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Art. 157 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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767 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione del Reato di Truffa: Quando il Tempo Non Salva il Colpevole
Un Lavoratore è stato condannato per truffa, avendo ingannato un'altra persona nella compravendita di una motocicletta. Il Lavoratore aveva ricevuto una moto in sostituzione, ma non aveva mai consegnato quella definitiva né restituito il denaro della vendita della moto provvisoria. In Cassazione, il Lavoratore ha sostenuto che il reato fosse prescritto, indicando una data di consumazione precedente a quella contestata. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che chi invoca la `Prescrizione del reato` con una data diversa deve fornire prove incontrovertibili. La truffa si è perfezionata solo con la mancata consegna della moto e la mancata restituzione del denaro. Pertanto, la `Prescrizione del reato` non era maturata. Il Lavoratore è stato condannato alle spese e a una somma alla Cassa delle Ammende.
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Prescrizione Reato: Merce Contraffatta Estinta, Ricettazione Confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Imputato condannato per detenzione di merce contraffatta e ricettazione. L'Imputato ha sostenuto che entrambi i reati fossero estinti per prescrizione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso solo per il reato di detenzione di merce contraffatta, annullando la condanna e la relativa pena. Ha ritenuto che la prescrizione del reato fosse effettivamente maturata prima della sentenza d'appello. Per il reato di ricettazione, invece, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, poiché le argomentazioni sulla prescrizione non sono state ritenute valide, confermando la condanna.
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Prescrizione del Reato: Cassazione Corregge Errore su Abuso Mezzi Correzione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Imputata condannata per abuso dei mezzi di correzione. L'Imputata ha presentato un ricorso straordinario, sostenendo che il reato fosse estinto per prescrizione. Il reato si era consumato nel marzo 2013 e, nonostante un atto interruttivo nel marzo 2015, la prescrizione del reato si era perfezionata nel settembre 2020. La Cassazione, pronunciandosi nel gennaio 2021, non aveva rilevato questa estinzione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, revocando la propria precedente sentenza e annullando senza rinvio la condanna, poiché il reato era ormai prescritto.
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Ricettazione: l’attenuante non accorcia la prescrizione del reato
Due persone sono state condannate per ricettazione. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso, contestando l'applicazione di un termine di prescrizione più breve. La Corte d'Appello aveva considerato una circostanza attenuante speciale, riducendo il tempo necessario per la prescrizione del reato di ricettazione. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. Ha stabilito che l'attenuante speciale per la ricettazione non modifica il termine di prescrizione, che rimane quello ordinario, più lungo. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Trasferimento fraudolento di valori: gestione e prescrizione
L'Indagato subiva la misura degli arresti domiciliari per il reato di trasferimento fraudolento di valori. L'accusa sosteneva la gestione occulta di una società cooperativa costituita nel 2008 per affittare beni aziendali confiscati. Secondo i giudici di merito, la modifica della struttura amministrativa nel 2015 aveva rinnovato la condotta illecita, spostando in avanti il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa. I giudici supremi hanno chiarito che il reato ha natura istantanea e si consuma al momento della fittizia attribuzione iniziale. I meri cambiamenti organizzativi interni non costituiscono nuove condotte criminose se privi di effettivi passaggi di patrimonio o capitale. Di conseguenza, il reato commesso nel 2008 era già estinto per prescrizione nel 2014. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza senza rinvio e ha ordinato la liberazione immediata dell'Indagato.
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Truffa aggravata online: la Cassazione conferma la condanna
Un individuo è stato condannato per truffa aggravata, avendo simulato la vendita di un tablet online e incassato il denaro senza mai spedire il prodotto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna e ribadendo che la condotta integrava pienamente i raggiri e gli artifizi tipici della truffa. Il Ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Estorsione tentata: Prescrizione non equivale a proscioglimento nel merito
Un imputato è stato condannato per estorsione tentata. La Corte d'Appello ha riqualificato il reato, dichiarandolo estinto per prescrizione e revocando le statuizioni civili dopo la rinuncia della parte offesa. L'imputato ha presentato ricorso, contestando la sussistenza dell'estorsione tentata e chiedendo un proscioglimento nel merito. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che, in caso di estinzione del reato per prescrizione, un proscioglimento nel merito è possibile solo se l'innocenza è assolutamente evidente. Nel caso specifico, le prove a carico erano solide e l'assenza di prove evidenti di non colpevolezza ha reso il ricorso inammissibile.
