Il caso riguarda un uomo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con l'obbligo di non allontanarsi da casa nelle ore notturne. Le forze dell'ordine, dopo ripetuti controlli infruttuosi in cui hanno suonato il campanello per oltre dieci minuti, hanno accertato l'assenza del soggetto dalla propria abitazione in diverse occasioni. La difesa ha sostenuto che l'uomo si trovasse in una dependance adiacente, ma i giudici hanno ritenuto la tesi non credibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a otto mesi di reclusione. La Suprema Corte ha chiarito che qualsiasi violazione degli obblighi di sorveglianza speciale, anche se di breve durata o modesta entità, integra il reato, potendo la brevità dell'allontanamento influire solo sulla riduzione della pena.
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