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Art. 159 Codice Penale — Anno 2025

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236 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Estinzione del reato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per contravvenzione a causa dell'avvenuta estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha stabilito che il termine massimo di cinque anni era già decorso prima della pronuncia della sentenza di primo grado, evidenziando che i rinvii procedurali, in questo caso specifico, non hanno sospeso efficacemente il decorso della prescrizione.
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Prescrizione imputato assente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa e appropriazione indebita a causa della prescrizione del reato. Il punto centrale della decisione riguarda il calcolo del termine di sospensione in caso di 'prescrizione imputato assente'. La Corte ha stabilito che deve essere applicata la normativa più favorevole all'imputato (lex mitior) in vigore al momento in cui la sospensione è stata disposta, e non la successiva legge più severa. Di conseguenza, i reati sono stati dichiarati estinti, pur confermando le statuizioni civili a favore della parte lesa.
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Inammissibilità del ricorso: motivi generici e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per appropriazione indebita. I motivi sono stati ritenuti generici e reiterativi, e l'eccezione di prescrizione infondata a causa di un errato calcolo dei periodi di sospensione.
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Furto di energia elettrica: le aggravanti
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto di energia elettrica, chiarendo che la presenza dell'aggravante per l'allaccio alla rete pubblica rende il reato procedibile d'ufficio, senza necessità di querela. La Corte ha inoltre respinto l'eccezione di prescrizione, calcolando i periodi di sospensione dovuti ai rinvii chiesti dalla difesa, e ha ribadito che la responsabilità del furto ricade sull'utilizzatore dell'immobile, anche se l'allaccio abusivo è stato realizzato da terzi.
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Detenzione esplodenti: quando non è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per detenzione di esplodenti, sottolineando la necessità di distinguere tra 'materie esplodenti' (come i fuochi d'artificio) ed 'esplosivi' veri e propri. Il caso riguardava la detenzione di 850 grammi di manufatti artigianali. La Corte ha stabilito che la detenzione esplodenti di tipo pirotecnico non è reato se il quantitativo di polvere non supera i 5 kg, ma il giudice di merito non aveva verificato in quale categoria rientrassero i materiali sequestrati. Il processo dovrà quindi essere riesaminato.
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Prescrizione reato: la sospensione Covid non è valida
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa della prescrizione reato. La Corte ha stabilito che la sospensione dei termini processuali, disposta durante l'emergenza Covid-19, non poteva estendersi oltre i limiti previsti dalla legge, come peraltro sancito dalla Corte Costituzionale. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto e la pena ricalcolata solo per il residuo capo d'imputazione.
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Prescrizione del reato: quando un ricorso è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per porto di oggetti atti ad offendere. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha rigettato la tesi, chiarendo che il calcolo del termine era errato alla luce delle normative sulla sospensione. Di conseguenza, il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Sospensione prescrizione: astensione avvocati e Covid-19
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che i periodi di sospensione prescrizione, dovuti sia all'adesione del difensore a un'astensione collettiva sia all'emergenza Covid-19, sono stati correttamente calcolati. In particolare, è stato ribadito che la sospensione per sciopero degli avvocati non soggiace al limite massimo di 60 giorni, ma si estende fino alla data della successiva udienza.
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Estinzione pena pecuniaria: quando si interrompe?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'estinzione pena pecuniaria. Con la sentenza in esame, ha stabilito che il termine di prescrizione di una multa viene interrotto non dalla notifica della cartella esattoriale, ma dal momento, precedente, dell'iscrizione a ruolo del debito. Questo atto segna l'effettivo inizio della procedura di esecuzione da parte dello Stato, rendendo irrilevanti le vicende successive della notifica ai fini della prescrizione.
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Prescrizione reato: la Cassazione e la Legge Orlando
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore Generale, confermando l'estinzione per prescrizione del reato di porto di oggetti atti ad offendere. La sentenza chiarisce il calcolo dei termini di sospensione previsti dalla legge 'Orlando' per i reati commessi tra agosto 2017 e dicembre 2019, stabilendo che anche applicando la sospensione massima, il termine per la prescrizione reato era già decorso al momento della decisione d'appello. Il ricorso dell'imputato è stato invece dichiarato inammissibile.
