LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 157 Codice Penale — Anno 2026

Pagina 21 di 25

495 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Ricettazione attenuata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del calcolo della prescrizione per il reato di ricettazione attenuata. Nonostante il giudice di merito avesse errato nell'individuare il termine massimo di prescrizione (indicandolo in 6 anni anziché 10), la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse concreto all'impugnazione, poiché, applicando correttamente i criteri del favor rei sulla data di consumazione, il reato risultava comunque già prescritto prima della sentenza di primo grado.
Continua »
Pena sostitutiva: limiti al diniego del giudice
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale e il diniego delle attenuanti generiche, ma ha annullato la sentenza in merito al rifiuto della **pena sostitutiva**. Il giudice di merito non può negare la sostituzione della pena detentiva breve con quella pecuniaria basandosi esclusivamente sui precedenti penali del condannato, poiché la normativa vigente richiede una valutazione legata specificamente al fatto oggetto di giudizio.
Continua »
Narcotraffico: distinzione tra fornitore e socio
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due soggetti condannati per narcotraffico e associazione a delinquere. Il primo ricorrente ha contestato la sua partecipazione al sodalizio, sostenendo di essere un semplice fornitore esterno. La Corte ha però confermato il vincolo associativo basandosi sulla stabilità e frequenza delle forniture, ma ha annullato senza rinvio una parte della condanna per intervenuta prescrizione di un reato specifico. Il secondo ricorrente, che contestava il suo ruolo apicale e l'esistenza stessa dell'organizzazione, ha visto il proprio ricorso dichiarato inammissibile poiché basato su censure di fatto già ampiamente motivate nei gradi precedenti.
Continua »
Deposito incontrollato: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore operante nel settore del commercio di rottami, accusato di deposito incontrollato di rifiuti. La difesa sosteneva che la condotta dovesse essere qualificata come abbandono di rifiuti, reato istantaneo ormai prescritto. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che la sistematica accumulazione di materiali legata all'attività d'impresa configura un deposito incontrollato, fattispecie di natura permanente. Tale natura impedisce il decorso della prescrizione finché i rifiuti non vengono rimossi o smaltiti. La Corte ha inoltre escluso violazioni procedurali relative alla riqualificazione giuridica del fatto, ritenendo che l'imputato avesse avuto piena possibilità di difendersi.
Continua »
Recidiva qualificata: calcolo della prescrizione penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per ricettazione. Il fulcro della decisione riguarda l'applicazione della recidiva qualificata nel calcolo dei termini di prescrizione. La difesa sosteneva l'avvenuta estinzione del reato, ma i giudici hanno confermato che la presenza della recidiva innalza sia il termine minimo che quello massimo di prescrizione in caso di atti interruttivi. Tale meccanismo non viola il principio del ne bis in idem, poiché la prescrizione non rientra nelle tutele previste dalle norme sovranazionali contro il doppio giudizio. Sono stati inoltre respinti i motivi relativi alla valutazione delle prove e alla congruità della pena, giudicati generici o non deducibili in sede di legittimità.
Continua »
Prescrizione nel patteggiamento: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato un patteggiamento per reati di droga, lamentava la prescrizione nel patteggiamento per uno dei capi d'accusa. La Corte ha stabilito che, dopo la riforma dell'art. 448 c.p.p., la prescrizione maturata prima della sentenza non è un motivo di ricorso deducibile in Cassazione contro l'applicazione della pena concordata.
Continua »
Prescrizione del reato: stop alla condanna penale
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa della prescrizione del reato. Nonostante la Corte d'Appello avesse escluso la recidiva qualificata, non aveva considerato che, senza tale aggravante, i termini massimi di custodia legale erano già decorsi prima della sentenza di secondo grado.
Continua »
Ricorso personale Cassazione: quando è inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso sottoscritto personalmente da un imputato invece che da un difensore abilitato. Il ricorso personale Cassazione non è più consentito a seguito della riforma del 2017. La decisione comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Appropriazione indebita: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita nei confronti del gestore di un negozio che, dopo aver incassato somme per una lista nozze, non ha consegnato i beni né restituito il denaro. La Corte ha chiarito che il passaggio da inadempimento civile a reato avviene nel momento in cui il possessore manifesta la volontà di trattenere il bene come proprio, ovvero con l'interversione del possesso.