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Prescrizione Ricettazione Attenuata: Cassazione ribalta il GIP
Un Giudice per le Indagini Preliminari ha dichiarato estinto per prescrizione ricettazione attenuata un reato di ricettazione, basandosi sull'ipotesi meno grave del reato. Il Pubblico Ministero ha contestato questa decisione, sostenendo che per calcolare la prescrizione si deve considerare la pena del reato base, non quella dell'ipotesi attenuata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero. Ha stabilito che l'ipotesi attenuata di ricettazione è una circostanza, non un reato autonomo. Pertanto, il termine di prescrizione deve essere calcolato sulla pena prevista per il reato principale. La sentenza del GIP è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Estorsione: l’aggravante cade, il reato si prescrive
Un imputato, già condannato per estorsione con l'aggravante delle persone riunite, ha visto la sua condanna annullata dalla Cassazione. La Corte ha rilevato che l'aggravante, applicata per l'intero periodo della condotta estorsiva, era errata, poiché uno dei co-imputati aveva cessato la sua partecipazione prima. Escludendo l'aggravante per la parte finale del reato, i termini per la **prescrizione del reato di estorsione** sono stati ricalcolati. Di conseguenza, tutti i reati contestati all'imputato, inclusa l'estorsione, sono risultati estinti per intervenuta prescrizione.
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Riciclaggio: la prescrizione estingue il reato, annullata la condanna
Un individuo era stato condannato per il reato di riciclaggio. La Corte d'Appello di Roma aveva confermato questa condanna. Tuttavia, la Procura Generale ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato si era estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il termine massimo di prescrizione per il riciclaggio, calcolato dalla data del fatto (26/05/2006) e includendo un periodo di sospensione, era scaduto prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione.
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Tentata rapina impropria: bottiglia integra senza aggravante
Un uomo è entrato in un locale impugnando una bottiglia di birra vuota e intimando la consegna del denaro. Dopo una breve colluttazione a mani nude con il titolare, l'avventore è fuggito, lasciando a terra la bottiglia intatta. I giudici di merito lo hanno condannato per tentata rapina impropria aggravata dall'uso di arma. La Corte di Cassazione ha invece escluso l'aggravante dell'arma impropria: la bottiglia era solo impugnata, non brandita né usata per colpire. Con la caduta dell'aggravante, il calcolo della pena massima è sceso e il reato è risultato ormai estinto per prescrizione, determinando l'annullamento senza rinvio.
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Condanna per Truffa Annullata: la Sospensione della Prescrizione Salva l’Imputata
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di una signora per il reato di truffa (art. 640 c.p.). La Corte d'Appello aveva condannato la signora, ribaltando un'assoluzione. La difesa ha contestato la nullità della sentenza per mancata notifica dell'impugnazione del Pubblico Ministero e l'errata applicazione della normativa sulla sospensione della prescrizione del reato dovuta all'emergenza pandemica. La Cassazione ha ritenuto infondato il motivo sulla notifica, ma ha accolto quello sulla prescrizione. Ha stabilito che il termine massimo di prescrizione era spirato prima della sua decisione, annullando la sentenza di condanna per estinzione del reato.
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Ricettazione e Prescrizione: La Carabina Rubata e il Tempo che Estingue il Reato
Un Lavoratore è stato condannato per ricettazione e detenzione illecita di una carabina rubata. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. La Cassazione ha annullato la sentenza per il reato di ricettazione, dichiarandolo estinto per **prescrizione del reato di ricettazione**. Questo perché il furto della carabina risaliva al 2011 e il reato di ricettazione, in assenza di prova certa sulla data di acquisizione del bene da parte dell'imputato, si considera consumato in prossimità del furto. La condanna per la detenzione illecita della carabina è stata invece confermata, con rinvio per ricalcolare la pena.
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Patente falsa e ricettazione: la prescrizione del reato salva l’imputato
Un individuo è stato condannato per aver utilizzato una patente di guida falsa (falso documentale) e per averla ricevuta (ricettazione), sapendo che proveniva dal furto di patenti in bianco. La patente presentava una data di nascita errata. L'imputato ha presentato ricorso, sostenendo l'intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha rilevato che il furto delle patenti in bianco risaliva al 2004 e il documento falso era stato emesso nel 2005. L'imputato aveva dichiarato di averlo acquisito nel 2005. Poiché non era possibile stabilire con certezza la data esatta di falsificazione o acquisizione, la Corte ha applicato il principio del "favor rei". Questo principio stabilisce che, in caso di incertezza, il momento di inizio del reato per il calcolo della prescrizione deve essere individuato in prossimità della data del reato presupposto. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna, dichiarando che i reati erano estinti per prescrizione del reato.
