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Art. 159 Codice Penale — Anno 2025

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236 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Ricorso inammissibile: quando blocca la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Di conseguenza, non ha potuto dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, sebbene questa fosse maturata dopo la sentenza d'appello. La decisione si basa sul principio consolidato secondo cui l'inammissibilità del ricorso preclude l'esame nel merito e la rilevabilità di cause di non punibilità sopravvenute, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di usura: quando si prescrive il delitto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reato di usura aggravata. La sentenza chiarisce che, essendo l'usura un reato a consumazione prolungata, la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento di interessi o capitale, non dalla data dell'accordo iniziale. La Corte ha inoltre escluso la configurabilità del recesso attivo e confermato la nozione di 'stato di bisogno' come condizione di difficoltà che limita la libertà negoziale della vittima.
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Art. 420-quater c.p.p.: doppio termine prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per un errore nel calcolo del termine finale delle ricerche dell'imputato. Secondo la Suprema Corte, in base all'art. 420-quater c.p.p., tale termine deve essere pari al doppio della prescrizione ordinaria del reato, e non calcolato con criteri diversi. Nel caso di specie, per un reato con prescrizione di 6 anni, il termine corretto per le ricerche è stato fissato a 12 anni.
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Prescrizione reato edilizio: quando si estingue?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per un abuso edilizio, dichiarando la prescrizione del reato edilizio. Il caso riguardava due persone condannate per la realizzazione di un manufatto abusivo. La Suprema Corte ha stabilito che, essendo l'opera già completata al momento dell'accertamento, il termine di prescrizione era decorso prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, la condanna per tale reato è stata annullata senza rinvio, con rideterminazione della pena per il reato residuo.
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Falso ideologico: la Cassazione conferma condanne
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni pubblici ufficiali condannati per falso ideologico. Avevano attestato falsamente la conformità di opere edilizie ai permessi di costruire, mentre in realtà esistevano abusi significativi. La sentenza conferma che la prova del dolo può derivare da intercettazioni e che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti del processo. La decisione ribadisce la gravità del reato di falso ideologico e l'importanza della veridicità degli atti pubblici.
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Errore di fatto prescrizione: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per un presunto errore di fatto prescrizione. Il ricorrente non aveva considerato le cause di sospensione del termine, rendendo il ricorso generico e non in grado di dimostrare l'effettiva estinzione del reato. La sentenza sottolinea che il calcolo della prescrizione non è un mero computo aritmetico, ma deve tenere conto di tutte le vicende processuali, incluse interruzioni e sospensioni.
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Prescrizione bancarotta: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per bancarotta. Si discuteva sulla decorrenza della prescrizione bancarotta, ma la Corte ha ribadito che il termine inizia dalla data della sentenza di fallimento, non dalla cessazione della carica di amministratore. Inammissibili anche gli altri motivi a seguito di 'patteggiamento in appello'.
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Ricorso straordinario: errore di fatto vs errore di diritto
Un cittadino presenta un ricorso straordinario per errore di fatto lamentando la mancata dichiarazione di prescrizione del reato. La Cassazione lo dichiara inammissibile, chiarendo che una valutazione giuridica errata non costituisce errore di fatto, ma di diritto, e non può essere censurata con questo strumento.
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Prescrizione Reato Evasione: Cassazione Annulla Condanna
Un imputato, condannato per evasione dagli arresti domiciliari per essersi allontanato per pochi minuti dal luogo di lavoro autorizzato, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur riconoscendo potenziali vizi nella motivazione della sentenza d'appello, ha annullato la condanna senza rinvio. La decisione si fonda sull'intervenuta prescrizione del reato di evasione, maturata durante il giudizio di legittimità, che prevale sull'analisi dei motivi di ricorso.
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Calunnia e prescrizione: salvi i danni civili
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di calunnia a causa dell'intervenuta prescrizione. Un'amministratrice aveva falsamente accusato una persona di appropriazione indebita di due veicoli. Sebbene la condanna penale sia stata cancellata, la Corte ha confermato la responsabilità civile, obbligando l'imputata a risarcire i danni alla vittima, avendo riconosciuto la piena consapevolezza della falsità dell'accusa.
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Termine durata sequestro: quando la sospensione non vale
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro di prevenzione, dichiarandolo inefficace per superamento del termine massimo di durata. La sentenza stabilisce che la sospensione del procedimento, se richiesta dal Pubblico Ministero e non dall'imputato, non può essere utilizzata per estendere il termine durata sequestro. Poiché il termine era già spirato, anche le successive proroghe sono state ritenute illegittime, con conseguente ordine di restituzione dei beni.
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Corruzione: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un assessore comunale e due imprenditori condannati per corruzione. La Corte ha annullato senza rinvio la condanna per associazione per delinquere a carico dell'assessore, dichiarando il reato estinto per prescrizione. Per le accuse di corruzione, la sentenza è stata annullata con rinvio, poiché la Corte d'Appello dovrà motivare in modo più approfondito la distinzione tra corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.) e corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.).
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Prescrizione guida senza patente: le regole Orlando
Un automobilista, condannato per guida senza patente recidiva, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta estinzione del reato. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che per i reati commessi nel 2019, la prescrizione per guida senza patente è soggetta alle sospensioni introdotte dalla Riforma Orlando, che ne posticipano significativamente la scadenza. La sentenza ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura abituale della condotta.
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Sospensione prescrizione reato: quando vale la richiesta?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rifiuto di sottoporsi a test antidroga. Il motivo centrale del ricorso era la presunta estinzione del reato per prescrizione, ma la Corte ha stabilito che il rinvio dell'udienza, richiesto dalla difesa per consentire l'esame dell'imputato, determina la legittima sospensione prescrizione reato. Di conseguenza, il termine non era maturato al momento della condanna di primo grado.
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Compenso difensore d’ufficio: diritto anche per irreperibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato d'ufficio ha diritto al compenso per la sua attività professionale anche quando il processo penale si conclude con una sentenza di non doversi procedere per irreperibilità dell'imputato. La Corte ha chiarito che tale sentenza, pur potendo essere revocata, definisce una fase processuale, legittimando la liquidazione immediata del compenso al difensore d'ufficio senza dover attendere l'eventuale riapertura del giudizio.
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Compenso avvocato irreperibile: sì alla liquidazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso all'avvocato d'ufficio per la difesa di un imputato irreperibile deve essere liquidato subito dopo la sentenza di non doversi procedere ex art. 420-quater c.p.p. Tale pronuncia, pur non essendo definitiva, conclude una fase processuale e fa sorgere immediatamente il diritto al pagamento per l'attività svolta, senza dover attendere la scadenza dei termini per la riapertura del processo. Il caso riguarda il diritto al compenso dell'avvocato per un imputato irreperibile.
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