Continua »
Prescrizione del reato: limiti e maltrattamenti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni. La decisione si concentra sulla prescrizione del reato per uno dei capi di imputazione relativi alle lesioni, portando a una parziale riduzione della pena, mentre conferma la responsabilità per i reati più gravi basati sulle dichiarazioni della vittima.
Continua »
Recidiva qualificata e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione, stabilendo che la recidiva qualificata può essere contestata in dibattimento anche se basata su atti preesistenti. Tale contestazione estende i termini di prescrizione, impedendo l'estinzione del reato nonostante il lungo tempo trascorso dai fatti.
Continua »
Prescrizione reati pirateria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per accesso abusivo a programmi criptati. La decisione analizza la prescrizione reati pirateria, confermando l'applicazione della Riforma Orlando per i fatti avvenuti tra il 2017 e il 2019 e negando la tenuità del fatto a causa della gravità della condotta elusiva.
Continua »
Prescrizione bancarotta semplice: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ricorso presentato dalla Procura contro una sentenza che dichiarava estinto per prescrizione bancarotta semplice un reato fallimentare. Nonostante la contestazione sui calcoli dei termini, la Corte ha stabilito che il ricorso è inammissibile per carenza di interesse, poiché il tempo necessario all'estinzione era comunque decorso a causa di ritardi nella trasmissione degli atti.
Continua »
Guida in stato di alterazione: prova e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un conducente accusato di guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'uso di cannabinoidi. Il caso nasce da un incidente stradale causato da manovre pericolose per sfuggire a un controllo. La Corte ha stabilito che la positività ai test, unita al ritrovamento di sostanze nell'auto e alla dinamica dell'incidente, costituisce prova sufficiente della responsabilità penale.
Continua »
Ordine di demolizione: natura reale e comproprietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soggetti contro un ordine di demolizione per abusi edilizi. Il nucleo della decisione riguarda la natura reale del provvedimento: l'ordine di demolizione rimane efficace anche se la sentenza non è ancora esecutiva per uno dei comproprietari, poiché l'accertamento dell'abusività dell'opera è definitivo e prevale sulla responsabilità soggettiva.
Continua »
Dichiarazione infedele: quando scatta il reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per dichiarazione infedele nei confronti dell'amministratrice di una società che aveva indicato un imponibile pari a zero a fronte di ricavi accertati per oltre 600.000 euro. La Suprema Corte ha chiarito che il reato sussiste anche se la rettifica fiscale deriva da costi indeducibili e ha negato la prescrizione a causa dei periodi di sospensione processuale.
Continua »
Inammissibilità del ricorso e calcolo prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione di un imputato, dichiarando l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno chiarito che l'inammissibilità preclude il rilievo della prescrizione maturata successivamente alla sentenza d'appello. La difesa contestava il calcolo dei periodi di sospensione e la sussistenza dell'elemento psicologico del reato, ma la Corte ha ritenuto corretto il computo dei 420 giorni di sospensione e logica la motivazione sulla colpevolezza del soggetto.
Continua »
Prescrizione furto energia: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un caso di sottrazione illecita di elettricità, rigettando l'eccezione di estinzione del reato. La sentenza chiarisce che il calcolo della prescrizione furto energia non viene influenzato dal riconoscimento di circostanze attenuanti quando queste sono bilanciate con le aggravanti, mantenendo i termini previsti per la fattispecie aggravata.
Continua »
Agevolazione mafiosa: quando l’aggravante non sussiste
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione dell'aggravante di agevolazione mafiosa in un caso di intestazione fittizia di beni. Nonostante il coinvolgimento di soggetti vicini alla criminalità organizzata, la mancanza di prova di un dolo specifico volto a favorire il clan ha portato alla prescrizione del reato principale.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di due soggetti, uno dei quali operante come amministratore di fatto. La sentenza chiarisce che la recidiva incide sul calcolo della prescrizione anche se bilanciata da attenuanti generiche. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili poiché basati su questioni di fatto già ampiamente discusse nei gradi precedenti.
Continua »