Il Tribunale di Napoli revocava la sospensione condizionale della pena precedentemente concessa a un cittadino, a causa della commissione di un nuovo reato. Il Condannato proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo che il nuovo delitto fosse stato commesso oltre il termine di cinque anni dalla scadenza per impugnare la prima sentenza e che non fosse della stessa indole. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il termine quinquennale decorre dal giorno in cui la sentenza di condanna diventa irrevocabile (coincidente, in caso di ricorso, con la pronuncia di inammissibilità) e che, per la revoca del beneficio, è sufficiente la commissione di un qualsiasi nuovo delitto entro i cinque anni, senza che sia necessaria la medesima indole del reato precedente.
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