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Art. 157 Codice Penale — Anno 2026

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495 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Dichiarazioni spontanee: quando sono più credibili?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per spaccio e possesso di armi, basandosi sulle sue dichiarazioni spontanee iniziali. La Corte ha stabilito che, in assenza di una spiegazione plausibile per una confessione iniziale, la successiva ritrattazione è considerata un mero tentativo di eludere la giustizia. Le dichiarazioni spontanee, quindi, mantengono un forte valore probatorio.
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Annullamento parziale e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti dell'annullamento parziale sulla prescrizione del reato. Se l'annullamento riguarda solo la pena, la condanna per la responsabilità diventa definitiva e la prescrizione non può più essere dichiarata. Se invece l'annullamento investe la valutazione della responsabilità, il giudizio resta aperto e la prescrizione può essere rilevata anche in sede di rinvio. La sentenza analizza tre ricorsi, accogliendone uno e dichiarando gli altri inammissibili.
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Fatture inesistenti e prescrizione: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'utilizzo di fatture inesistenti. Confermato che il rinvio chiesto dalla difesa sospende la prescrizione e che le prove basate su accertamenti fiscali su 'società cartiere' sono sufficienti per la condanna.
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Sospensione prescrizione: come si calcola? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo il meccanismo di calcolo della sospensione prescrizione per una contravvenzione commessa nel 2019. Sommando i periodi di sospensione previsti dalla legge tra i vari gradi di giudizio, il reato non risultava ancora estinto, rendendo il ricorso palesemente infondato e determinando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
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Prescrizione reato edilizio: l’inizio del termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vari reati edilizi e paesaggistici. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato edilizio, ma la Corte ha confermato che il termine decorre dal completamento effettivo delle opere, data che nel caso di specie rendeva il ricorso infondato. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche perché riproponeva censure già esaminate e respinte in appello, tentando una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Prescrizione reato e Legge Orlando: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la prescrizione reato. L'imputato sosteneva che il reato fosse estinto, ma la Corte ha chiarito che il periodo di sospensione introdotto dalla Legge Orlando, applicabile ai fatti successivi al 3 agosto 2017, doveva essere correttamente calcolato, posticipando così la scadenza del termine. Di conseguenza, al momento della sentenza d'appello, il reato non era ancora prescritto.
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Prescrizione reato: la Riforma Orlando non aiuta
La Corte di Cassazione annulla una condanna, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione reato. La Corte ha chiarito che se il termine di prescrizione matura prima dell'inizio del periodo di sospensione introdotto dalla Riforma Orlando, il reato deve considerarsi estinto. Nel caso specifico, il termine di cinque anni era già scaduto prima del deposito della motivazione della sentenza di primo grado, rendendo inapplicabile la sospensione.
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Non menzione della condanna: quando va concessa?
Un sub-agente assicurativo è stato condannato per appropriazione indebita per aver trattenuto i premi dei clienti, sostenendo di compensare un proprio credito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna ma ha annullato il diniego del beneficio della **non menzione della condanna**. È stato stabilito che, una volta concessa la sospensione condizionale della pena sulla base di una prognosi favorevole, la non menzione non può essere negata per ragioni diverse da quelle previste dall'art. 133 c.p., come la tutela di futuri rapporti commerciali.
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Sottrazione gasolio agricolo: quando è reato penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per sottrazione gasolio agricolo a carico dell'amministratore di una società di trasporti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che una deficienza di prodotto superiore al 10% integra il reato di sottrazione al pagamento dell'accisa. La tesi difensiva, basata su un presunto errore di un dipendente, è stata rigettata in quanto non supportata da prove concrete e ritenuta un mero espediente difensivo.
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Contestazione di fatto nel furto di energia elettrica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato di energia elettrica. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di una menzione formale della specifica aggravante nel capo di imputazione, la descrizione della condotta (allaccio abusivo alla rete pubblica) costituisce una valida contestazione di fatto. Di conseguenza, il reato rimane procedibile d'ufficio e i termini di prescrizione sono più lunghi, rendendo infondate le doglianze dei ricorrenti.
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Legittimo impedimento difensore: nullità della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per tentata truffa a causa di un grave vizio procedurale. Il giudice d'appello aveva ignorato l'istanza di rinvio per legittimo impedimento difensore, trasmessa correttamente via PEC. Questa omissione ha violato il diritto di difesa dell'imputato, determinando la nullità assoluta della sentenza e la necessità di celebrare un nuovo processo.
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Scissione societaria: reato di bancarotta e confini
La Corte di Cassazione ha confermato che una scissione societaria, pur essendo un'operazione formalmente lecita, può costituire bancarotta fraudolenta. Nel caso esaminato, un amministratore aveva trasferito beni di valore, tra cui auto di lusso, da una società in crisi a una nuova entità da lui controllata, per poi rivenderli e distrarre i fondi. La Corte ha ritenuto l'operazione finalizzata a depauperare il patrimonio a danno dei creditori. È stata invece dichiarata la prescrizione per il connesso reato di autoriciclaggio.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato (2,74 g/l) ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito l'applicazione della cosiddetta legge Orlando in materia di prescrizione e hanno ribadito che la notevole gravità della condotta giustifica il diniego delle attenuanti generiche.
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Ricorso inammissibile: motivi solo reiterativi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. La decisione si fonda sulla natura puramente reiterativa dei motivi di ricorso, che non si confrontano con la motivazione della sentenza d'appello, e sulla manifesta infondatezza di un motivo nuovo relativo alla prescrizione.
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Notifica nulla: reato estinto per prescrizione
La Cassazione annulla una condanna per riciclaggio perché il reato è estinto per prescrizione. Decisiva la notifica nulla dell'udienza preliminare all'imputato, che ha scoperto il processo solo dopo la condanna di primo grado. Nonostante la fondatezza del motivo di ricorso, la Corte ha rilevato il decorso dei termini di prescrizione, annullando la sentenza senza rinvio.
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