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Art. 159 Codice Penale — Anno 2025

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236 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Inammissibilità ricorso per prescrizione infondata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato che lamentava l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, evidenziando due periodi di sospensione dei termini non considerati dal ricorrente. A causa della manifesta infondatezza, che rende l'impugnazione inidonea a instaurare un valido rapporto processuale, non è stato possibile dichiarare la prescrizione maturata successivamente alla presentazione del ricorso.
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Dichiarazione fraudolenta: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di reati fiscali, tra cui la dichiarazione fraudolenta tramite fatture per operazioni inesistenti. La sentenza ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati, confermando le condanne e chiarendo punti fondamentali sulla consumazione del reato e sulla responsabilità penale dell'amministratore di diritto, anche se mero prestanome. La Corte ha ribadito che il reato si perfeziona con la presentazione della dichiarazione fiscale, non con l'emissione o l'utilizzo delle fatture.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'avviso del diritto alla difesa dato sulla scena è sufficiente, che la richiesta di rito abbreviato sana eventuali nullità precedenti e che l'applicazione di sanzioni sostitutive richiede una esplicita richiesta da parte dell'imputato, anche nel rito cartolare.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché chiedeva un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. L'appello riproponeva doglianze già respinte e invocava erroneamente la prescrizione. La decisione sottolinea che un ricorso inammissibile comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Corruzione per l’esercizio della funzione: la Cassazione
Un caso di corruzione per l'esercizio della funzione che ha coinvolto pubblici ufficiali e imprenditori. In cambio di posti di lavoro e pagamenti preferenziali per i loro parenti, un sottufficiale e un impiegato comunale hanno fornito favori e informazioni a due fratelli. La Corte di Cassazione ha riqualificato il reato da "corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio" a quello meno grave, poiché non è stato provato un atto illecito specifico, ma piuttosto un "asservimento" generale delle loro funzioni pubbliche. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Impugnazione sentenza: conversione del ricorso in appello
Una militare veniva prosciolta dall'accusa di simulazione di infermità per improcedibilità dell'azione, a seguito della riqualificazione del reato da parte del GUP. Il Procuratore militare proponeva ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile come tale, ma, in applicazione del principio del 'favor impugnationis', lo ha riqualificato come appello, trasmettendo gli atti alla Corte militare di appello. La decisione chiarisce le regole procedurali sull'impugnazione della sentenza di non luogo a procedere.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La sentenza chiarisce che spetta all'imputato dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro e conferma l'applicazione delle norme sulla sospensione della prescrizione introdotte dalla "legge Orlando" per i reati commessi dopo il 3 agosto 2017.
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Rifiuto test stupefacenti: Cassazione e prescrizione
Un automobilista condannato per rifiuto di sottoporsi al test per gli stupefacenti (art. 187 c. 8 CdS) ha presentato ricorso in Cassazione, che è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che in caso di rifiuto test stupefacenti non è necessario l'avviso al difensore. Inoltre, ha confermato che per i reati del 2019 si applica la sospensione della prescrizione prevista dalla Legge Orlando, impedendo l'estinzione del reato.
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Prescrizione e Legge Orlando: quando si sospende?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sulla prescrizione del reato di guida in stato di ebbrezza. Il caso chiarisce l'applicazione della Legge Orlando, confermando che il termine di prescrizione si sospende tra la sentenza di primo e secondo grado, anche per i reati commessi prima delle riforme più recenti. La Corte ha stabilito che la prescrizione non era maturata, applicando un periodo di sospensione specifico.
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Sentenza 420 quater: quando è impugnabile in Cassazione
Il Procuratore Generale ha impugnato una sentenza 420 quater con cui un tribunale aveva sospeso un procedimento per irreperibilità dell'imputato. L'accusa sosteneva che le ricerche erano incomplete, essendo noto l'indirizzo dell'imputato all'estero. La Corte di Cassazione, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, ha affermato che tale sentenza è sempre impugnabile. Di conseguenza, ha annullato la decisione del tribunale per non aver disposto le ricerche all'estero e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Prescrizione reato e rinvii: quando non si estingue
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per manifesta infondatezza. Il motivo principale, relativo alla prescrizione reato, è stato respinto poiché non teneva conto delle numerose sospensioni dei termini causate dai rinvii richiesti dalla difesa. La Corte ha inoltre confermato la corretta valutazione delle circostanze attenuanti da parte dei giudici di merito.
