare la contestazione in dibattimento per assicurare la procedibilità dell'azione penale.
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Contestazione suppletiva: potere del PM e procedibilità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di energia elettrica, emessa per mancanza di querela a seguito della Riforma Cartabia. Il Pubblico Ministero aveva tentato una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rendeva il reato procedibile d'ufficio, ma il Tribunale l'aveva ritenuta tardiva. La Cassazione ha stabilito che il giudice non può sindacare preventivamente l'ammissibilità della contestazione suppletiva del PM, il quale ha il potere-dovere di esercitare l'azione penale in modo corretto, anche modificando l'imputazione per superare un difetto di procedibilità sopravvenuto.
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Contestazione suppletiva: il PM può modificare l’accusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può procedere con una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche se è scaduto il termine per presentare la querela. La sentenza annulla la decisione di primo grado che aveva dichiarato l'improcedibilità per un furto di energia elettrica, riaffermando il potere del PM di modificare l'imputazione fino alla chiusura dell'istruttoria dibattimentale.
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Contestazione suppletiva: potere del PM e procedibilità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava l'improcedibilità per mancanza di querela in un caso di furto di energia. La Corte ha stabilito che il Pubblico Ministero ha il pieno diritto di effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo la scadenza del termine per la querela introdotto dalla Riforma Cartabia. Il giudice non può impedire tale contestazione, ma deve decidere nel merito dell'accusa così modificata.
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Termine a comparire: notifica tardiva e nullità
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per notifica tardiva dell'udienza di appello. La violazione del termine a comparire costituisce una nullità intermedia che deve essere eccepita prima della sentenza di secondo grado, altrimenti si sana. L'imputata, pur informata in ritardo, non ha chiesto di presenziare.
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Nullità assoluta: i rimedi dopo il giudicato
La Cassazione chiarisce che la nullità assoluta, come l'omessa notifica al difensore di fiducia, non può essere sanata con la restituzione nel termine dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, indicando la rescissione del giudicato come l'unico strumento corretto per l'imputato che non ha avuto conoscenza del processo.
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Omesso avviso difensore di fiducia: sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per furto a causa di un grave vizio procedurale. Il caso ruota attorno all'omesso avviso al difensore di fiducia dell'imputato riguardo l'udienza d'appello. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce una nullità assoluta e insanabile, violando il diritto fondamentale alla difesa, e ha disposto la celebrazione di un nuovo processo d'appello.
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Notifica difensore: nullità se errata al precedente
La Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per furto aggravato. La motivazione risiede in un vizio procedurale: la notifica difensore per il giudizio d'appello è stata inviata al precedente legale, che aveva già rinunciato al mandato, e non al nuovo avvocato di fiducia. Questo errore ha determinato una nullità assoluta e insanabile, comportando la restituzione degli atti alla Corte d'Appello per un nuovo processo.
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Minorata difesa: furto di notte è sempre aggravato
Un uomo, condannato per un furto aggravato in una gioielleria, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali e di merito. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, cogliendo l'occasione per ribadire principi fondamentali, tra cui la configurabilità dell'aggravante della minorata difesa per i furti commessi in orario notturno, anche in presenza di sistemi di sorveglianza, dato che questi ultimi non hanno impedito il reato.
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Dichiarazione fraudolenta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per dichiarazione fraudolenta e indebita compensazione. L'imputato aveva utilizzato un complesso schema basato su crediti IVA inesistenti per un valore di svariati milioni di euro. La Suprema Corte ha respinto i motivi di ricorso basati su presunte nullità procedurali, eccepiti tardivamente, e su contestazioni relative alla valutazione dei fatti, confermando la condanna e le motivazioni della Corte d'Appello.
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