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Furto in abitazione: anche la casa vacanze è tutelata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione, commesso in una casa utilizzata solo occasionalmente. La Corte ha stabilito che la nozione di privata dimora, rilevante per il reato di furto in abitazione, si estende anche alle seconde case o case vacanze, in quanto luoghi destinati allo svolgimento di atti della vita privata, anche se non in modo continuativo. Gli altri motivi di ricorso, relativi all'assorbimento di una contravvenzione, alla prescrizione e alla concessione di attenuanti, sono stati ritenuti inammissibili o manifestamente infondati.
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Prescrizione e Riforma Orlando: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso straordinario, chiarendo il calcolo della prescrizione per un reato contravvenzionale commesso nel 2019. Applicando i principi della "Prescrizione e Riforma Orlando", come stabilito dalle Sezioni Unite, la Corte ha calcolato il termine massimo, includendo la sospensione processuale, e ha concluso che il reato non era ancora estinto al momento della decisione impugnata. La sentenza sottolinea la corretta applicazione delle norme succedutesi nel tempo.
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Guida senza patente: la Cassazione e la specialità
Un automobilista, sotto sorveglianza speciale e con patente revocata, era stato condannato per guida in violazione della misura di prevenzione, con assorbimento del reato di guida senza patente. La Corte di Cassazione, applicando una recente sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato la condanna per il reato più grave, poiché la patente non era stata revocata a causa della misura di prevenzione. Di conseguenza, il reato di guida senza patente è tornato ad essere autonomamente rilevante e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena.
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Reati di caccia: Cassazione su prescrizione e tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cacciatore per vari reati di caccia, tra cui uccellagione con reti e uso di richiami acustici vietati. La sentenza chiarisce l'applicabilità delle norme sulla sospensione della prescrizione per i reati commessi fino al 31 dicembre 2019, respingendo la tesi della difesa. Inoltre, ha escluso la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la pluralità delle violazioni e gli strumenti utilizzati, confermando un orientamento rigoroso in materia di tutela della fauna selvatica.
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Ricorso inammissibile: quando non si può eccepire?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa di motivi di appello generici e non precedentemente sollevati. Questa decisione ha impedito la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione, confermando il principio secondo cui l'inammissibilità del ricorso prevale sulla potenziale prescrizione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione prescrizione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato stradale, incentrato sulla questione della sospensione prescrizione. Citando una recente sentenza delle Sezioni Unite, la Corte ha confermato che le norme sulla sospensione introdotte nel 2017 si applicano ai reati commessi fino al 31 dicembre 2019, respingendo così la tesi dell'appellante secondo cui il reato era estinto per decorrenza dei termini.
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Sospensione prescrizione reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato stradale, confermando che le norme sulla sospensione prescrizione reati introdotte dalla Riforma Orlando restano valide per i fatti commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite, rigettando la tesi della ricorrente sulla decorrenza dei termini di prescrizione.
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Prescrizione reato permanente: il caso dell’evasione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha stabilito che l'evasione è un reato permanente, la cui consumazione si protrae fino alla cessazione della condotta illecita. Di conseguenza, il termine di prescrizione decorre dalla fine del comportamento criminoso e si applicano le norme vigenti in quel momento, inclusa la cosiddetta "Riforma Orlando" che ha introdotto un'ulteriore causa di sospensione dei termini. Pertanto, la prescrizione non era maturata.
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Esito negativo messa alla prova: la Cassazione decide
Un imputato non completa i lavori di pubblica utilità previsti dalla messa alla prova. Il GIP revoca il beneficio e rende esecutivo il decreto penale di condanna. La Cassazione annulla la decisione: in caso di esito negativo della messa alla prova, il processo deve continuare nelle forme ordinarie. Rilevata l'intervenuta prescrizione, il reato viene dichiarato estinto.
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Molestie olfattive: condanna anche con autorizzazioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna del titolare di un ristorante per il reato di getto pericoloso di cose a causa delle molestie olfattive prodotte dalla sua attività. La sentenza stabilisce che, anche in presenza di autorizzazioni, si applica il più severo criterio della "stretta tollerabilità" per proteggere la salute pubblica. Viene respinta la tesi difensiva sulla prescrizione e sull'errata valutazione delle prove, ribadendo che le emissioni maleodoranti, se superano una certa soglia, costituiscono reato.
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