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Porto d’armi: manganello in auto, quando è reato?
Un individuo è stato condannato per il reato di porto d'armi abusivo per aver trasportato un manganello telescopico nell'auto che stava guidando. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le argomentazioni della difesa relative alla prescrizione, all'inutilizzabilità delle dichiarazioni e alla presunta inconsapevolezza della presenza dell'arma. Secondo la Corte, la visibilità del manganello sul sedile del passeggero è stata decisiva per dimostrare la colpevolezza, rendendo irrilevante la proprietà del veicolo.
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Nullità atti processuali: effetti sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna, stabilendo che la nullità atti processuali riguardanti un atto propulsivo, come la notifica dell'atto introduttivo, invalida tutti gli atti successivi. Di conseguenza, i periodi di sospensione della prescrizione verificatisi durante la fase processuale poi dichiarata nulla non possono essere conteggiati, portando all'estinzione del reato per decorso dei termini.
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Deposito temporaneo rifiuti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'amministratrice di un'azienda agricola per abbandono e combustione illecita di rifiuti. La difesa sosteneva si trattasse di un 'deposito temporaneo rifiuti' in attesa di smaltimento, ma la Corte ha respinto la tesi. La sentenza chiarisce che per essere considerato tale, il deposito deve rispettare requisiti stringenti, come il raggruppamento per categorie omogenee e la prova della provenienza e della destinazione. In assenza di queste condizioni, l'accumulo integra il reato di abbandono incontrollato.
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Prescrizione reato: quando la sospensione la blocca
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per molestie, il quale sosteneva l'avvenuta estinzione del reato. La Corte ha chiarito che il calcolo della prescrizione del reato deve tenere conto dei periodi di sospensione introdotti dalla Legge Orlando per i giudizi di appello e cassazione. Applicando tali sospensioni, il termine non era ancora decorso al momento della sentenza di secondo grado, rendendo la condanna legittima.
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Sospensione della prescrizione: la Cassazione chiarisce
Le Sezioni Unite Penali della Cassazione intervengono per dirimere un complesso contrasto giurisprudenziale sulla disciplina della sospensione della prescrizione. La Corte ha stabilito che le norme introdotte dalla Riforma Orlando (L. 103/2017) continuano ad applicarsi ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. Le successive riforme, inclusa la Riforma Cartabia, hanno creato un regime distinto e non retroattivo, valido solo per i reati commessi a partire dal 1° gennaio 2020, coesistente con l'istituto dell'improcedibilità.
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Prescrizione reato: l’astensione del PM non sospende
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omessa dichiarazione IVA, stabilendo un importante principio sulla prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che l'adesione del Pubblico Ministero a un'astensione dalle udienze non costituisce una causa di sospensione dei termini. A seguito del ricalcolo, il reato è risultato estinto per prescrizione prima della sentenza di appello, portando all'annullamento senza rinvio della condanna.
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Peculato: la disponibilità giuridica del denaro
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato di un consigliere regionale per l'indebito utilizzo di fondi pubblici. La sentenza chiarisce che la ricezione anticipata dei fondi per le spese istituzionali conferisce al pubblico ufficiale la 'disponibilità giuridica' del denaro, integrando il reato di peculato in caso di appropriazione, e non altre fattispecie meno gravi. Respinte anche le doglianze sulla prescrizione del reato.
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Prescrizione reati stradali: la Legge Orlando vale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, il quale sosteneva l'estinzione del reato. La Corte ha stabilito che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica ancora la sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. Legge Orlando. Questa decisione è fondamentale per il calcolo della prescrizione reati stradali, confermando che il periodo di sospensione tra il primo e il secondo grado di giudizio va aggiunto al termine ordinario, impedendo così l'estinzione del reato nel caso specifico.
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Narcotest sufficiente: Cassazione chiarisce la prova
Un imputato ricorre in Cassazione contro una condanna per spaccio di lieve entità, contestando la validità del narcotest come unica prova e sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che il narcotest è sufficiente per accertare la natura della sostanza nei reati minori. Ha inoltre validato il calcolo della prescrizione, che include i periodi di sospensione per la richiesta di messa alla prova, e ha negato l'applicazione della "particolare tenuità del fatto" a causa della presenza di altri reati contestuali.
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