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Ricettazione di veicolo rubato: fuga e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un imputato condannato per il delitto di ricettazione di veicolo rubato. Le forze dell'ordine avevano fermato l'uomo a bordo di un motociclo rubato, munito di targa alterata e parzialmente coperta. Alla vista della pattuglia, il conducente aveva tentato la fuga e non aveva esibito alcun documento comprovante il regolare acquisto del mezzo. I giudici hanno respinto l'eccezione di prescrizione, considerando i periodi di sospensione processuale legati ai rinvii delle udienze, e hanno confermato la piena consapevolezza della provenienza delittuosa del mezzo. Il ricorrente deve scontare la condanna definitiva e versare una somma alla Cassa delle ammende.
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Prescrizione del reato: l’appello sulla pena blocca la condanna
Un imputato subiva una condanna per appropriazione indebita, commessa entro l'11 marzo 2011. La difesa presentava appello contestando la mancata concessione della sospensione condizionale della pena e chiedendo il proscioglimento per estinzione dell'illecito. La Corte di Appello confermava la condanna, ritenendo ormai definitiva la responsabilità penale per assenza di specifica contestazione sul fatto. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale impostazione. I giudici supremi hanno stabilito che l'impugnazione sulla pena impedisce la definitività dell'intera imputazione, consentendo il decorso del tempo processuale. Di conseguenza, la prescrizione del reato, maturata a gennaio 2019 prima della pronuncia di secondo grado, cancella le sanzioni penali inflitte. Restano tuttavia pienamente efficaci i risarcimenti stabiliti in favore della parte civile.
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Prescrizione del reato: condanna annullata dopo lo stop Covid
La Corte d'Appello confermava la condanna per truffa a carico di un imputato, considerando prorogati i termini di prescrizione a causa della normativa emergenziale per la pandemia da Covid-19. L'imputato ricorreva per Cassazione sostenendo che la sospensione straordinaria non poteva operare in modo indiscriminato. Tra marzo e maggio 2020 il procedimento pendeva in attesa della data di fissazione dell'appello, senza scadenze processuali in atto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la sospensione richiede un blocco effettivo di atti con termini specifici. I giudici hanno dichiarato estinto l'illecito per intervenuta prescrizione del reato e annullato la condanna senza rinvio.
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Truffa e Competenza Funzionale: Reato Prescritto, Danno Confermato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore condannato per truffa. Il Lavoratore contestava la `competenza funzionale` del Tribunale di Perugia, sostenendo che il reato era avvenuto altrove e che la vittima, inizialmente identificata come magistrato, aveva determinato erroneamente la sede del processo. La Cassazione ha ribadito che la `competenza funzionale` (non territoriale) è rilevabile in ogni fase, ma ha confermato che la competenza si fissa al momento del decreto di giudizio. Nonostante l'eccezione fosse infondata, il reato è stato dichiarato estinto per `prescrizione`. Le statuizioni civili per il risarcimento del danno alla Parte Civile sono state invece confermate.
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Tentata Estorsione: La Prescrizione del Reato Annulla la Condanna
Un Lavoratore Ambulante ha denunciato un Aggressore per tentata estorsione e lesioni personali. L'Aggressore lo aveva colpito per ottenere denaro. La Corte d'Appello aveva confermato la responsabilità per tentata estorsione, dichiarando prescritte le lesioni. La Cassazione, esaminando il caso, ha stabilito che anche il reato di tentata estorsione era estinto per prescrizione del reato. Questo è avvenuto perché, calcolando correttamente i termini e gli atti interruttivi, il tempo massimo previsto dalla legge era ormai trascorso. La sentenza è stata quindi annullata.
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Rinuncia alla Prescrizione: Lavoratore Pubblico vince contro l’estinzione
Un Lavoratore Pubblico, accusato di truffa, si è visto estinguere il reato per prescrizione dalla Corte d'Appello. Tuttavia, il Lavoratore ha contestato questa decisione, volendo rinunciare alla prescrizione per dimostrare la sua innocenza e salvaguardare la sua carriera. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. Ha stabilito che non si può dichiarare la prescrizione senza dare all'imputato la possibilità di rinunciarvi, specialmente quando ha un interesse concreto a farlo. La sentenza d'appello è stata annullata e il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, garantendo il diritto del Lavoratore al contraddittorio e alla rinuncia alla prescrizione.
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