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Art. 173 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 173 Codice di Procedura Penale

Furto di energia elettrica: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia elettrica. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era una mera ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la sussistenza del reato e delle relative aggravanti, sottolineando l'irrilevanza della genericità dei motivi di ricorso.
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Ricorso inammissibile per tentato furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per tentato furto in abitazione. La Corte ha stabilito che l'appello è un ricorso inammissibile in quanto si limita a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi con la motivazione specifica della sentenza impugnata. La decisione si fonda su elementi concreti, come la presenza di una delle imputate nella camera da letto della vittima e il ritrovamento di arnesi da scasso.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto aggravato. La Corte stabilisce che non è possibile, in sede di legittimità, proporre censure che mirino a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, come l'identificazione dell'imputato o la sussistenza dell'aggravante dell'effrazione, se già adeguatamente motivate dai giudici di merito.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. Il ricorrente chiedeva la concessione delle attenuanti generiche, ma la Corte ha ribadito un principio fondamentale: le attenuanti generiche non sono un diritto e la loro concessione richiede la presenza di elementi di segno positivo sulla personalità dell'imputato, non essendo sufficiente la mera assenza di fattori negativi. Un precedente penale, anche se non specifico, è stato ritenuto elemento sufficiente a giustificare il diniego.
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Furto energia elettrica: la responsabilità dell’utente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per furto di energia elettrica. L'imputato sosteneva di non essere responsabile perché l'allaccio abusivo era stato realizzato da altri mentre lui era detenuto. La Corte ha ribadito che il consapevole utilizzo di energia proveniente da una fonte illecita integra il reato di furto, indipendentemente da chi abbia materialmente creato l'allaccio. La condanna è stata quindi confermata, così come il diniego delle attenuanti generiche, motivato dai precedenti penali specifici dell'imputato.
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Impronta digitale: prova sufficiente per condanna?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando una condanna per furto in abitazione basata su un'unica impronta digitale. La sentenza ribadisce che tale prova è sufficiente se non vi sono giustificazioni alternative sulla sua presenza e che i motivi di ricorso non possono limitarsi a ripetere argomentazioni già respinte.
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Ricorso inammissibile: quando è una mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza di secondo grado. La Corte ha inoltre ribadito l'impossibilità di rivalutare i fatti e l'infondatezza delle scusanti come lo stato di necessità (paura del COVID-19) e la particolare tenuità del fatto.
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Recidiva nel biennio: prova e onere della difesa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato stradale in forza della cosiddetta "recidiva nel biennio". La Corte ha stabilito che la prova della definitività della precedente sanzione amministrativa può essere fornita anche tramite la testimonianza di un agente di polizia, ritenendo la sua risposta in aula sufficientemente chiara a escludere la pendenza di opposizioni.
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Ricorso inammissibile del parcheggiatore abusivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. L'appello è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già presentati in appello e non criticavano specificamente la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha confermato la condanna e ha imposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida senza patente: quando scatta il reato penale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il reato di guida senza patente. La condanna penale era scattata a seguito della cosiddetta "recidiva nel biennio", poiché l'imputato era stato sorpreso a guidare senza patente per la seconda volta in meno di due anni. La Corte ha rigettato la tesi difensiva secondo cui la condotta continuativa costituisse un'unica violazione, affermando che la persistenza nell'illecito non esclude, ma anzi conferma, la configurazione del reato.
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Tenuità del lucro: quando non si applica l’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per omessa comunicazione delle variazioni di reddito ai fini del gratuito patrocinio. La Corte ha stabilito che per la concessione dell'attenuante della speciale tenuità del lucro, non si deve considerare solo il vantaggio economico effettivamente conseguito, ma anche quello perseguito e l'entità del danno o del pericolo creato. Il ricorso è stato respinto perché non affrontava specificamente questa complessa valutazione operata dalla corte di merito.
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Furto di energia elettrica: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto di energia elettrica. Il ricorso è stato respinto perché ripetitivo delle argomentazioni già disattese in appello e privo di una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato le aggravanti della violenza sulle cose e della destinazione a pubblico servizio, rendendo il reato procedibile d'ufficio.
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Inammissibilità appello: la specificità dei motivi
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di inammissibilità di un appello proposto da un imputato condannato per tentato furto aggravato. La decisione si fonda sul principio di aspecificità estrinseca: l'appello è stato giudicato troppo generico poiché non si confrontava criticamente con le specifiche motivazioni della sentenza di primo grado, che giustificavano una pena superiore al minimo edittale. La Suprema Corte ha ribadito che, per evitare una declaratoria di inammissibilità dell'appello, i motivi devono essere specifici e pertinenti alla ratio decidendi della decisione impugnata.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto e uso indebito di carte di pagamento. Il ricorso è stato giudicato un mero 'ricorso inammissibile' in quanto si limitava a riproporre le stesse censure già respinte in appello, senza confrontarsi con la motivazione completa della sentenza impugnata, basata su un quadro probatorio complesso che includeva dati GPS e attività di polizia, e non solo sul riconoscimento di un testimone. La Corte ha inoltre confermato che un risarcimento parziale non è sufficiente a soddisfare integralmente il danno, includendo anche quello morale.
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Attenuanti generiche: quando non sono un diritto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva le attenuanti generiche a causa delle sue difficili condizioni economiche e di vita. La Corte ha ribadito che la concessione di tali attenuanti non è un diritto conseguente all'assenza di elementi negativi, ma richiede la presenza di elementi positivi. La condotta di vita dell'imputato e i precedenti penali hanno giustificato il diniego da parte dei giudici di merito.
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Particolare tenuità del fatto: no se il reato è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni per ottenere il gratuito patrocinio. La Corte ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando che la commissione di tre reati della stessa indole configura l'abitualità, ostativa al beneficio, anche se i reati sono giudicati nello stesso processo.
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Pena sostitutiva negata: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro il diniego della pena sostitutiva della detenzione domiciliare. La decisione si fonda sulla legittimità della valutazione prognostica negativa del giudice di merito, basata su una pregressa violazione di una misura cautelare, ritenuta non manifestamente illogica e rientrante nella sua piena discrezionalità, nonostante la successiva concessione di altre misure alternative per pene diverse.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e prescrizione
Un individuo, condannato per l'esercizio abusivo dell'attività di parcheggiatore, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando vizi di motivazione e l'intervenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Questa decisione ha impedito alla Corte di poter dichiarare la prescrizione, confermando la condanna e stabilendo un importante principio processuale.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che l'imputato non ha contestato specificamente le motivazioni della sentenza d'appello, presentando un'impugnazione generica. Questa pronuncia ribadisce che per un valido ricorso è necessario un confronto puntuale con la 'ratio decidendi' della decisione precedente, pena l'inammissibilità e la condanna a spese e sanzioni pecuniarie.
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Art. 131-bis: quando l’abitualità esclude il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La difesa sosteneva la necessità di applicare l'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto), ma la Corte ha confermato che la condizione di 'abitualità', desunta da precedenti condanne per reati della stessa indole e dalla recidiva specifica, osta all'applicazione della causa di non punibilità.
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